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IL BILANCIO della VII edizione del CartaCarbone Festival

Un susseguirsi di sold out per il calendario di CartaCarbone al compimento del suo settimo anno. Il festival ha messo in scena un ventaglio di eventi sulla scia della leggerezza pensosa calviniana. L’autobiografia narrata, visiva e artistica ha regalato un ponte tra reale e virtuale, tra presenza e assenza dove corpo e mente hanno potuto relazionarsi da vicino.

Un pubblico generoso, partecipe, ordinato, coinvolto e stimolante ha riempito la Loggia e la sede di Santa Caterina con un allestimento pensato per far vivere agli spettatori un’esperienza immersiva tra suoni, immagine e parole. I grandi videowall che hanno abbracciato il palcoscenico-passerella della Loggia dei Cavalieri hanno simboleggiato le forze coinvolte nel tema di quest’anno Amore e Eros, contenendo e sostenendo i protagonisti del festival. Mirabile tenacia del pubblico che si è presentato agli ingressi per sfidare la sorte alla ricerca dei posti disdetti all’ultimo minuto.

Esilarante l’evento di chiusura con Stefano Benni mentre a tutto schermo ha evocato la sua passione per David Bowie dialogando con Beppe Mora con una improbabile parrucchino che con nonchalance si è fatto scivolare dalla testa provocano applausi e scoppi di risate in sala. Un’amicizia trentennale la loro che ha prodotto fitte, fresche e illuminanti pensieri sulla trama di Giura: “Mai avrei creduto che a 72 anni sarei arrivato a scrivere una storia d’amore. Anche se ritengo che un artista debba sapersi trasformare”. Il linguaggio “bennese”, tra incursioni dialettali venete e bolognesi, tra aneddoti e trasmissioni di saggezza  – “dietro ogni parola c’è il ricordo geologico di qualcosa” – ha chiuso con scrosci di applausi il sabato di CartaCarbone 2020.

L’evento La mia prima casa ha portato sul palco la protagonista del festival, l’autobiografia. L’antologia omonima edita Apogeo e promossa da Il Portolano, la scuola di scrittura autobiografica e Treviso Città & Storie è stato inserita in una riflessione che ha aperto le porte al progetto casa come estensione di noi. Questo progetto nato nel periodo del confinamento ha prodotto uno sconfinamento inaspettato. I 50 racconti arrivati e raccolti nel libro, ognuno con un profondo ricordo e parte della propria identità, ha riscosso un tale interesse che ha prodotto la semina di un nuovo accordo tra Il Portolano e l’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, preziosa realtà che riflette la vita di tutti e la storia d’Italia in un patrimonio documentario conservato nella “Città del Diario” –  è nel Codice dei Beni Culturali dello Stato – e  che da due anni patrocina il festival. E’ infatti già in programma un fuori festival per dare spazio agli autori dell’antologia che hanno dipinto tra le stanze delle loro case i ricordi del loro essere.

Presentata da una coinvolgente Elena Filini, seguitissima è stata la diretta con Valeria Parrella in Loggia che con Quel tipo di donna ci ha ricordato di un vivere oltre le stigmatizzazioni portandoci a memoria che il flusso della vita è molto più grande di noi.

Un riscontro di consensi eccezionale ha accolto lo spettacolo Senza domani, o di una notte meravigliosa tratto da un raffinato capolavoro della letteratura erotica di Dominique Vivant Denon interpretato dagli attori Margherita Stevanato e Giancarlo Previati: musica classica, trama conturbante e una nuvola di profumo  hanno avvolto Santa Caterina creando una magia seduttiva in sala.

Chiara Rapaccini – in collaborazione con Spazio Donna Treviso – ha dato il buongiorno della domenica con il suo progetto web diventato libro Amori sfigati dove una tenace e vitale Rapaccini, in arte RAP, ha coinvolto invitando la platea in un’analisi autoironica sulle proprie débacle e sugli eterni problemi di coppia.

Eroi, un viaggio nella storia e nelle storie delle anime e dell’immaginazione. Andrea Pennacchi,  attraverso le figure mitiche dell’Iliade ci ha accompagnato nella dimensione dello spazio personale attraverso un tourbillon di emozioni che prendono e portano via.

Ha comunicato tenerezza per chi ha assistito da fuori al laboratorio in Loggia Disegnare l’amore con Alessandro Bonaccorsi dedicato ai numerosi bambini che non si sono fatti pregare per tratteggiare il loro personalissimo senso del voler bene, stimolati dalle parole semplici e piene di accoglienza con cui Bonaccorsi ha trasmesso un principio educativo fondante.

Loggia gremita e curiosi attorno al palco per Pillole di amore e eros con Matteo Saudino e Costantino Andrea De Luca in un inedito simposio che si è mosso nel terreno raziocinante della filosofia greca che non ignora i temi amorosi.  Saudino ha estratto interessanti e piccanti aneddoti tra la castità di Pitagora e l’autoerotismo di Democrito, invece De Luca si è esibito nel racconto di scene a luci rosse tra le  divinità babilonesi e i riferimenti sessuali molto espliciti trovati a Pompei e Ercolano, insieme al rudimentale ma evoluto test di gravidanza usato in Egitto.

Tripudio  finale dell’esibizione di Paolo Agrati, nel segno dell’autoironia. Il cavaliere errante della poesia  in Amore & Psycho, parole per infrangere chi legge ha intrattenuto il pubblico con i suoi versi a volti ironici, a volte amari che hanno coinvolto il pubblico nel segno di una psicopatologia dell’amore quotidiano divertente e sovversiva. Un invito a sorridere sempre e comunque degli imprevisti e degli inattesi in agguato dietro l’angolo.

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