Oltre 30 i chili di spazzatura raccolti dai volontari che si sono uniti all’iniziativa organizzata da Garmont insieme a Gian Luca Gasca, con la collaborazione del CAI Montebelluna. Una giornata che ha visto la partecipazione di circa 30 persone, unite da un comune obiettivo: ridare bellezza ai sentieri di casa, quelli a cui siamo più legati, quelli dove rifugiarsi per prendere una boccata d’aria fresca dopo il lavoro o nel tempo libero. “Il Montello per noi ha un legame particolare” ha dichiarato Silvano Bandiera, presidente della sezione CAI di Montebelluna. “Conosciamo ogni angolo di questa montagna e siamo stati contenti di aver potuto prendere parte a questo evento di sensibilizzazione. Un’esperienza sicuramente da ripetere”.
È bastato un semplice giro ad anello, che si è addentrato nel cuore del Montello, per riportare a valle bottiglie di vetro, plastica, carta e involucri di barrette e gel energetici. Ma non solo, tra i rifiuti raccolti anche vecchi scarponi da montagna, cartelli segnaletici abbandonati nel sottobosco e reti metalliche.
“Basta un giorno per fare qualcosa di concreto per l’ambiente. Una passeggiata sotto al sole caldo dell’autunno insieme ad altri appassionati, ricordandoci di abbassare lo sguardo alla ricerca di quegli oggetti insoliti e innaturali che lì non dovrebbero stare” spiega Gian Luca Gasca, promotore dell’iniziativa. “Sul Montello, come già accaduto in altri luoghi, abbiamo avuto ancora una volta la conferma di quanto escursionisti e sportivi rispettino l’ambiente naturale”. La maggior parte dei rifiuti è stata infatti raccolta nei tratti di strada carrozzabile, dove passano le automobili e dove l’accesso è consentito a tutti. “Sui sentieri abbiamo trovato veramente poco materiale abbandonato, giusto qualche cartaccia e poco altro. La maggior parte dei rifiuti raccolti sono bottiglie di birra e lattine abbandonate sul bordo strada”.
“È stata un’esperienza significativa” ha dichiarato Emma Berlese, Marketing Manager di Garmont, “non solo per coloro che hanno partecipato ma anche per coloro che abbiamo incontrato lungo il cammino perché hanno immediatamente compreso ciò che stavamo facendo. Sogniamo un mondo in cui eventi del genere non saranno più necessari, ma nel frattempo continueremo la nostra azione di sensibilizzazione e di coinvolgimento delle comunità.”