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Hans Terzer, da rivoluzionario a mago

La Cantina San Michele Appiano deve il suo successo soprattutto ad un uomo: il winemaker Hans Terzer, un visionario considerato uno dei migliori al mondo.

 

Egli arrivò come rivoluzionario e divenne il pioniere di una nuova generazione di vini dell’Alto Adige. Il “mago dei bianchi”, come viene spesso chiamato in Italia. Quando Hans Terzer 30 anni fa iniziò a lavorare alla Cantina San Michele Appiano, le proposte dell’allora ventunenne suscitarono – a dir poco – stupore. Figlio di una famiglia di viticoltori di Niclara/Cortaccia, imboccò nuove strade: fece ridurre la quantità di Schiava, coltivata in posizioni troppo alte e di conseguenza di qualità media. Favorì invece la coltivazione dei vini bianchi, soprattutto di uve Chardonnay, Pinot Grigio, Sauvignon e Gewürztraminer. Inoltre, il giovane winemaker ordinò ai viticoltori di ridurre drasticamente le quantità, al fine di migliorare la qualità dei vini finora piuttosto mediocri.

 

Hans Terzer crea dei miti

Con queste nuove linee guida, nei primi anni ‘80 ai viticoltori probabilmente doleva il cuore. Oggi invece sono felici di aver intrapreso questa strada, poiché grazie a loro ebbe inizio il trionfo senza precedenti dei vini di San Michele Appiano. Con tanta passione ed ambizione, Hans Terzer fece della cooperativa vinicola una delle Cantine più importanti d’Italia. Nel 1982 fu uno dei primi in Alto Adige a produrre lo Chardonnay. Oggi i vini contraddistinti dall’etichetta “Sanct Valentin”, nata nel 1986 sono serviti nei migliori ristoranti d’Italia. Il Sauvignon di questa prestigiosa linea è ora considerato un mito ed ininterrottamente da ben 18 anni porta a casa gli ambiti “tre bicchieri” del Gambero Rosso. Nel 1989 nacque il primo passito bianco dell’Alto Adige: il “Comtess Sanct Valentin”. Anche gli altri vini della Cantina si aggiudicano regolarmente premi nazionali e internazionali – inoltre, all’inizio del 2000, il Gambero Rosso, una delle più autorevoli guide dei vini italiani, le conferì il titolo di “Cantina dell’anno” e proclamò Hans Terzer uno dei dieci migliori winemaker di tutto il mondo.

Il winemaker è un visionario e un gran lavoratore

Per Hans Terzer, che ha studiato il suo mestiere presso la Scuola professionale Laimburg, la viticoltura non è solo una professione, ma una vera passione. Hans Terzer è conosciuto per essere uno che pretende tutto da se’ stesso e dai suoi collaboratori. Ama le sfide e superare i propri limiti – anche nella vita privata quando, in sella alla sua bici, scala le montagne altoatesine. Il suo successo si basa su un mix di pensiero visionario e duro lavoro: il winemaker è stato in grado di riconoscere i punti deboli ed i punti di forza di una grande produzione cooperativa: ha migliorato la comunicazione all’interno dell’Azienda, ha lasciato ai singoli produttori la massima flessibilità nella lavorazione dei loro vigneti e non li ha ricompensati per la quantità, ma in base alla qualità delle loro uve. L’alto livello della sua Cantina dà ragione al suo modo di lavorare. I suoi vini sono forse quelli che riescono a far risaltare meglio il carattere dell’Alto Adige. I rossi, alla quale coltivazione il winemaker si cimentò nei primi anni ‘90 – “e solo nelle posizioni veramente adatte” -, sono caratterizzati da un gusto speziato, eleganza ed armonia. I bianchi si distinguono per il loro aroma fruttato, la finezza e la mineralità. Con ogni collezione, l’altoatesino si guadagna più che mai il soprannome di “mago dei bianchi”. Perché i suoi vini, e gli esperti concordano, sono una manna per tutti.

 

Un uomo che sa quel che vuole

Nella Cantina San Michele Appiano, Hans Terzer è riuscito a fare quello che altri possono solo sognare: ha portato i suoi vini in cima alle classifiche. Oggi non solo la Cantina, ma anche lui stesso godono di un’eccellente reputazione a livello mondiale. Nuovi metodi di coltivazione, un pensiero rivoluzionario, ambizione e uno straordinario fiuto per il vino sono solo alcuni dei fattori che hanno determinato il suo successo.

Egli attribuisce grande importanza alla vinificazione individuale delle singole varietà ed aree di produzione, per poi assemblarle abilmente e sapientemente più avanti. Come un’immagine composta da tante tessere di un mosaico, questi vini sono caratterizzati dall’aroma fruttato e da una finezza innata. Sono un simbolo della nostra terra e di un’autentica passione.

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