Il Galassi è l’unico rifugio di proprietà di una sezione CAI (CAI di Mestre) ad essere gestito attraverso l’opera gratuita dei volontari del CAI della sezione di Mestre da più di 50 anni, è opportuno raccontare le attività che questo rifugio sta mettendo in piedi. Primo fra tutti il progetto acqua, volto a rendere più efficiente e più sostenibile l’utilizzo di una risorsa come l’acqua.
Con il sostegno Garmont sono stati in grado quest’anno di installare una cisterna di prossimità di nuova generazione in acciaio con capacità di 600 lt, questo è il primo passo che consentirà nel corso delle prossime stagioni di installare un intero sistema per portare acqua potabile dalla sorgente al rifugio che grazie opportuni sistemi di microfiltrazione potrà essere servita agli ospiti, eliminando così un’ingente quantità di bottiglie di plastica ed abbattendo i costi di trasporto.
Lo sfruttamento delle risorse è un punto cardine per il rifugio ecco perché è in programma la costruzione di nuove cisterne per la raccolta dell’acqua piovana, per far fronte alle situazioni di siccità che si stanno affrontando sempre più spesso.
Inoltre il Rifugio, da sempre attento alle tematiche di rispetto dell’ambiente e dell’impatto dell’uomo su questo pianeta, si è fatto promotore di diverse iniziative in questo senso:
– gli è stato assegnato la qualifica di rifugio sentinella da parte del CNR (3 in tutto l’arco alpino), concretizzatasi nell’ installazione di una centralina di monitoraggio climatico nella cappella adiacente alla struttura
– ha ospitato un breve convegno sull’effetto dei cambiamenti climatici sui ghiacciai, tenuto dal dott. Fabrizio De Blasi, ricercatore dell’Istituto di Scienze polari del CNR e membro attivo del progetto internazionale IceMemory, di cui l’università Cà Foscari è uno degli enti capofila assieme al CNR
A Maggio il Centro Culturale Candiani di Mestre ha ospitato la giornata dedicata alle celebrazioni (in ritardo causa pandemia) per il 50mo anniversario del volontariato nell’autogestione del Rifugio. A tale evento, a cui hanno partecipato circa 200 persone, si assiste alla “prima” del docufilm di Marcello Mason “Galassi per sempre”, che celebra magistralmente la storia del rifugio e delle persone che hanno condiviso (e condivideranno) la sua esistenza in prossimità del Monte Antelao.
È situato sotto la Forcella Piccola dell’Antelao, a quota 2.018 m, stretto fra il massiccio dell’Antelao, a Sud e la cima Scotter (Marmarole), a Nord ed è punto tappa delle Alte Vie n. 4 di Grohmann e n. 5 di Tiziano. Il Rifugio Galassi è raggiungibile sia da Sud-Est, dalla località di Calalzo di Cadore, che da Nord-Ovest, da San Vito di Cadore, paesi posti il primo sulla Valle del Centro Cadore, il secondo sulla Val del Boite che circondano ad U il massiccio dell’Antelao. Quindi è possibile raggiungerlo da due punti geograficamente opposti, con due itinerari diversi ma entrambi con un dislivello di circa 600 m, calcolato dai parcheggi posti uno sopra San Vito, presso il rifugio Scotter, l’altro in fondo alla Val D’Oten, presso la Capanna degli Alpini. Il Rifugio è il punto d’appoggio per tutte le principali salite all’Antelao, cima ambita da escursionisti, alpinisti e sci alpinisti.
Nell’ultima stagione il rifugio ha visto il passaggio di più di 2.600 passaggi (di cui 1.600 pernottamenti).