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ORDINANZA ANTI-COVID REGIONE VENETO NUOVE RESTRIZIONI DI ZAIA OBBLIGO TAMPONI CHI VA ALL’ESTERO

OGGETTO: Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza
epidemiologica da virus COVID-19. Ulteriori disposizioni.
NOTE PER LA TRASPARENZA: Alla luce dell’esperienza maturata e dei dati
epidemiologici e sanitari raccolti, vengono adottate misure di adeguamento delle
restrizioni disposte con precedenti provvedimenti.
IL PRESIDENTE
Visti l’art. 32 e 117, commi 3 e 4, Cost.;
Visti l’art. 32 l. 833/78, l’art. 117, d.lgs. 112/98, l’art. 50, comma 5, d.lgs. 267/00 e il
d.lgs. 1/18;
Rilevato, sulla base dei dati rilevati in data 6 luglio 2020 da Azienda Zero, che la
situazione del contagio da Covid-19, registra un nuovo caso di contagio e n. 16
ricoverati positivi e 153 negativizzati, per un totale di 169 ricoverati, che erano 570 il
17 maggio 2020, oltre a 8 ricoverati in terapia intensiva tra positivi e negativizzati, su
una disponibilità di posti di terapia intensiva di 464 posti base e un totale di 825 posti
di terapia intensiva disponibili per contagio Covid-19, con conseguente evidente,
ampia adeguatezza dell’offerta di strutture sanitarie pubbliche per far fronte ad ogni
esigenza anche difronte ad una non prospettabile, allo stato, ripresa del contagio, il
quale, per contro, si presenta in netta riduzione pur a fronte delle rilevanti riaperture di
attività economiche e di ripresa di movimentazione sociale avvenute a partire dal 4
maggio 2020, come risulta anche dal numero di soggetti attualmente positivi in netto
calo, pari a 384, ammontanti a 8601 unità il 30 aprile 2020, e 768 in isolamento
domiciliare;
Rilevato che il rapporto sull’andamento della situazione epidemiologica sul
territorio regionale, accertato secondo i criteri stabiliti con decreto del Ministro della
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salute del 30 aprile 2020 e sue modificazioni, Dati relativi alla settimana 22-28
giugno 2020 (aggiornati al 30 giugno 2020 h11:00; data analisi 2 luglio 2020), esprime
una valutazione relativa all’aumento di trasmissione ed attuale impatto di COVID-19 sui
servizi assistenziali di fascia “moderata”, con Stima di Rt puntuale (su data inizio
sintomi) pari a 1,63 ed attesta: “Sebbene le misure di lock-down in Italia abbiano
permesso un controllo efficace dell’infezione da SARS-CoV-2, persiste una trasmissione
diffusa del virus che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche
di dimensioni rilevanti.
– Il numero di nuovi casi di infezione rimane nel complesso contenuto. Questo avviene
grazie alle attività di testing-tracing-tracking che permettono di interrompere potenziali
catene di trasmissione sul nascere. La riduzione nei tempi tra l’inizio dei sintomi e la
diagnosi/isolamento permette una più tempestiva identificazione ed assistenza clinica
delle persone che contraggono l’infezione. …
La situazione descritta in questo report, relativa prevalentemente alla terza fase di
transizione, è complessivamente positiva con piccoli segnali di allerta relativi alla
trasmissione. Al momento i dati confermano il mantenimento della fase di transizione
con le misure di prevenzione e controllo già adottate dalle Regioni/PPAA.
