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GRAFICA VENETA: LA COOPERAZIONE NON È COINVOLTA NELLA VICENDA. Adriano Rizzi, presidente Legacoop Veneto: «Attacco inaccettabile e strumentale al nostro mondo: l’azienda accusata di caporalato non è un’impresa cooperativa». «Nella logistica il nostro impegno quotidiano nel denunciare le false cooperative».

Ancora una volta si tira in ballo la cooperazione in una vicenda, quella di Grafica Veneta, con cui proprio nulla ha a che fare il mondo cooperativo. A citarla nuovamente a sproposito – è proprio il caso di evidenziarlo – è lo stesso presidente dell’azienda, che in un articolo uscito nella stampa locale domenica scorsa annuncia di non voler lavorare più con “imprese cooperative”.

Peccato che la vicenda veda i veri protagonisti in due forme giuridiche di impresa completamente diverse, cosa che sottolineiamo da sempre: una SpA, Grafica Veneta, e una Sas (non una cooperativa, appunto), ossia la B.M. Service Sas, accusata di trattamenti illeciti nei confronti del personale impiegato per i servizi forniti al colosso della stampa.

«L’attacco ripetuto al modello cooperativo da parte del presidente di Grafica Veneta è per noi inaccettabile – dichiara Adriano Rizzi, presidente Legacoop Veneto –. Difficile pensare che si tratti sempre solo di un’“imprecisione”, considerato che la cosa è stata più volte reiterata da quando, l’estate scorsa, è scoppiato il caso. A questo punto è inevitabile chiedersi se non si tratti di un attacco strumentale, con l’evidente obiettivo di spostare l’attenzione dal vero tema della vicenda a tutt’altro piano».

«E pure nel caso in cui, eventualmente, si fosse trattato di un’impresa cooperativa, risulterebbe per noi comunque intollerabile una tale generalizzazione che tende sempre alla criminalizzazione dell’intero nostro mondo – aggiunge il presidente –. Un’accusa che sarebbe rivolta in maniera indistinta e superficiale a un pezzo importante dell’economia e dell’occupazione di questa regione». Nello specifico comparto della logistica, peraltro, da lungo tempo Legacoop Veneto è impegnata in prima linea per la promozione della legalità e la difesa dei diritti dei lavoratori:  «Siamo parte attiva anche attraverso l’adesione a un protocollo d’intesa per la legalità siglato di recente con l’Assessorato al lavoro della Regione del Veneto, i sindacati e le altre associazioni di rappresentanza della cooperazione» continua sempre Rizzi, che conclude evidenziando: «Siamo noi stessi a portare alla luce, nell’ambito delle nostre competenze, attività ed episodi legati alle false cooperative, tante di cui si apprende poi nei media locali, individuandole quotidianamente nei cantieri e denunciandole agli organi competenti».

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