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L’analisi di Giampietro Comolli, presidente Ceo Ovse-Ceves, sul Prosecco Rosè

“Le bollicine spumanti rosè in Italia hanno sempre avuto canali specializzati, ristretti, mirati soprattutto verso settore horeca e consumatore finale “femminile e giovane”. Da qualche anno i dati di consumo sono più “diffusi” soprattutto fra tutte le categorie di consumatori e soprattutto il canale off premise, seppur temporaneamente suscettibile delle ristrettezze Covid. ma nel lungo periodo si presume un aumento dei consumi in Italia delle bollicine rosè sempre nelle due linee: femminile, ristorante, pizzeria, catering. In aggiunta all’estero c’è una richiesta di bolle rosè di qualunque origine, soprattutto in Usa, Uk, Francia e Germania paesi dove il Prosecco Doc Spumante è leader assoluto e dove il Superiore Docg conferma numeri e un livello alto, quindi con possibilità maggiori di nuovi consumatori a fronte di una diversificazione tipologica. Le due domande fondamentali sono: individuare il prezzo giusto al consumo (la qualità nota è scontata per quei mercati) e quando saranno consolidati i volumi previsti. In questo contesto internazionale ed economico, le bollicine rosè metodo italiano (rispetto al metodo tradizionale classico) hanno più chance e più spazi. Ovse-Ceves presume che nel 2022 le bottiglie di bollicine rosè made “in Veneto” stappate in Italia e nel mondo possono raggiungere AGGIUNGERE il 4-5% della ATTUALE produzione totale ROSE’, cioè 20-22 mio/bott.

Nel 2019 circa 1,4 mio/bott/bollicine rosè di metodo tradizionale classico erano consumate all’anno, di cui 0,180 mio indirizzate all’estero. Circa 9-10 mio/bott/bollicine rosè di metodo italiano PODOTTO A BASE GLERA erano spedite e consumate in un anno fra Italia e Mondo IN PIU’ RISPETTO ALL’ANNO PRECEDENTE. Quello che conta per il raggiungimento del previsto trend annuale, ripeto, sarà la garanzia di una qualità “simile&equivalente” a certi concorrenti (anche il Cava sta lavorando sul tema e i produttori del sud della Francia stanno tenendo meglio il mercato rispetto allo Champagne, come pure vanno bene i rosè anglosassoni e quelli Sekt tedeschi), il posizionamento del prezzo in scaffale e in liste vini, quanto la comunicazione/pubblicità sarà efficace nello spiegare questa “ulteriore creatività tipologica” di una bollicina oramai riconosciuta nel mondo e quindi come sarà spiegato il valore aggiunto dello stesso territorio e della stessa validità sensoriale della nuova etichetta, OLTRE AD UNA FONDAMENTALE FLESSIBILE PRODUZIONE NELL’ARCO DELL’ANNO” di

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