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SOLD OUT PER L’INCONTRO CON L’INVENTORE DEL MICROPROCESSORE, ALUMNO ECCELLENTE DI PADOVA

E’ un Alumno eccellente dell’Università di Padova, l’inventore del microprocessore e del touchscreen e dal giugno 2018 componente del consiglio direttivo di Alumni Unipd.

Lui è Federico Faggin, laureato in fisica all’Università di Padova, un idolo per tutti gli scienziati e appassionati di tecnologia, protagonista di un incontro a lui dedicato organizzato dalla stessa Associazione Alumni dell’Università di Padova il 2 luglio scorso presso il Palazzo del Bo a Padova.

Il pomeriggio è stato trasmesso anche in streaming nel canale Media Space dell’Associazione Alumni per permettere a tutti di seguire il momento a lui dedicato, in poche ore finito sold out.

https://mediaspace.unipd.it/media/Silicio.+Conversazione+con+Federico+Faggin+/1_065e08on

Ad affiancare Federico Faggin sul palco di una gremita Aula Nievo a Palazzo Bo, il Magnifico Rettore dell’Università di Padova prof. Rosario Rizzuto, che ha voluto condividere la stima per uno scienziato che – con le sue invenzioni – ha plasmato il presente dell’informatica, il Presidente dell’Associazione Alumni prof. Andrea Vinelli, che ha moderato l’incontro e le moltissime domande che il pubblico ha voluto esprimere e il Vice-Presidente dell’Associazione, ing. Gianni Dal Pozzo, che ha condotto l’intervista sui temi della scienza, della tecnologia ma anche della spiritualità e della consapevolezza che Faggin, nel suo ultimo libro “Silicio”, affronta in maniera organica ed organizzata.

Nato a Vicenza e trasferitosi nella Silicon Valley, Faggin ha ricevuto nel corso della sua carriera numerosi riconoscimenti tra cui nel 2010 la Medaglia Nazionale per la tecnologia e l’innovazione dal Presidente USA Barack Obama e nel 2014 il Premio “Enrico Fermi” conferito dalla Società Italiana di Fisica.

Faggin è un personaggio sorprendente perché ha contribuito a cambiare il mondo del digitale e dell’information tecnhology: ha inventato il microprocessore, il touchpad e il touch-screen e alcuni componenti delle fotocamere digitali; si è raccontato attraverso “Silicio”, autobiografia che narra le sue quattro vite: dall’infanzia ai primi lavori, dalla controversia con Intel per l’attribuzione della paternità del microprocessore fino al suo appassionato impegno nello studio scientifico della consapevolezza.

Quattro vite densissime, di successi e battute d’arresto, di scoperte e cambiamenti, di amici e nemici, che Faggin ha ripercorso passo dopo passo arricchendo di aneddoti riguardanti la vita privata e approfondimenti sulle tecnologie inventate.

Faggin, intervistato da Gianni Dal Pozzo Vice-Presidente dell’Associazione Alumni, ha con entusiasmo dialogato con il pubblico in sala e non sono certo mancate le domande più curiose da parte dei giovani studenti patavini presenti, che vedono nell’inventore del microchip un eroe da cui apprendere molto.

Domande sulla formazione, sulla carriera e sull’approccio alla vita da diverse prospettive. Una vita “di testa”, quella spesa sui libri di fisica e a progettare un modo per innovare i transistor; una vita “di pancia”, quella dell’imprenditore, spesa a correre rischi, cercare investimenti, innovare processi e prodotti per renderli più aderenti ai reali bisogni del mercato. Arriva però un momento in cui gli aneddoti del passato fanno posto a un discorso tutto orientato al presente: la vita che Faggin definisce non più “di testa” o “di pancia”, ma “di cuore”.

L’incontro si è concluso con un aperitivo al Caffè Pedrocchi, momento in cui l’Alumno d’eccellenza ha autografato le copie della sua autobiografia, che si potevano acquistare nell’occasione con uno sconto dedicato.

Faggin uno dei 15.155 iscritti ad Alumni Padova. Numeri, composizione, iniziative e obiettivi futuri dell’associazione

Faggin è, “statisticamente parlando” solo uno dei 15.155 iscritti alla community di Alumni, tutti i laureati e diplomati, diplomati master (primo livello e secondo livello), dottori di ricerca e diplomati delle Scuole di specializzazione dell’Università degli Studi di Padova. Una rete notevolmente cresciuta negli anni, dai 7000 del 2017 ai 14600 di fine 2018.