– È necessario mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali, continuare a
rafforzare la consapevolezza e la compliance della popolazione, realizzare la ricerca
attiva ed accertamento diagnostico di potenziali casi, l’isolamento dei casi confermati,
la quarantena dei loro contatti stretti. Queste azioni sono fondamentali per controllare
la trasmissione ed eventualmente identificare rapidamente e fronteggiare recrudescenze
epidemiche”;
Rilevato che in Veneto e fuori regione si sono verificati casi di contagi dovuti
oggettivamente e inequivocabilmente al mancato rispetto dell’obbligo di isolamento
previsto dalle norme in materia, in particolare per quanto riguarda l’ipotesi di ingresso o
rientro in Italia da paesi non Schengen e comunque per mancata sottoposizione a
quarantena in presenza di sintomi di contagio, soprattutto con diffusione dello stesso in
ambiente di lavoro;
Rilevato che l’isolamento fiduciario è obbligatorio nei seguenti casi:
a) provvedimento dell’autorita’ sanitaria che colloca in quarantena coloro che hanno
avuto contatti stretti con casi confermati di soggetti positivi al virus COVID-19, in
forza dell’art. 1, commi 6 e 7, d.l. 33/20;
b) Rientro o ingresso in Italia da paesi non UE e non Schengen, nelle fattispecie di cui
al combinato disposto degli articoli 4, 5 e 6, del DPCM 11.6.2020 e dell’ordinanza
del Ministro della Salute 30.6.2020;
c) infezione respiratoria caratterizzata da febbre (maggiore di 37,5°), con obbligo di
comunicazione al medico curante, secondo il disposto dell’art. 1, lett. a), DPCM
11.6.2020;
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Rilevato che la violazione dei suddetti obblighi di isolamento è punita con sanzione
penale nel caso sub a) ai sensi dell’art. 2, comma 3, d.l. 33/20 e che le altre violazioni
sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da 400 a 1000 euro ai sensi
dell’art. articolo 4, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19;
Ritenuto di dover intervenire a fini prevenzionali, a fronte degli episodi sopra ricordati,
anche con le misure repressive sanzionatorie, comprese le sanzioni pecuniarie e
accessorie amministrative;
Rilevato che, alla luce degli articoli 4 d.l. 19/20 e 2 d.l. 33/20, l’applicazione di sanzioni
pecuniarie da parte delle Regioni presuppone l’adozione, con ordinanza del Presidente
della Regione, di misure tra quelle previste dal d.l. 19/20;
Considerato che non risulta preclusa la previsione di misure prevenzionali anche da
parte delle Regioni in aggiunta alle misure pur identiche o analoghe da parte del
Presidente del Consiglio dei Ministri con il provvedimento di cui all’art. 2, D.L. 19/20;

Considerati i gravi oneri derivanti a carico del servizio sanitario regionale dal contagio
conseguente alla violazione di norme e disposizioni;
Ritenuto di prevedere espressamente come misura regionale ai sensi del combinato
disposto dell’art. 1, lett. d), e dell’art. 3 del d.l. 19/20, la quarantena precauzionale per
14 giorni, con conseguente divieto di uscita dalla residenza anagrafica o da altro luogo
comunicato all’Azienda Ulss competente per territorio sulla residenza o dimora o nel
luogo in cui è accertata dall’Autorità pubblica la presenza di soggetto obbligato, per le
persone che hanno avuto contatti a rischio con casi confermati o sospetti di malattia
infettiva diffusiva da SARS-COV-2 o che entrano nel territorio regionale da aree esterne
al territorio nazionale;
Vista, a tali ultimi effetti, la citata ordinanza del Ministro della Salute del 30.6.2020;
Visti gli articoli 4 e 5 del DPCM 11.6.2020,
Ritenuta la necessità di intervenire in particolare sulle aziende, considerata la
potenzialità della diffusione del contagio, anche tenuto conto del numero degli
spostamenti all’estero che vengono svolti a fini lavorativi;
Ritenuto di prevedere il divieto di utilizzare la prestazione lavorativa dei soggetti
suddetti da parte del datore di lavoro a conoscenza dell’obbligo di isolamento;
Ritenuto di applicare in caso di infrazione alle misure suddette la sanzione pecuniaria
della misura fissa di euro 1000 e di stabilire l’obbligo di denuncia alla procura della
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Repubblica per l’accertamento di eventuale fattispecie di reato a carico dei soggetti che
hanno commesso l’infrazione suddetta;
Considerato che l’effettiva trasmissione del contagio ad opera di soggetti che non si
sottopongono ad isolamento obbligatorio secondo le disposizioni statali e regionali, può
integrare una fattispecie di reato ai sensi, tra l’altro, dell’art. 452 c.p., come risulta anche
dall’art. 4 del D.L. 19/20;
Ritenuto, a fronte di quanto appena sopra osservato, di attivare gli organi di polizia
giudiziaria, titolari di poteri e compiti di prevenzione e di repressione di reati;

Considerato che l’isolamento nell’abitazione, per possibile affollamento, può
determinare diffusione del contagio e che, per tali casi, è opportuno, in caso di numero
elevato di conviventi nella stessa abitazione, l’effettuazione dello stesso presso strutture
individuate dalle Aziende Ulss tra quelle convenzionate;
Richiamato l’obbligo per tutti i soggetti che hanno avuto contatti a rischio di
effettuazione del tampone per tutti i contatti dei casi confermati;
Dato atto che la struttura competente ha attestato l’avvenuta regolare istruttoria della
pratica anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale,
ORDINA
1) Obbligo di isolamento fiduciario
E’ stabilito, come misura regionale ai sensi e per gli effetti dell’art. 3 del decreto legge
n. 19 del 2020, l’isolamento fiduciario per 14 giorni, nei seguenti casi:
1) in caso di contatto a rischio, con soggetto risultato positivo al tampone, l’isolamento
deve protrarsi per 14 giorni dall’ultimo contatto a rischio. L’isolamento dovrà
proseguire in caso dell’accertamento di positività;
2) ingresso o rientro in Veneto dai paesi diversi da quelli di cui all’allegato 1),
determina l’obbligo di isolamento fiduciario; l’isolamento ha durata di 14 giorni
dall’ingresso in Veneto;
3) compresenza di sintomi di infezione respiratoria e temperatura superiore a 37,5 gradi
centigradi; il soggetto è obbligato a contattare il medico curante rimanendo in
autoisolamento;
2) Isolamento in strutture extrabitative
L’Azienda Ulss che adotta il provvedimento di collocazione in isolamento ai sensi
dell’art. 1, comma 6, del decreto legge n. 33 del 15.5.2020, in relazione al numero dei
conviventi nell’abitazione, può disporre l’effettuazione dell’isolamento presso strutture
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alternative individuate dall’Azienda medesima in collaborazione con la Protezione
Civile in conformità alle disposizioni regionali, con oneri a carico dell’interessato;
3) Obblighi per chi fa ingresso o rientra dall’estero per le sole esigenze lavorative
Sono obbligatoriamente sottoposti a test di screening con tampone rino-faringeo per
la ricerca di SARS-CoV-2 tutti i soggetti che fanno ingresso o rientro in Veneto
dopo un viaggio in un paese diverso da quelli di cui all’allegato 1 per comprovati
motivi di lavoro. Per tali soggetti si effettua un primo tampone rino-faringeo
all’arrivo in Veneto e un secondo tampone a distanza di 5-7 giorni se il primo risulta
negativo.
