Castelfranco Veneto ritrova il cuore della comunità alla Festa di San Liberale
Dal 25 al 27 aprile, il Palazzetto dello Sport si è trasformato in un luogo di incontro e festa: “Un evento straordinario che ci ha restituito il senso di comunità”Castelfranco Veneto – Tre giorni di festa, condivisione e partecipazione autentica: la Festa di San Liberale, tenutasi dal 25 al 27 aprile, ha riportato al centro della vita cittadina il Palazzetto dello Sport, luogo simbolico e storico della città. Durante la cerimonia di chiusura, Don Bosa ha ricordato come la struttura – risalente al 1967 – negli anni ’70, in piena crisi petrolifera, fosse diventata un punto di riferimento per le famiglie castellane, un luogo di aggregazione e vicinanza.“Dargli nuova vita oggi, in tempi che ancora chiedono coesione e solidarietà, ha un valore che va oltre l’evento stesso”, ha sottolineato il sacerdote davanti a una comunità numerosa e partecipe.Protagonisti della rinascita dello spazio sono stati i volontari, decine di sponsor e le associazioni locali. Asd Boxe Ring Castellana, Scout, ANPI, Farcela, Fiab, Giorgione Calcio 1911, Pallacanestro Castelfranco 1952, Venetica Militia, Cavalieri del Drago, il Richiamo dei Giochi, appassionati di burraco – e tanti altri – hanno collaborato per animare ogni angolo del palazzetto con attività per tutte le età.Matteo Ongarato, presidente dell’associazione Sette su sette Castelfranco e tra i principali organizzatori dell’evento, ha raccontato con emozione:“Lo stress dell’organizzazione, la tensione della vigilia, gli immancabili intoppi e contrattempi, il meteo da monitorare… tutto passa in secondo piano di fronte alla riuscita straordinaria dell’evento. L’orgoglio più grande è avere contribuito a riunire una comunità e a far conoscere nuove persone tra loro. Sono nate amicizie, interessi per nuove associazioni, e tutti sono stati coinvolti: dai bambini agli anziani. Siamo davvero orgogliosi di quanto abbiamo realizzato e abbiamo già mille idee per il prossimo anno!”La Festa di San Liberale si è così confermata molto più di una semplice ricorrenza religiosa o culturale: è diventata un momento di rinascita collettiva, un segnale forte di quanto l’impegno condiviso possa trasformare gli spazi – e le persone – che li abitano.