Lupi, quando il trail diventa un viaggio tra storia e natura
Dal Grappa al deserto, l’associazione podistica che unisce amicizia, memoria e avventura
C’è qualcosa di antico e insieme modernissimo nel modo in cui I Lupi vivono la corsa. Non si tratta solo di chilometri, di dislivelli, di medaglie appese alle pareti: per loro, nati nel 2010 «in grande semplicità», correre è un atto di amicizia e di memoria. «Spesso non è essere arrivati al traguardo la maggior difficoltà, ma aver avuto il coraggio di partire», amano ricordare citando John Bingham. È lo spirito della “corsa d’avventura”, che li porta sui sentieri del Grappa, tra i deserti africani e lungo gli antichi cammini d’Europa.
Sono appena sedici i tesserati, provenienti da tutta Italia, ma il curriculum è impressionante: Boavista 150K, Abbots Way 125K, Marathon des Sables da 250 chilometri, Transgrancanaria, Polar Circle Marathon. I Lupi corrono dove la fatica incontra il silenzio, dal Sahara alle cime innevate, cercando emozioni più che risultati. «Il nostro obiettivo è portare a termine il viaggio», spiegano, e in questo viaggio c’è molto più che sport: c’è storia, natura, cultura. Non a caso hanno percorso la Via Francigena, l’Antico Cammino degli Abati, la Claudia Augusta, e hanno tracciato una nuova via storica-naturalistica collegando i 14 cippi del Grappa, per riportare alla memoria la Grande Guerra.
Valori, prima di tutto. Rispetto della natura («il vero trailer non getta mai rifiuti»), sostegno reciproco («aiutare sempre un compagno in difficoltà»), condanna del doping e degli atteggiamenti irresponsabili. Ma anche impegno nella comunità: presenze costanti alle manifestazioni, proposte di allenamenti collettivi, disponibilità a preservare i luoghi attraversati. È questa etica che nel 2018 ha fatto guadagnare al gruppo la Croce dei Popoli, riconoscimento internazionale conferito da storici dei Paesi coinvolti nel conflitto del ’14-18. Nella motivazione si legge che I Lupi «hanno saputo essere d’esempio… dedicando approfondimenti e studi, rivolti agli atleti, al fine di sensibilizzare ogni partecipante sul perché oggi lo sport può aiutare a non dimenticare il passato».
Il Monte Grappa è la loro casa spirituale. Qui hanno organizzato il Trail degli Eroi, inserito nel progetto UNESCO dell’IPA Asolo-Monte Grappa come unica manifestazione capace di coinvolgere tre province e 23 comuni. Non è solo una gara: nei giorni che precedono la partenza, il gruppo promuove dibattiti sulla sicurezza, la storia e lo sport, con storici, scrittori e associazioni di protezione civile. E nel 2022 il Ministero della Difesa li ha invitati a deporre un omaggio floreale all’Ossario di Cima Grappa: un gesto che intreccia il passo del runner con il ricordo dei caduti.
L’ultima impresa è la restaurazione di una spelonca in Val dell’Ombra, trasformata in rifugio per viandanti. Un gesto concreto, quasi silenzioso, che racconta più di tante parole la loro filosofia: restituire al territorio qualcosa di ciò che il territorio ha dato. Così I Lupi continuano a correre. Tra amicizia e semplicità, tra il vento che sferza i deserti e la neve che copre i sentieri, ricordano che ogni traguardo vale solo se conquistato insieme, e che la corsa, in fondo, è sempre un viaggio.