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I consigli di Life coach e insegnante di Business English per inviare curriculum in grado di attirare l’attenzione dei recruiter

Secondo una recente indagine Istat nel 2020 sono andati persi 420.000 posti di lavoro, per un tasso di disoccupazione stabile in ottobre al 9,8%, ma che sale al 30,3% se prendiamo in considerazione solo i giovani. Per gli italiani che si trovano in questa categoria, ma anche per chi ha sviluppato in pandemia il desiderio di trovare un lavoro più adatto alle proprie aspirazioni
1. Essere concisi
Il curriculum deve presentarsi come un documento di due pagine al massimo. Le competenze devono brillare all’interno della presentazione: “posizionatele all’inizio del curriculum, o in una sezione su cui possa cadere immediatamente l’occhio dell’esaminatore – suggerisce il business coach – i recruiter hanno appena un minuto da dedicare a ogni curriculum, è necessario colpire subito la loro attenzione”. Che parole posso utilizzare per definire al meglio le mie competenze? Linkedin può essere molto d’aiuto in questo caso: basterà visionare le competenze richieste per posizioni simili e inserirle nel curriculum, valutando ovviamente che siano adatte a descrivere le proprie attitudini.

2. Esperienze scolastiche o professionali coerenti 
Un altro elemento chiave per colpire l’attenzione dei recruiter è raccontare in che contesti scolastici e professionali abbiamo sviluppato determinate competenze. Se stiamo inviando una candidatura per una posizione in banca sarà forse inutile raccontare che abbiamo fatto i barman durante il periodo dell’università, ma se il nostro obiettivo è sottolineare che siamo disposti ad investire ogni nostra risorsa per ottenere ciò che vogliamo, quell’esperienza ha assolutamente senso all’interno del curriculum. “Evidenziate le esperienze rilevanti e coerenti per la candidatura, e tralasciate quelle che invece non creano punti di incontro con l’azienda o il ruolo” – conclude Bergoglio.

3. Pochi ma buoni
Inviare candidature efficaci richiede tempo, ma è l’unico modo per essere notati in mezzo a una folta concorrenza. Meglio concentrarsi su pochi invii, personalizzati però in base al profilo professionale ricercato. Accompagnare una cover letter al proprio curriculum, anche quando non è esplicitamente richiesta, può essere un elemento distintivo: deve rivolgersi direttamente al recruiter di quell’azienda, spiegare perchè vorremmo lavorare con loro e quali sono le competenze con cui pensiamo di poter arricchire il team.

4. Video curriculum: sì o no?
Da qualche mese a questa parte in molte selezioni viene richiesto anche l’invio di un video, una registrazione di pochi minuti, a volte obbligatoria, altre volte facoltativa, nella quale ci si presenta e si racconta a parole quanto esposto all’interno di curriculum e cover letter. “Può sembrare complesso all’inizio, ma il risultato è qualcosa di assolutamente più realistico e personale, oltre che memorabile per la persona che lo riceverà – afferma il business coach – Una mossa vincente per raccontarsi con autenticità: essere sé stessi è la chiave per essere ricordati dopo un colloquio”.

5. Curriculum in lingua inglese: non è la traduzione di quello italiano
Molte aziende, soprattutto quelle del settore digital, richiedono una buona conoscenza dell’inglese e il primo test per verificarla è una candidatura in lingua. “Nel caso vogliate accedere ad una compagnia di questo tipo o addirittura candidarvi per una posizione all’estero, ricordatevi che il curriculum in inglese non deve assolutamente essere una traduzione di quello italiano – ammonisce l’insegnante di Business English – la lingua inglese è molto più asciutta”. Anche in questo caso l’ispirazione per le espressioni da utilizzare può arrivare dallo stesso profilo Linkedin dell’azienda, o da esempi di curricula in inglese che potete facilmente trovare online.

 

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