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OIL&NONOIL, APERTA A VERONA LA 17ESIMA EDIZIONE AL CENTRO LA RETE DISTRIBUTIVA DEI CARBURANTI 116 AZIENDE, 25 CONVEGNI E 9 STARTUP

 

 

La manifestazione mira a diventare il punto di riferimento del bacino Mediterraneo per la filiera dei carburanti e della logistica: un momento fieristico e convegnistico in cui dare spazio ai temi di discussione più sentiti dalla filiera, coinvolta direttamente nei cambiamenti legati alla transizione

Verona, 16 novembre 2022 – È stata inaugurata questa mattina, nel quartiere fieristico di Verona, la 17esima edizione di Oil&nonOil, la tre giorni dedicata al futuro della filiera distributiva dei carburanti e della mobilità sostenibile. Sono 116 gli espositori provenienti da tutta Italia, contro i 56 della scorsa edizione, per un appuntamento che vede affiancati esposizione fieristica e dibattito collettivo tra tutti i settori facenti parte della filiera: 25 i convegni e i workshop in programma, 9 le startup che partecipano alla prima edizione di Oil&nonOil Innovation Village. Organizzata da Piemmeti Spa, è l’unica manifestazione italiana e del bacino del Mediterraneo diretta agli operatori della filiera distributiva dei carburanti e si concluderà venerdì 18 novembre.

 

Dopo il taglio del nastro, il convegno inaugurale “Energie per l’Italia: il ruolo della rete distributiva per la competitività italiana” ha visto protagonisti Flavio Merigo, presidente Assogasmetano, Marina Barbanti, direttore generale di UNEM, Letizia Pasqualini, responsabile transizione energetica, politiche Ue e rapporti interassociativi Assopetroli-Assoenergia, Silvia Migliorini, direttore Federchimica – Assogasliquidi, Natalino Mori, vicepresidente FAI, e Dante Natali, presidente Federmetano.

 

«Veronafiere rappresenta un hub per l’economia reale del Paese – dichiara Federico Bricolo, presidente di Veronafiere SpA –, con l’ambizione di contribuire a costruire una visione del futuro nei comparti strategici quale quello dei carburanti. Oil&nonOil è l’evento ideale per mettere in connessione operatori del settore e i decisori, confermando la capacità di Veronafiere di essere protagonista dei mercati di riferimento. L’indirizzo operativo del consiglio di amministrazione è quello di dare valore crescente alla partecipazione in fiera per le aziende clienti. L’industria fieristica è un asset strategico del paese che genera 22,5 miliardi di euro l’anno di produzione. Non solo: per le aziende che hanno utilizzato le fiere nelle loro politiche commerciali, ha prodotto nel periodo 2012-2019 un ritorno di 12,6 punti di crescita cumulata in più delle vendite e 0,7 punti in più di Ebitda rispetto a chi non ha partecipato e dalle fiere internazionali si genera il 50% dell’export italiano. Dati che confermano come lo strumento fiera, integrato con alcuni servizi digitali, sia fondamentale ancora oggi per competere sui mercati».

 

«L’industria dei carburanti, della logistica e della rete di distribuzione dei prodotti petroliferi rappresenta un pilastro di competitività nazionale in Europa e nel mondo – afferma Giovanni Mantovani, presidente di Piemmeti SpA, organizzatrice di Oil&nonOil –. Di fronte alle sfide poste dal piano Next Generation EU e dal PNRR, Oil&nonOil offre il suo contributo, coinvolgendo in un dibattito pubblico aperto e informato gli operatori e le associazioni categoria, veri “carpentieri” della transizione energetica già in corso».

 

«Con 116 espositori presenti, tra cui le migliori aziende del comparto, Oil&nonOil ritorna con una formula rinnovata ­– commenta Raul Barbieri, direttore generale di Piemmeti – caratterizzata da una grande attenzione alla comunicazione, da uno sguardo sempre più curioso verso l’innovazione e da un nuovo calendario, che dal 2023 vedrà la fiera diventare biennale».

