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GRUPPO VINICOLO AVC: “L’ETICHETTA NUTRISCORE TRADISCE LA NOSTRA CULTURA ENOGASTRONOMICA E METTE A RISCHIO MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO, VA FERMATA”

“Il Nutriscore sarebbe un danno enorme per interi comparti produttivi del Made in Italy, con la perdita di migliaia di posti di lavoro, e va fermato”, è l’appello del Gruppo Vinicolo e Distillati e liquori di Assindustria Venetocentro con il Presidente Armando Serena. Nutriscore è il sistema comunitario di etichettatura ‘semaforica’ degli alimenti che si pone l’obiettivo di segnalare al consumatore le potenziali controindicazioni per la salute di ciascun prodotto. Un algoritmo che porrebbe il vino, ma anche i formaggi, i salumi e pure l’olio d’oliva tra i cibi per cui scatta il rosso o l’arancione nella classificazione.  Anzi, per il vino e i prodotti che contengono una dose anche minima di alcool si arriverebbe all’applicazione di un bollino nero, una F di massima attenzione.
Certamente questi prodotti richiedono moderazione e vanno consumati con piena consapevolezza. Gli stessi produttori sostengono convintamente che occorre “Bere poco ma bene”. Chi vuole l’eccesso continuerà a ricercarlo a prescindere dal bollino, come del resto insegna il fallimento del proibizionismo negli Stati Uniti”. Il vino, ma non solo, anche la grappa e gli altri distillati, sono parte integrante del movimento enogastronomico, che rappresenta una delle principali motivazioni per cui i turisti stranieri scelgono l’Italia. Vengono da noi per godere della buona tavola e del buon bere moderato, benefico compagno del vivere quotidiano e parte integrante della dieta mediterranea che, unita agli altri nostri valori (arte, storia, fantasia, creatività, ecc..) tutto il mondo ci invidia.
La data decisiva sarà lunedì 14 febbraio quando l’Unione Europea dovrà pronunciarsi ufficialmente sulla risoluzione della Commissione speciale per il Beating Cancer Plan che vorrebbe equiparare il consumo di alcool come un danno per la salute a prescindere da qualsiasi modalità d’uso.
“Se la risoluzione venisse approvata – dichiarano Armando Serena e Stefano Bottega, vicepresidente del Gruppo Vinicolo di Assindustria Venetocentro per i distillati – si arriverebbe al paradosso che il vino, da millenni parte della cultura alimentare italiana ed europea, verrebbe considerato insalubre, senza considerare che qualsiasi eccesso alimentare è dannoso, a partire dall’assunzione in eccesso del sale e di qualsiasi altro alimento o bevanda”.
“L’appello degli imprenditori che operano nel vino – distillati– continuano Armando Serena e Stefano Bottega – è che tutti gli europarlamentari eletti in Veneto e in Italia esprimano chiaramente la contrarietà a questo sistema. Nutriscore è espressione di un approccio semplicistico e inadeguato all’alimentazione, che per decreto andrebbe a condizionare le scelte di milioni di consumatori e ancor più per le generazioni più giovani a scapito di una approfondita e corretta educazione alimentare.  Il rischio quindi se venisse adottato sarebbe di colpire pesantemente un comparto economico vitale, competitivo, strettamente legato ai territori e alle comunità locali, e che negli anni ha molto investito nella qualità, nelle denominazioni e nella sostenibilità. Sarebbe una perdita di valori e di storia, di competenze professionali, di opportunità per il futuro, a vantaggio probabilmente dei prodotti ‘italian sounding’ dai quali ci difendiamo dentro e soprattutto fuori dai confini europei. L’Unione Europea rischia di compiere scelte affrettate, analogamente a quanto accade sui temi della transizione alla sostenibilità, senza considerarne l’impatto sociale ed economico, certamente dannoso. Per questo va bloccato subito, con decisione”.

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