SARCHE (TN) – Se c’è un luogo dove il concetto di “viaggio lento” trova la sua massima espressione, questo è la Valle dei Laghi. Ma dimenticate le auto e le tabelle di marcia serrate. Lunedì 6 aprile ho deciso di abbandonare il volante per salire a bordo del Nosiola Express, un trenino che sembra uscito da una fiaba rurale e che, per un’intera giornata, si trasforma in una barricaia itinerante tra borghi, castelli e vigneti eroici.
Nove ore di percorso ad anello, quattro tappe e sei cantine: non è solo un tour enogastronomico, è un’immersione nel “passito dei passiti” e nel suo vitigno d’origine, la Nosiola.
Prima tappa: S. Massenza, dove l’Ora del Garda incontra il lievito
La partenza da Sarche alle 9.30 ha il sapore frizzante del mattino trentino. Costeggiando gli specchi d’acqua di Toblino e Santa Massenza, il trenino ci deposita in un borgo che è un tempio dell’alchimia. Qui, tra le cantine di Giovanni Poli, Maxentia e Francesco Poli, la Nosiola si presenta nella sua veste più giovane e sapida.
Il primo “tagliere del vignaiolo” anticipa quello che è il vero rito d’inizio: la pasta e fagioli trentina, densa e corroborante, o una polenta concia che profuma di malga. È il battesimo perfetto prima di risalire a bordo, mentre i produttori raccontano di come l’Ora del Garda – il vento che qui è di casa – sia l’ingrediente segreto per far appassire le uve sulle aréle.
Seconda tappa: Tra Castel Madruzzo e il cuore della terra
Il trenino si inerpica verso il borgo di Calavino e sfiora le mura di Castel Madruzzo. Il paesaggio cambia, si fa più collinare e panoramico. Arriviamo alla cantina Pravis a Lasino. Qui la Nosiola mostra il suo carattere più minerale, accompagnando il secondo piatto del percorso. La visita in cantina rivela una cura quasi maniacale per il territorio: camminare tra queste botti significa capire perché la Nosiola sia l’unico bianco autoctono rimasto in Trentino.

Terza tappa: La merenda dei santi a Pergolese
Dopo aver salutato la suggestiva chiesetta di San Siro, scendiamo lungo i coltivi storici per raggiungere Pergolese. La tappa dai Fratelli Pisoni è pura poesia per il palato. Non è una merenda qualunque: i dolci del Panificio Tecchiolli (un’istituzione locale) incontrano finalmente il Vino Santo.
L’abbinamento è folgorante. Scendere nella barricaia della famiglia Pisoni, dove il tempo sembra essersi fermato, permette di percepire il silenzio necessario a questo vino per maturare anni prima di finire in bottiglia.
Quarta tappa: L’apericena al tramonto sul Lago di Cavedine
L’ultima stazione di questo viaggio onirico è la cantina Pedrotti. Il sole inizia a calare dietro le cime, illuminando le vigne che degradano verso il Lago di Cavedine. La visita si conclude con un’apericena a base di orzotto trentino, un piatto che riassume la rustica eleganza di questa valle. È il momento dei brindisi finali, dove i compagni di viaggio – ormai diventati amici – si scambiano impressioni su quella sfumatura di nocciola (da cui il nome del vitigno) che accomuna ogni calice degustato.
Il ritorno: un anello che si chiude
Alle 18.30 il trenino ci riporta a Sarche. Si scende con un po’ di malinconia, ma con la consapevolezza di aver vissuto un’esperienza “paziente”. Il Nosiola Express non è solo un mezzo di trasporto, è un catalizzatore di storie. In un mondo che corre, la Valle dei Laghi ci ha insegnato, per nove splendide ore, che le cose migliori sono quelle che sanno aspettare: proprio come un grappolo di Nosiola che attende il vento per diventare Santo.
Il consiglio dell’esperto: Prenotate con largo anticipo. I posti sul trenino sono limitati e l’esperienza è talmente autentica che attira appassionati da tutta Italia. Portate con voi la curiosità di ascoltare: ogni vignaiolo incontrato è un libro aperto sulla storia del Trentino.
