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Masaccio, la storia del partigiano riesino adesso è on line

archiviomasaccio.it

 

La volontà dell’amministrazione di Riese Pio X di dare vita a un centro di documentazione su uno dei leader più rilevanti e tragici della Resistenza veneta, Primo Visentin – nome di battaglia Masaccio – ha conseguito un traguardo importante: è online il sito https://archiviomasaccio.it.

L’iniziativa è il cuore di un progetto avviato nel 2017 dal sindaco Matteo Guidolin attraverso una convenzione con l’Istresco (Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea della Marca trevigiana) che si propone di raccogliere, in uno spazio virtuale, materiali di varia natura, inerenti la Resistenza tra Brenta e Piave.

Il sito, realizzato dallo studio Otium di Castelfranco Veneto, recente vincitore dell’European Design Award 2022, propone oltre 700 documenti d’archivio, in gran parte inediti, alcuni profili dei principali protagonisti delle vicende resistenziali e presenta gli eventi e i luoghi maggiormente significativi della lotta di liberazione tra 8 settembre 1943 e fine aprile 1945.

Si tratta di un cantiere aperto, che verrà periodicamente aggiornato con l’inserimento di nuove acquisizioni archivistiche, di documentazione fotografica, di prodotti multimediali (videointerviste e files sonori) e che indurrà sia gli storici sia i cittadini a praticare il territorio in modo che luoghi, persone e vicende di un passato così importante per la nostra democrazia parlino ai contemporanei con la ricchezza e la forza dei loro linguaggi.

Il Centro di documentazione Primo Visentin Masaccio si propone anche come uno dei giacimenti a cui attingere per buone pratiche didattiche: è stato programmato un importante corso di formazione per insegnanti di ogni ordine di scuola che, seguendo le procedure laboratoriali e con guide esperte, elaboreranno dei percorsi da proporre agli studenti.

E archiviomasaccio.it sarà il luogo in cui tutto ciò accadrà, perchè i nuovi linguaggi consentono, soprattutto ai giovani, di non essere dei passivi fruitori di offerte culturali, quanto dei veri e propri costruttori del sapere.

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