Una community che racchiude e valorizza nelnome della Patavina Libertas e dei valori fondanti dell’Università di Padova, il grande patrimonio di chi ha studiato e si è formato presso l’Ateneo patavino che sta per compiere 800 anni di storia.

Dopo i buoni risultati raggiunti e attestati non solo dai numeri ma anche dalla qualità delle proposte offerte alla community e dalla grandezza dei nostri laureati in tutti i campi – commenta Andrea Vinelli Presidente di Alumni Padova – vogliamo ora fare un passo ulteriore. L’obiettivo futuro è quello di raggiungere 20.000 soci nel 2020 e nel tempo, a fronte di una Community che cresce, sviluppare una rete operativa di persone presenti in tutti gli angoli del mondo. Nel far questo intendiamo puntare molto su incontri ed eventi che creino comunità, senso di appartenenza e naturalmente flusso di comunicazione. Un circolo virtuoso di cui possono godere gli Alumni stessi, gli studenti i docenti e l’Ateneo tutto. “

Quanto agli strumenti e alla presenza di Alumni, il portale web www.alumniunipd.it, con oltre 5.000 visite al mese, si conferma luogo privilegiato di incontro degli iscritti e di diffusione dei contenuti che l’Associazione realizza in termini di attività, progetti, e informazioni utili ai soci.

La fotografia degli Alumni patavini, scattata nel corso dell’Assemblea ordinaria dei Soci che si è svolta il 20 giugno scorso è questa: il 54% sono uomini e il 46% donne, l’età media è di 33 anni, il 52% sono laureati con la triennale e il 10% sono laureati con il vecchio ordinamento. Gran parte dei Soci risiedono nel territorio, non solo di Padova e provincia, ma in Regione e Nord-Est in generale. Vi sono Alumni presenti in ogni Continente, oltre il 30% è residente all’estero principalmente Europa, Usa e Cina.

Anche per questo negli ultimi anni si sono ulteriormente sviluppate le rappresentanze Alumni all’estero, con il consolidamento dei Chapter di New York e Bruxelles, dove quest’ultimo partecipa sempre attivamente al Coordinamento delle Associazioni Alumni Italiane a Bruxelles, e la costituzione, nello scorso febbraio 2019 del Chapter di San Francisco & Bay Area.

Nel 2018 e primo semestre 2019 l’Associazione Alumni ha promosso oltre 60 eventi di networking dedicati a studenti e Alumni, con la partecipazione di oltre 4000 persone e il coinvolgimento attivo di oltre 100 Alumni che sono intervenuti con le proprie testimonianze di vita, formazione e carriera.

Grande partecipazione e risalto mediatico per “Alumni Awards. Storie di eccellenza”, evento annuale di Alumni, la cui ultima edizione si è tenuta il 15 febbraio 2019 presso l’Orto Botanico. Nel corso del pomeriggio i 12 migliori laureati delle otto Scuole dell’Ateneo (a.a. 2017-2018) sono stati premiati da Davide Mazzanti, Commissario Tecnico della nazionale di Pallavolo femminile, Vice campione del mondo 2018, che ha tenuto uno speech su talento, motivazione e spinta al continuo e quotidiano miglioramento. “Alumni of the Year 2018”, intervistati da Gian Antonio Stella, scrittore e giornalista per il Corriere della Sera, gli Alumni Fabio Dattilo, Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, e Alessandra Stefani, Direttore Generale delle Foreste, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo.

Numerosi infine i primi di studio e di laurea promossi dall’Associazione Alumni tra il 2018 e 2019 con il sostegno di enti esterni “presenze importanti – conclude Vinelli – a fianco di Alumni e dell’Ateneo per sviluppare la rete, intrecciare ed unire storie, esperienze, professionalità, saperi, idee e persone”

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La scrittura è una malattia, che cura da vent’anni con tutto il giornalismo possibile: ha lavorato per due quotidiani, una televisione e mezza dozzina di riviste, guidato da direttore responsabile magazine e siti internet. Autore di un libro storico sul secondo dopoguerra e di un romanzo di narrativa, ama firmare reportage di viaggio ed è membro del Gruppo italiano stampa turistica. Si emoziona per un calice di Prosecco o per una alchimia di gusti nel piatto. Runner per passione, ha vissuto più maratone di quanto potesse sognare ma trova quiete solo correndo tra i monti e nelle note della moonlight sonata di Beethoven. Vive con Ketra, tre gatti e un cane zoppo. È il direttore di Storie di Eccellenza.

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