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LE VIE DEL VINO A SALONICCO TRA LA RISCOPERTA DELLA RETSINA E LA CACCIA AL VIGNETO PIU’ ANTICO AL MONDO

Omero fu cantore di tempi antichi e di un’era leggendaria. Lo spazio metafisico e filosofico perfetto, lo stesso dove nasce il vino greco che lui ha saputo raccontare. Dopo secoli, sono molte le varietà dei vitigni autoctoni che oggi trionfano nei calici greci.

BACCA ROSSA

Tra i rossi, ecco l’uva Xinomavro, che si traduce con una sorta di “acido nero”. Vini dall’alto potenziale di invecchiamento, ricchi di carattere tannico e di aromi complessi. Ma c’è anche l’Agiorghitiko, l’uva nobile di “San Giorgio”. Vini aromatici, complessi, dai tannini gentili e di acidità bilanciata, si adattano sia ai calici giovani che a quelli con vocazione rosè. Ancora, ecco l’uva Limnio, autoctona dell’isola di Limnos: si coltiva oggi a nord della Grecia ed è quella descritta dagli antichi poeti. Infine, tra i rossi, da segnalare la Mavrotragano – uva di Santorini, semisconosciuta nelle Cicladi – e la Mavroudi – gruppo di vitigni dal Pelopponeso alla Macedonia dalla pelle scurissima e dai tannini potenti.

BACCA BIANCA

Sicuramente serve partire dalla Malagousia, uva nata nella regione di Nafpaktos che verso gli anni Sessanta si stava per estinguere. Salvata da alcuni vignaioli illuminati, ora è coltivata in Attica e nel Peloponneso per  i suoi aromi di frutti esotici che arrivano quasi alla menta. C’è poi la Assyrtiko, nata nell’isola di Santorini e nota per la sua capacità di mantenere l’acidità. Retrogusto minerale e quasi terroso, merito del suolo vulcanico, sa esprimere anche bouquet aromatici e anche per questo, sposandosi all’Aidani e all’Athiri – l’uva dell’isola di Halkidiki dal delicato aroma di limone – fanno nascere un Vinsanto noto fin dai tempi dei bizantini. Ancora, ecco la Roditis, atta ai rosè e nota per i vini Patra: gusto quasi agrumato e retrogusto piacevole sono le sue caratteristiche.

BIBLINOS

Kavala, porto della Macedonia, è una città amata dai turisti per le sue case dall’aspetto balcanico aggrappate alle falde del monte Simvolo che sovrasta il porto pieno di imbarcazioni colorate. Nei suoi paraggi stanno alcune simpatiche spiagge come quelle di Paliò e Kalamitsi. Ma è il suo entroterra, ed in particolare la zona di Biblia Chora, ad aver interessato gli enologi di mezzo mondo. Qui infatti è stato scoperto un vitigno che forse è il più antico al mondo, il Biblinos, citato da Omero nelle sue opere e pare presente all’epoca dei Fenici. Attorno a questa scoperta c’è ancora un alone di mistero. L’ente svizzero chiamato ad analizzare il dna ha infatti scoperto che quasi la metà dei geni sono praticamente sconosciuti. Al momento, a lavorare su questo vigneto è la cantina Ktima Gerovassiliou, che ne produce circa 2500 bottiglie all’anno, quasi tutte risucchiate da un importatore statunitense rimasto affascinato dalla storia di questo vitigno. Ma anche altre aziende stanno sfruttando questo dono emerso dal tempo, un rosso dalla buona acidità e capace di arrivare a 14 gradi alcolici senza problemi anche grazie ad una vendemmia sul finale di settembre.

VIGNETO URBANO

Sono pochissime le città europee che possono vantare un vigneto nel proprio cuore storico. Quello più celebre è a Parigi a Montmartre, che nell’Ottocento era un villaggio dove le badesse avevano coltivato per secoli l’uva per mantenere in piedi l’economia del monastero. La tradizione da allora è rimasta. E Salonicco l’ha imitata nella zona dello stadio Kaftanzozoglio. Due ettari nei quali tra le 480 varietà greche ne sono state scelte quattro: Xinomavro, Agioritiko, Malagouzia e Rombola. Qui vi lavorano dipendenti del municipio, studenti universitari e residenti; il vino che si produce – il Gorgona, nome della sorella di Alessandro Magno, che divenne metà donna e metà pesce dopo la morte del fratello – è venduto a scopi benefici e imbottigliato dalla cantina Ktima Gerovassiliou.

LE STRADE DEL VINO

La “Strada dei vini del Nord della Grecia” è nata nel 1993 e oggi racchiude in un suggestivo percorso 30 cantine che si dividono in otto differenti percorsi a partire dal Monte Olimpo fino all’Halkidiki. Hanno nomi suggestivi, legati alla storia o al territorio: strada delle dività olimpiche, di Epiro, dei laghi, di Naoussa, di Pella Goumenissa, di Tessalonicco, di Halkidiki e di Dioniso. Nel gruppo, 25 cantine sono sempre aperte e collaborano al concorso internazionale che ogni anno premia i migliori vini e organizzano eventi di promozione come la cantine aperte della seconda metà di maggio. Informazioni su www.wineroads.gr.

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La scrittura è una malattia, che cura da vent’anni con tutto il giornalismo possibile: ha lavorato per due quotidiani, una televisione e mezza dozzina di riviste, guidato da direttore responsabile magazine e siti internet. Autore di un libro storico sul secondo dopoguerra e di un romanzo di narrativa, ama firmare reportage di viaggio ed è membro del Gruppo italiano stampa turistica. Si emoziona per un calice di Prosecco o per una alchimia di gusti nel piatto. Runner per passione, ha vissuto più maratone di quanto potesse sognare ma trova quiete solo correndo tra i monti e nelle note della moonlight sonata di Beethoven. Vive con Ketra, tre gatti e un cane zoppo. È il direttore di Storie di Eccellenza.

1 Comment

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    2 Settembre 2019 - 17:59

    Bella panoramica! La Grecia ha sempre avuto una tradizione forte legata al vino, sin dai tempi del retsina. Anche noi italiani siamo “protagonisti” e in un certo senso “fratelli” di questa tradizione in quanto abbiamo introdotto nel tempo più varietà di pregio nel paese, che oggi vengono bevute con piacere in Grecia.
    Un’esempio è il Vertzami, che venne introdotto storicamente dai veneziani, probabilmente quando conquistarono le isole Ionie, occupandole dal 1204 sino a circa il 1797.

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