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Green Care, ecco Flob, la startup tutta italiana per la vendita online di piante in vaso. Intervista all’ideatore Francesco Bovo

Costretti a vivere in città, in appartamenti sempre più piccoli, i Millennials di tutto il mondo hanno trovato nel 2020 sollievo in una nuova passione: il green care e cioè il prendersi cura delle piante da appartamento. Secondo l’ultima indagine dell’Osservatorio “The world after lockdown” di Nomisma[1] se nel 2019 i ‘green lovers’ erano 16 milioni (pari al 32% della popolazione) la quarantena, l’incremento del tempo libero, la voglia di distrarsi dalle notizie di cronaca e il desiderio di circondarsi di cose belle e piacevoli hanno fatto crescere la passione per il verde.

In Italia il 7% ha iniziato a praticare l’hobby del giardinaggio proprio durante il lockdown e il numero di green lovers è stimato oggi intorno ai 19 milioni (39% della popolazione), con un incremento netto di donne e Millennials (12% le new entry). Ma se il giardinaggio è passione antica, i mezzi con cui si affronta oggi sono quelli dei nostri tempi: da Pinterest a Instagram fioriscono hashtag #plantlovers, foto e profili dedicati al verde di casa. E a partire da qualche anno riscuotono grande successo i marketplace che vendono piante e fiori.

Tra le startup più diffuse e consolidate in Italia c’è Flob, www.flobflower.com, piattaforma per la vendita online di piante in vaso nata nel 2017 dall’intuizione di Francesco Bovo, che a distanza di quasi 5 anni dalla fondazione del portale conferma il target: “Per Flob sono da sempre i Millennials e la generazione Z perchè vivono molto l’online e hanno un comportamento d’acquisto selettivo, orientato verso prodotti dalla forte identità, capaci di creare un senso di appartenenza. Forse non sono particolarmente attenti al prezzo, ma sicuramente a qualità, varietà e alla possibilità di gestire una passione che diventa anche esperienza inclusiva grazie alla condivisione social. Il 2020 non ha fatto altro che confermare l’identikit dell’acquirente individuato qualche anno fa”.

Per saperne di più di questa innovativa start up dal pollice verde, abbiamo intervistato Francesco Bovo, CEO e Marketing Manager di Flob.

  • Che tipo di azienda è Flob oggi? Cosa è cambiato rispetto a quando siete partiti?

Flob è un’azienda digitale, giovane e in crescita. Dalla nostra fondazione in poi, abbiamo optato per la creazione di una cultura aziendale fortemente orientata alla soddisfazione del cliente, alla sostenibilità e alla “coerenza”. In ogni decisione e in ogni progetto che decidiamo di intraprendere, scegliamo questi valori. Ci sentiamo sempre come se fossimo partiti il giorno prima e le “certezze” che abbiamo oggi sono frutto di un’esperienza che abbiamo costruito e ci guidano per migliorare e crearne di nuove. Dall’apertura nel 2017 a oggi è cambiato tutto: il mercato, la filiera e il comportamento dei consumatori. Noi ci adeguiamo, e lo facciamo velocemente, cercando di migliorare costantemente e strutturare via via tutti i nostri comparti dalle operation al marketing. “Ogni anno è start-up”, si dice, no?

  • Ci dai qualche numero? Dipendenti, crescita, sviluppo.

Oggi Flob conta 4 dipendenti interni e una serie di collaborazioni esterne per alcune unit. Dall’apertura, l’azienda è cresciuta costantemente registrando nel 2020 un + 110% di piante spedite rispetto al 2019 con un aumento importante anche di fatturato, del +90%. Contiamo oltre 1800 articoli a catalogo, che è in continuo aumento.

  •  Tendenza e-commerce: cosa è cambiato da un anno a questa parte? Che tipo di cambiamento c’è stato per Flob?

Dall’avvio della pandemia, l’azienda si è dovuta adattare ad una crescita incrementale della domanda, sia in termini di processo che di struttura. Gli italiani nel 2020 si sono scoperti green! In particolare, per affrontare velocemente il cambiamento e la crescita, abbiamo automatizzato alcune fasi aziendali e preso un magazzino molto più grande, aumentando così la capacità produttiva e mantenendo i tempi di preparazione nonostante l’incremento. I pacchi hanno consegna sempre prevista entro le 48/72 ore, e grazie alla nuova logistica implementata velocemente siamo riusciti a garantirla. Da quando siamo partiti, qualche anno fa, l’appealing del mondo piante era già in crescita. Il Covid-19 ha generato un boost davvero importante: siamo contenti che oggi ci sia sempre maggiore consapevolezza che le piante in casa fanno bene, oltre che agli spazi casalinghi, all’umore, allo spirito e agli occhi!

  • Flob e i risultati: siete cresciuti molto e bene. Quali aspetti sono stati più determinanti? Su cosa ha puntato Flob? Quali valori trasmettete al vostro consumatore?

Siamo cresciuti costantemente e con gradualità: una precisa scelta aziendale. Non avendo optato per una crescita immediata e veloce, abbiamo avuto infatti la possibilità di testare, conoscere e ‘imparare’ sul campo il mercato. Siamo stati il primo e-commerce green a sviluppare un modello di business basato sul “brand”, oltre che sul prodotto, e oggi possiamo dire che è stata una delle leve e delle chiavi principali della nostra crescita. Anche oggi il nostro focus rimane la riconoscibilità di prodotto e del brand: qualità, artigianalità e design sono le colonne portanti della nostra strategia. A partire dal rapporto con il cliente e con la nostra community, fino allo studio del packaging e la comunicazione on-pack.

  • Indipendenza economica versus capitalizzazione: vuoi darci il tuo punto di vista?

È una domanda molto complessa alla quale rispondere. Personalmente non credo ci sia un modo migliore o peggiore di sviluppo, è un approccio imprenditoriale che parte da visioni diverse. Intraprendere un percorso indipendente può essere complesso soprattutto se non si hanno grandi risorse disponibili e lo sviluppo si concentra esclusivamente sull’online. Nella visione indipendente, tutto ciò che si genera diventa capitale di reinvestimento, e porta con sé, per quanto mi riguarda, sacrifici ma grandissima soddisfazione. Di sicuro, l’indipendenza genera maggiore flessibilità e rapidità di adattamento. E non ultimo, la possibilità di fare piccoli errori, soprattutto all’inizio.

  • Futuro imminente e più lontano: cosa succederà? Quali passi prevede l’azienda?

L’obiettivo di Flob nel breve e medio periodo è quello di proseguire la crescita nel mercato online, sviluppando nuovi prodotti e ampliando il catalogo anche con collaborazioni in dropshipping. Le sessioni sulla piattaforma sono in continuo aumento per cui il miglioramento dell’esperienza d’acquisto è un altro dei nostri focus principali. Nei piani è presente anche uno sviluppo off-line grazie anche allo studio dei dati raccolti online, tuttavia è un progetto congelato, che aspetta di essere ripreso non appena la situazione di emergenza sarà migliorata.

 

 

[1] Fonte: Nomisma, Osservatorio The World after Lockdown (settembre 2020)

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