PR & Influencer

La forza della solidarietà tra le cooperative sociali del centro Atlantis di Castelfranco Veneto (TV) nell’affrontare il Covid

Le 3 cooperative sociali che gestiscono la struttura, tutte associate a Confcooperative Federsolidarietà Veneto, continuano a costruire futuro per le persone con disabilità e le loro famiglie. Anche dopo aver superato il covid nella Rsa e aver iniziato le vaccinazioni a ospiti e operatori.

Lo sappiamo bene, questo virus è subdolo. Colpisce con maggiore intensità persone che già
presentano alcune patologie e fragilità e maggiormente si propaga tra le persone che vivono insieme. E
questo è accaduto anche presso la Residenza Sanitaria Assistita del Centro Atlantis di Castelfranco Veneto
(TV), dove attualmente sono ospitate n. 24 persone con disabilità.
“Abbiamo vissuto un periodo molto difficile” racconta la direttrice del centro Raffaella Munaretto
“perché il Coronavirus si è diffuso anche tra gli ospiti e gli operatori della RSA nella cosiddetta seconda
ondata di dicembre e abbiamo dovuto riorganizzare completamente la gestione della struttura
coinvolgendo altro personale provenienti dal centro diurno per far fronte all’emergenza e continuare a
prestare le cure necessarie alle persone con disabilità.”
Il Centro Atlantis è composto, oltre che dalla struttura residenziale, anche da annessi centri diurni
per l’accoglienza di 105 utenti durante la settimana. Qui operano numerosi operatori (infermieri,
fisioterapisti, educatori, operatori socio-sanitari) ed è stata proprio la solidarietà dei professionisti
impegnati negli altri servizi di Atlantis che ha permesso di affrontare al meglio l’emergenza in RSA. E, per
dirla tutta, c’è stata solidarietà non solo tra i dipendenti di una cooperativa, ma tra soci e lavoratori di tutte
e 3 le cooperative che gestiscono Atlantis.
A febbraio nel frattempo sono arrivate le vaccinazioni per tutti gli ospiti e gli operatori dei centri
diurni (tranne per le persone affette da particolari patologie) ed entro marzo, dopo i 90 giorni dal Covid
come decretato dal sistema sanitario, saranno vaccinati con una sola dose anche ospiti e operatori della
Rsa.
“Poi speriamo si torni lentamente alla normalità – spiega Massimo Visentin coordinatore della Rsa –
che manca tanto a tutti, ospiti e operatori. Il centro è inserito in una comunità viva e dava e prendeva
molto dall’esterno. Già non possiamo più fare attività assieme agli amici dei centri diurni e loro stessi si

sono dovuti dividere in piccoli gruppi, cluster di 10 persone al massimo, dislocati anche in 3 strutture
esterne, per tutelare al massimo la salute di tutti.”
Il Centro Atlantis è gestito dall’Associazione Temporanea d’Impresa (ATI) “Con..tatto” costituita nel
2001 dalle cooperative sociali L’Incontro, Ca’ Speranza, Il Girasole, tutte associate a Confcooperative
Solidarietà Veneto, in convenzione con l’Azienda ULSS 2 Marca Trevigiana.
In Atlantis il “fare insieme” è insito nel DNA, poiché fin dalla costruzione e avvio del centro le
cooperative sociali presenti nel territorio hanno deciso di fare squadra e mettere insieme le competenze
specifiche di ciascuna per offrire servizi e risposte efficaci per le persone con disabilità e le loro famiglie. Un
rapporto con il territorio che le cooperative hanno sempre coltivato attraverso collaborazioni con
istituzioni, associazioni, parrocchie, aziende, promuovendo così sia il percorso di inclusione delle persone
con disabilità, sia la nascita di processi di cittadinanza attiva e di welfare generativo.
Molte attività in questo periodo di pandemia si sono inevitabilmente interrotte, ma è continuato
assiduamente il dialogo sui temi che non possono aspettare, come il “dopo di noi”. “Un tavolo di lavoro tra
diversi attori pubblici e privati del territorio – racconta Raffaella Munaretto – ha preso il via due anni fa e ha
portato alla costituzione della Fondazione di Comunità Tina Anselmi, presentata lo scorso 25 febbraio a
Castelfranco Veneto, con l’obiettivo di prendersi cura del futuro delle persone fragili.” La Fondazione, nata
dalle cooperative sociali L’Incontro, Ca’ Speranza e Orchidea, da professionisti privati, dai Comuni del
Distretto di Asolo e dall’Azienda Ulss 2 Marca Trevigiana, vuole essere una risposta alle famiglie che
faticano ad orientarsi sulle opportunità di tutela dei loro familiari con disabilità.
“Come cooperative – afferma Roberto Baldo, presidente di Confcooperative Federsolidarietà
Veneto – crediamo sia fondamentale continuare a promuovere il miglioramento delle competenze e delle
autonomie del singolo individuo con disabilità, ma anche continuare a immaginare e implementare servizi
per l’inclusione delle persone con disabilità nel territorio, per promuovere davvero la crescita di comunità
inclusive.”

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *