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CINGHIALI: COLDIRETTI VENETO, FAUNA SELVATICA UNA QUESTIONE IRRISOLTA. ALLARME PESTE SUINA

Quella della fauna selvatica è una questione irrisolta. Le specie invasive proliferano dai monti alla pianura. “Servono piani di controllo e nuove forme di sostegno al contrasto per giungere nel tempo ad azzerare la piaga dei danni causati non solo alle imprese agricole, ma anche ai cittadini sempre più coinvolti in sinistri”. E’ il commento di Daniele Salvagno presidente di Coldiretti Veneto in merito all’escalation dei disagi procurati dalla presenza di animali selvatici come i cinghiali che anche su territorio regionale si aggirano indisturbati persino nei centri urbani.

Due milioni i capi a livello nazionale, centinaia di migliaia in Veneto, sono ovunque attraversano strade e rovinano le colture perché in grado di percorrere grandi distanze e anche di guadare i fiumi per spostarsi da un posto all’altro alla ricerca di aree da saccheggiare. In Italia ci sono diecimila incidenti stradali all’anno causati da animali selvatici che – spiega la Coldiretti – sempre più spesso si spingono nei paesi e nelle grandi città oltre che nelle aree coltivate, da nord a sud del Paese.

Grandi predatori e ungulati, nutrie, cormorani e cinghiali distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati, causano incidenti stradali ma a preoccupare – ricorda la Coldiretti – sono anche i rischi per la salute provocati dalla diffusione di malattie come la peste suina. Un pericolo denunciato recentemente dalla stessa virologa Ilaria Capua che ha parlato del rischio effetto domino se oltre al coronavirus la peste suina passasse in Italia dagli animali selvatici a quelli allevati. “In questo senso – incalza Salvagno – Coldiretti Veneto ha chiesto alla Regione provvedimenti eccezionali che rendano più efficace il programma di controllo del cinghiale”

Oltre otto italiani su 10 (81%) – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè – pensano che l’emergenza cinghiali vada affrontata con il ricorso agli abbattimenti, soprattutto incaricando personale specializzato per ridurne il numero. Il 69% degli italiani ritiene che siano troppo numerosi mentre c’è addirittura un 58% che li considera una vera e propria minaccia per la popolazione, oltre che un serio problema per le coltivazioni e per l’equilibrio ambientale come pensa il 75% degli intervistati che si sono formati un’opinione. Il risultato è che oltre sei italiani su 10 (62%) ne hanno una reale paura e quasi la metà (48%) non prenderebbe addirittura casa in una zona infestata dai cinghiali. La proliferazione senza freni dei cinghiali – conclude la Coldiretti – sta mettendo anche a rischio l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali anche in aree di elevato pregio naturalistico.

 

 

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