La prestazione sanitaria è fornita dall’Azienda Ulss.
Il datore di lavoro provvede ad assolvere all’obbligo di cui sopra contattando
l’azienda Ulss di riferimento e riammette, temporanemente, il lavoratore se il primo
tampone è negativo (d.lgs. 81/08, artt. 15 e 18), fermo l’obbligo per il lavoratore di
rispettare tutte le prescrizioni relative all’ambiente di lavoro con obbligo in ogni
caso dell’utilizzo della mascherina chirurgica. Il lavoratore potrà essere
definitivamente riammesso senza obbligo di mascherina, solo dopo l’esito negativo
del secondo tampone.
E’ vietata l’utilizzazione da parte del datore di lavoro della prestazione del
lavoratore di cui il datore abbia conoscenza dell’obbligo di isolamento fiduciario;
4) Obbligo di denuncia e segnalazione
E’ fatto obbligo per le direzioni generali delle Aziende Ulss e per ogni altro organo
accertatore delle infrazioni di cui all’articolo 1, 2 e 3 della presente ordinanza, di
presentare denuncia all’autorità giudiziaria ai sensi dell’art. 331 c.p.p..
E’ obbligatoria la comunicazione al sindaco, al prefetto e agli organi di polizia
giudiziaria dell’elenco nominativo dei soggetti obbligati all’isolamento ai fini dei
controlli e delle eventuali misure cautelari in funzione della prevenzione di ipotesi di
reato;
5) Rifiuto di ricovero
I servizi delle strutture ospedaliere e sanitarie che accertino il rifiuto di ricovero
opposto da soggetti risultati positivi al tampone segnalano immediatamente agli organi
di polizia giudiziaria il nominativo del soggetto stesso ai fini dell’esercizio dei relativi
poteri di prevenzione e repressione di eventuali ipotesi di reato, ai sensi degli articoli
55 e ss. del codice di procedura penale;
6) Sanzioni
Nel caso di violazione dell’articolo 1 e 2 della presente ordinanza, anche per effetto di
un’uscita dal luogo dell’isolamento, si applica la sanzione pecuniaria fissa di euro
1.000.
In caso di violazione dell’articolo 3, si applica a carico del datore di lavoro la sanzione
di euro 1.000 per ciascun lavoratore dell’azienda.
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Si richiamano, tra le altre, le sanzioni penali previste dall’art. 452 c.p., con reclusione
da 1 a 12 anni, e dall’art. 1, comma 6, d.l. 33/20 e dall’articolo 260 del regio decreto 27
luglio 1934, n. 1265 con arresto da 3 mesi a 18 mesi e con l’ammenda da euro 500 ad
euro 5.000.
7) Disposizioni finali
Le disposizioni di cui alla presente ordinanza hanno effetto dal 7 luglio 2020 al 31
luglio 2020; le disposizioni potranno essere modificare alla luce della situazione
epidemiologica;
La violazione delle presenti disposizioni comporta l’applicazione delle sanzioni di cui
all’art. 4 del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19.
L’accertamento compete agli organi di polizia di cui all’art. 13 della legge n. 689/81,
anche su segnalazione dei servizi delle Aziende Ulss del Veneto; le sanzioni
pecuniarie sono destinate al conto Iban IT 41 V 02008 02017 000100537110 causale:
“Violazione ordinanze regionali Covid 19”;
La presente ordinanza viene comunicata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri;
È incaricata dell’esecuzione del presente provvedimento la Direzione Protezione
Civile-Unità Organizzativa Polizia Locale;
Il presente provvedimento non comporta spesa a carico del bilancio regionale;
Il presente atto è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione.
Firmato Dott. Luca Zaia

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