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MONTEVERRO, DEGUSTAZIONI AL CHIARO DI LUNA

Nel buio di un cielo stellato, illuminato soltanto dal morbido chiarore della luna piena incastonata nella cupola celeste: è in questa atmosfera affascinante e romantica che Monteverro – tenuta dolcemente adagiata sulla Costa d’Argento, tra Capalbio e il mare, in una zona di confine tra la Toscana e il Lazio – ha organizzato in occasione dei pleniluni di settembre (il 4,5 3 6 di settembre e il 28,29 e 30) delle visite in tenuta e delle degustazioni.

Monteverro è un piccolo tesoro nascosto fatto di verdi colline, circondato da una natura incontaminata e emozionante. In questo piccolo paradiso si dipanano i filari di viti della tenuta – tra vitigni autoctoni come il Vermentino e internazionali con Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot e Petit Verdot, coccolati e rispettati seguendo le regole della coltivazione biologica fin dalla fondazione e con la certificazione a partire dal 2019.

E questo suo spirito così attento alla natura e ai suoi ritmi, si ritrova in questa iniziativa, nata con l’idea di omaggiare i ristoratori locali di una serie di inviti per i loro clienti affezionati. Per fargli scoprire le etichette della cantina, certamente, ma anche per far toccare loro con mano la filosofia che c’è dietro, fatta di amore per la terra , attenzione al dettaglio, rispetto dei cicli naturali. Così nella visita in notturna è stato possibile – oltre che ammirare le vigne – vedere anche gli operai dei turni di notte in piena attività di follatura manuale e rimontaggi. Il percorso si concludeva al  accompagnati al Belvedere – da dove si dominano le vigne della tenuta – appositamente disseminato di poltrone e canapè per un brindisi con Vermentino e Verruzzo, davanti al panorama mozzafiato della costa in lontananza e sotto un cielo disseminato di stelle.

D’altronde il vino non ha bisogno della luce artificiale per accendere i suoi profumi e sentori, parla anche attraverso le emozioni che trasmette, degustandolo. Il vino è amore e rispetto per la terra, da cui prende vita.

Il tutto è stato organizzato ogni sera su due turni e a piccolo gruppi per garantire il rispetto delle norme legate al distanziamento.

Citando Dante: E quindi uscimmo a riveder le stelle (Inferno XXXIV, 139), un segnale di speranza e un piccolo inno alla bellezza e alla condivisione dopo il periodo di isolamento e separazione che siamo stati costretti a vivere.

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