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Lucio Carraro e il suo Odore del Tempo, racconti che fanno bene all’anima

L’ODORE DEL TEMPO

 

L’Odore del Tempo è il lungo racconto di una generazione speciale, l’unica ad aver vissuto in una vita sola tre epoche diverse, fra loro lontanissime: l’epopea contadina, l’irradiazione della società industriale, l’avvento dell’intelligenza artificiale.

 

La struttura

La narrazione è divisa in tre parti distinte: la Prima Epoca (Ai margini della Storia), la Seconda Epoca (Dentro la Storia), la Terza Epoca (Oltre la Storia?).

Ogni epoca viene raccontata con 30 racconti brevi, specchio di piccoli o grandi eventi, e viene scandita in 4 tempi, ciascuna articolata in quattro sottotitoli orientativi.

 

Il tema

Il fil rouge che dà coerenza all’intero corpo narrativo è originato dagli odori.

Sono precisamente gli stradari olfattivi a caratterizzare ogni epoca, a rivelarne gli aspetti costitutivi e, insieme, identificativi.

Così, gli odori della Prima Epoca si distinguono per essere espressione dei profumi e delle essenze biologiche della vita e dei paesaggi agricoli. Quelli della Seconda Epoca risaltano per l’affermazione crescente della chimica nascente e dell’espansione dei consumi, ma anche per i sentori dei conflitti umani e, assieme, per quella breve ma intensa stagione di creatività sociale. Diversi gli odori della Terza Epoca, spesso assenti nella loro spettacolare estraneità.

 

Il contenuto

Il contenuto si esplicita nelle trasformazioni del tempo.

Quello della Prima Epoca è, per larga parte degli esseri umani, un tempo ai margini della storia. È un tempo vissuto in simbiosi con i ritmi e i cicli della natura, ricco di profumi poetici ma anche di miasmi generati da comunità ristrette e rigorosamente costrittive nelle loro gerarchie.

Quello della Seconda Epoca è un tempo che ha tutta la pretesa di partecipare all’evoluzione della storia, con il miglioramento delle condizioni di vita sostenute dalla diffusione dei consumi e dalle lotte per ridurre il divario di classe, fra speranze e delusioni, individualità e uniformità.

Infine, il tempo della Terza Epoca è il tempo inquietante dello sviluppo dell’intelligenza artificiale, delle grandi devastazioni di un pianeta al collasso e della prospettiva sempre più concreta di risolverle in altro modo e altrove. È il tempo della semplificazione, dello spettacolo oltre le sofferenze, dello scontro che sta entrando nel vivo, a livello mondiale, fra transumanesimo vs neoumanesimo.

 

Lo stile

Lo stile rientra nel novero di una narrazione di ascendenza poetica (Goffredo Parise e Italo Calvino ne sono stati gli interpreti per antonomasia e, se si vuole, oltre i nostri confini Philippe Delerm). Si avvale di racconti brevi, ad alta densità, caratterizzati da un uso accorto del linguaggio figurato e da una ritmica poetica funzionale al contenuto, addomesticata a seconda delle storie rappresentate. Sotto questo profilo, assorbe anche le sonorità e la metrica di altre forme di comunicazione della modernità. Sullo sfondo, veleggia la freschezza dei grandi scrittori e poeti veneti del secondo Novecento.

 

Nota

Si allega la sinossi predisposta per l’aletta della copertina.

“Con una narrazione di ascendenza poetica, Lucio Carraro racconta la straordinaria avventura esistenziale della sua generazione, l’unica nella storia dell’umanità ad aver vissuto tre epoche in una vita sola. Lo fa guidato dagli stradari olfattivi che le hanno caratterizzate e che costituiscono il fil rouge della sua densa ricognizione. Si avvale, stilisticamente, di concept letterari che vanno oltre la cronaca per scrutare, nelle cose piccole come nei grandi eventi, i flutti, le rapide e le tempeste dell’impetuoso, quanto imprevisto nelle sue accelerazioni, corso del tempo. Ma dove sfocerà questo travolgente fiume? Potranno ancora gli uomini assaporarne la quieta frescura della sera o andrà oltre la storia, risucchiato dal gorgo del transumanesimo?” 

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