«L’ultimo caso di bullismo in un istituto di Conegliano ci riporta, inesorabilmente, ad affrontare un tema in cui sia la scuola sia le famiglie e gli studenti sono lasciati soli. L’istituzione non dispone di strumenti e risorse adeguate per fare fronte alle problematiche comportamentali del singolo individuo. La repressione può solo arginare temporaneamente i problemi, ma non offre una risposta di nel lungo periodo. Nè rispetto all’autore della violenza né, tanto meno, alle vittime e alle loro famiglie. A queste ultime non rimane, come estrema tutela, che il rifiuto dell’ingresso in classe. Una sconfitta per tutti dato che l’istruzione è un diritto costituzionale universale. Ribadiamo la necessità di un approccio più ampio che preveda, da parte del Ministero dell’Istruzione, l’introduzione obbligatoria dell’educazione affettiva e del rispetto nei confronti della scuola e delle istituzioni per tutti, in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Episodi come quello di Conegliano e la protesta dei genitori degli alunni, credo meritino una risposta organica e organizzata da parte dello stato. Una mera questione di volontà politica per intervenire e affrontare problematiche alla loro radice e non più limitarsi a risposte dettate dall’emozione e limitate al mero registro repressivo». Lo afferma l’eurodeputata del Partito democratico, Alessandra Moretti.