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Le declinazioni della “VANITAS” in mostra all’Aiap Art Agency

La mostra Vanitas raccoglie in sé diverse espressioni dell’essere artista di fronte alla Morte. Argomento questo che ha da sempre interessato l’arte, ma soprattutto nell’ambito del mondo cattolico dovuto alla concezione dell’aldilà come ultima possibilità di scelta per l’anima. Quindi la mostra non è vista come semplice trapasso da un mondo ad un altro, come nei Greci (vedi la Tomba del Tuffatore di Pestum), bensì come momento di un Giudizio divino incerto. Inoltre la consunzione della carne, la perdita della giovinezza, non fa che fiorire pensieri lugubri e di messa in discussione della propria vita legata ai suoi significati. Fatto sta che come spiega Freud si nasce per morire e la vita non è che un intermezzo fra i due poli: Nascita e Morte.

Ciò è presente in tutte le culture, e non tutte le culture hanno dato significati negativi alla morte. Molti giovani, nei riti sacrificali, erano pronti a dare la vita per salvare il proprio popolo o per difenderlo da eventuali sventure predicate, o previste, da sciamani interessati a mantenere il loro potere sacerdotale di casta.

Ad esempio in Messico il giorno dei morti diventa una festa e in parte è pure così nel mondo protestante dove dopo in funerale si ricorda il morto bevendo e mangiando in suo ricordo.

Oggi cinema e video, come pure canzoni, ricordano in funzione dark questo trapasso spesso innestandolo a leggende di sopravvivenza come quelle dei Vampiri o degli Zombi a cui tanta letteratura dà credito.

Inutile credo sia, oppure vana, una riflessione sulla pandemia del Covid di cui tanto si è già parlato.  Mentre sul significato dell’aldilà, più che della morte, quale momento di trapasso c’è tutta una letteratura particolare che parla di ritorni attraverso il cono di luce, o tentativi frankensteiniani di rimessa in vita. Gli artisti qui presenti, sono riuniti in mostra per caso, come sembra operino le malattie che per caso colpiscano le persone pur con lo stesso DNA. Alcune immuni altre no. Alcune muoiono altre no. Ecco che l’esorcizzazione avviene per casuale scelta così l’accostamento degli artisti. Benché siano tutti collegati dal tema della morte anzi del teschio. Si va, pertanto, dai teschi di Giacomo Caramel degli anni trenta, all’Auto-Psyché di Biagio Pancino: una patata consunta su di uno specchio che spiega cos’era in precedenza il tubero. Oppure, il Prof. Bad Trip (Gianluca Lerici) grande fumettista che disegna un teschio sorridente; o ancora Sergio Staino che dentro ad uno scenario shakespeariano si interroga col famoso ” To bee or not to bee” (essere o non essere). Resta sul fondo il grande motto, scritto a chiare lettere, sopra il Cielo di Berlino, o se si preferisce una metafora di oggi: sopra il cielo dell’Ucraina “Lasciate ogni speranza o Voi ch’ entrate”.


Boris Brollo

 

Gli artisti della mostra:

 

– Clara Brasca

– Boris Brollo

– Saturno Buttò

– Giacomo Caramel

– Domenico Castaldi

– Marisa Milanese

– Biagio Pancino

– Daniele Pinni

– Antonio Porcelli

– Prof. Bad Trip (Gianluca Lerici)

– Sergio Staino

– Toni Vianello

 

VANITAS a cura di Boris Brollo

Inaugurazione 21 Maggio ore 18.30

durata dal 21 maggio al 4 Giugno 2022

Luogo: Aiap Art Agency –

Portogruaro via Garibaldi 41

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