 

La fiera desidera avviare un processo partecipativo che metta in evidenza l’importanza strategica del mantenimento della competitività sul mercato e la possibilità di scandire un percorso che valorizzi il giusto rapporto tra tempi e obiettivi climatici dettato dal Green New Deal europeo – per quanto concerne, ad esempio lo stop alla produzione di auto con motore endotermico dal 2035 e il pacchetto Fit for 55 per il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050.

 

Un equilibrio che non deve poggiare solo sull’elettrificazione, ma alla varietà di tecnologie possibili nella nuova mobilità. Il richiamo è al principio della neutralità tecnologica, che si traduce in una giusta valorizzazione dei biocarburanti avanzati e degli e-fuel che possono giocare un ruolo importante nella decarbonizzazione del trasporto leggero: verso di essi il settore mantiene alta la sua attenzione, mentre segnali di apertura per il loro possibile impiego oltre il 2035 arrivano anche dall’Unione europea. Il settore valuta con interesse, oltre all’elettrico, anche le possibilità offerte dalla sperimentazione dell’idrogeno verde. Una prospettiva che oggi vedrebbe un prezzo alla produzione ancora troppo alto, ma destinato a scendere nel tempo se la ricerca proseguirà in questa direzione, valorizzando lo studio di soluzioni ecosostenibili basate sull’impiego dell’idrogeno.

 

Il mondo della produzione dei carburanti, d’altronde, non è nuovo all’innovazione, ma da decenni è impegnato in un processo di evoluzione qualitativa. Iniziava già negli anni ‘80, con l’avvento della benzina senza piombo, proseguendo con la sperimentazione sui biocarburanti, prodotti da componenti non fossili e oggi realtà consolidata, mentre si sta avviando la sperimentazione sui carburanti liquidi, derivati da fonti quali i rifiuti e la CO2. Il cambiamento, insomma, è già in atto, ma d’ora in avanti deve poggiare su strategie che siano riflesso di una visione integrata, frutto di un equilibrio tra istanze ambientali e di competitività economica europea.

 

Le stazioni di servizio come hub energetici

 

Le associazioni mettono a disposizione di questo percorso la rete distributiva dei carburanti, infrastruttura strategica e vero ponte della transizione, che in Italia conta più di 22mila impianti e impiega circa 24mila addetti (dati Istat). Reduce da anni di profondi cambiamenti, legati anche a una decisa azione di contrasto al fenomeno delle frodi, oggi la rete distributiva porta con sé l’esigenza di riforma del suo attuale assetto, da realizzarsi attraverso una riorganizzazione della stessa che sia funzionale a razionalizzarla e a renderla congrua alla sua riconversione verso la mobilità sostenibile.

 

Le stazioni di servizio saranno sempre più veri e propri hub energetici, in grado di erogare servizi di qualità con impatti ambientali sempre più ridotti e il crescente utilizzo di tecnologie digitali, intelligenza artificiale, gestione smart dei dati.

 

L’edizione 2022 ospiterà infine il primo Oil&nonOil Innovation Village, un’area tematica dedicata alle startup e all’innovazione dove troveranno spazio nove aziende innovative selezionate tramite un bando. Nel corso della fiera presenteranno le loro proposte al pubblico e a una giuria tecnica. Quest’ultima, sulla base del live pitch di presentazione e dei documenti inviati in fase di candidatura, decreterà la startup vincitrice di Oil&nonOil Innovation Village Award, proclamata nel corso dell’evento finale.

 

Le associazioni patrocinanti

 

Numerose le associazioni e gli enti che patrocinano la fiera: Unem – Unione energie per la mobilità, Assopetroli-Assoenergia, Assogasliquidi – Federchimica, Federmetano – Federazione nazionale distributori e trasportatori di metano, Assogasmetano – Associazione nazionale imprese distributrici metano autotrazione, Alis – Associazione logistica dell’intermodalità sostenibile, Assocostieri, Faib – Federazione autonoma italiana benzinai, Assolavaggisti, Fegica – Federazione italiana gestori carburanti e affini, Fai – Federazione autotrasportatori italiani e Fiap – Federazione italiana autotrasportatori professionali, NGV Italy, FIGISC – Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti, Confartigianato Trasporti, CIB – Consorzio Italiano Biogas, Assoporti, Confesercenti, ACI – Automobile Club d’Italia, Grandi Reti, Autovie Venete, ENEA.

 

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