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MORENO PESCE CONQUSTA IL MONTE CIVETTA

Moreno Pesce porta a casa anche il Civetta. Scortato dalla guida alpina Lio De Nes e dall’amico video maker Jacopo Bernard , l’atleta paralimpico veneziano (ma residente ad Auronzo di Cadore) alle 16 di martedì 14 settembre ha conquistato una delle vette di maggior suggestione delle Dolomiti, il Civetta appunto. È un’altra cima che viene ad aggiungersi alla “collezione” di Pesce, classe 1975, amputato alla gamba sinistra dopo un incidente motociclistico nell’agosto di ventiquattro anni fa. In questo 2021, Pesce è salito in sul Gran Sasso, sul Monte Rosa e sul Triglav, in Slovenia.
«Ora, finalmente, il Civetta» esulta Pesce pochi minuti dopo aver compiuto l’impresa che lo ha portato a raggiungere i 3.320 metri di altitudine della sommità della «muraglia di roccia più bella delle Alpi», secondo la definizione di Dino Buzzati.

«Lunedì abbiamo compiuto la prima parte di questa avventura, salendo da Malga Pioda al Coldai, dove abbiamo pernottato e dove Luca, il gestore, ci ha fatto accolto alla grande, un’accoglienza che ci ha scaldato il cuore. Martedì siamo partiti alle 5.30, arrivando in vetta alle 16. È stata una salita eterna, appagante, fantastica. Una cosa pazzesca, il raggiungimento di un sogno, arrivare in cima al Civetta, partito nel 2017 e materializzatosi oggi» racconta Pesce. «Non sapevo a che cosa andavo incontro o, meglio, non sapevo se ce l’avrei fatta perché 1.100 metri di salita in un colpo solo non li avevo mai affrontati. Nella parte finale avevo i crampi alle braccia e tanti dubbi. Dubbi che non aveva Lio che mi ha supportato, incoraggiato, convinto che ce l’avrei fatta anche questa volta. Così è stato e la soddisfazione è immensa. Ce l’ho fatta, ce l’abbiamo fatta. Tra le tante cose belle di questa avventura, stupendo è stato l regalo che ci ha fatto il meteo: durante la salta il cielo era coperto, poi si è aperto regalandoci uno spettacolo pazzesco».

La discesa, per la via normale, Moreno, Lio e Jacopo la hanno affrontata il giorno successivo,  dopo aver passato la notte al Torrani, il rifugio incastonato nel Pian de la Tenda, a 2.984 metri di altitudine, sul versante est del Civetta.

«La salita al Civetta suggella un anno per me fantastico, con tanti obiettivi portati a casa» dice ancora Pesce. «Obiettivi che sono mi danno tanta soddisfazione personale ma che sono anche un messaggio che desidero trasmettere a chi pensa di mollare e subire gli eventi: non si è disabili perché manca o è ridotta una funzione corporea, ma perché non si usano tutti i talenti di cui si dispone per raggiungere i nostri sogni. Occorre ricominciare a vivere, rimettersi in gioco con forza».

«Mi piace che quest’altro sogno avverato in questo 2021 si sia materializzato sulle montagne della Val di Zoldo» conclude Pesce. «Qui, con gli amici di Dolomiti Extreme Trail e quelli del gruppo Matches, lo scorso giugno abbiamo iniziato un progetto per la realizzazione di sentieri che possano essere percorribili da atleti con disabilità, anche con le carrozzine

Sì, un’ altra sfida da vincere, con la consapevolezza che ogni traguardo raggiunto è un traguardo intermedio che proietta verso altri orizzonti.

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