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Pagamenti digitali, a un mese dalle prime riaperture si consolida il trend: valore del transato raddoppiato rispetto al periodo pre-COVID

In Italia i pagamenti digitali si confermano protagonisti della ripresa del Paese post lockdown: a un mese dall’inizio della cosiddetta “Fase 2” bis (18 maggio), lo raccontano un sondaggio (condotto su un campione di oltre 20.000 commercianti di tutta Italia), e i dati dell’Osservatorio di SumUp, la fintech specializzata in lettori di carte portatili e soluzioni di pagamento per PMI e piccoli commercianti.

 

Ne emerge uno scenario in chiaroscuro dove, a fronte di un sostanziale stop durante il periodo di lockdown, si confermano ora alcuni trend e soprattutto si identificano alcuni settori in ripresa.
La quasi totalità dei commercianti italiani (90%), afferma infatti di aver avuto ripercussioni sul proprio business a causa dell’emergenza sanitaria e di aver registrato – nel 41% dei casi – cali delle vendite, anche superiori al 30%.

Per fronteggiare la situazione e sopravvivere alla crisi, sia durante che post lockdown, il 51,3% dei commercianti ha adattato il proprio business implementando i servizi di delivery e le vendite online e valorizzando o introducendo i pagamenti cashless. Ad apprezzare la svolta cashless sono anche i consumatori: secondo il 41% dei commercianti, i clienti hanno effettivamente aumentato i pagamenti contactless.

“Soprattutto con la riapertura, le attività commerciali hanno privilegiato i pagamenti elettronici che permettono di velocizzare le operazioni di cassa, garantire il rispetto delle distanze interpersonali ed evitare lo scambio di cartamoneta”, spiega Umberto Zola, Country Growth Lead Italia di SumUp. “Ora, questa abitudine a favorire il pagamento cashless si sta confermando nel corso delle settimane e in generale tutti i settori stanno risalendo la china con un tasso di crescita abbastanza costante e continuo”.

 

Infatti, secondo l’Osservatorio di SumUp, alcuni settori mostrano volumi di transazioni elettroniche notevoli, addirittura superiori rispetto al periodo pre-Covid.

In particolare, i negozi alimentari di prossimità mantengono livelli di transato più che doppi rispetto ai mesi di gennaio e febbraio; i negozi di quartiere attivi nel commercio al dettaglio, come ad esempio ferramenta e lavanderie, registrano un incremento del 60%. Inoltre, centri estetici, barbieri e parrucchieri stanno adottando sistemi di pagamento digitali alternativi al contante come mai prima d’ora: basti pensare che nella prima settimana di riapertura a livello nazionale il valore del transato del comparto registrato è stato pari a più del doppio delle entrate registrate in periodo pre-Covid.
Anche le vendite del settore Bar e del segmento Beauty & Barber nelle ultime settimane sono aumentate fino al 100%.

“È interessante notare come si tratti di categorie commerciali tradizionalmente legate al contante”, sottolinea Umberto Zola. “Questi segnali indicano che la riorganizzazione digitale è in atto, spinta da ambo i fronti: quello dei clienti, che desiderano forme alternative al contante, e quello degli esercenti che vogliono essere pagati senza rischiare di venire contagiati, soddisfando la domanda crescente della clientela”.
In questo contesto, SumUp intende perseguire la sua mission di abilitare tutti ai pagamenti digitali: “Lo abbiamo fatto anche di recente, di fronte alle difficoltà causate dalla crisi legata al Covid-19, introducendo e fornendo gratuitamente agli esercenti una serie di servizi di valore aggiunto dati in forma gratuita, come i Buoni Acquisto sui social e il Negozio Online, oltre a nuove funzioni come i pagamenti da remoto”, specifica Umberto Zola.
“Proprio per questo, nella convinzione che incentivi e completa trasparenza siano gli elementi cardine della rivoluzione digitale, SumUp sottolinea e rilancia la sua politica di zero costi fissi e/o nascosti e nessun abbonamento, mantenendo solo fee percentuali fisse e trasparenti sull’effettivo transato che, tra l’altro, saranno oggetto di detrazione fiscale del 30% a partire dal 1 luglio 2020”.

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