Alle ore 21 del 16 agosto è esploso un uragano nella castellana. Da Cima Grappa fulmini, vento fortissimo. Alberi caduti lungo le Fosse a Castelfranco Veneto, le auto costrette a lunghe deviazioni. Qui sotto una immagine.
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Sono 30 gli interventi portati a termine della Protezione Civile di Treviso nel territorio Comunale in seguito al violento nubifragio scatenatosi sulla Marca nella serata di lunedì. Il Gruppo coordinato da Riccardo Mastronicola ha operato su tutto il territorio comunale per la rimozione di grossi alberi caduti sulle strade e la messa in sicurezza di cartelli stradali e vie d’accesso alle abitazioni.
Gli interventi hanno riguardato: via Roma, via Ragusa, Cavalcavia di San Giuseppe (caduta alberi), via Plinio Il Vecchio (ostacolo sulla strada), via San Liberale, via Foscolo e viale Brigata Marche, via Buonarroti, via Plinio il Vecchio, viale Europa, via Zecchette, viale d’Alviano, Rotatoria Noalese (messa in sicurezza di un cartello stradale), via Cittadella della Salute, via Santa Bona Nuova (alberi caduti), via Capuzzo (laterale di via Sant’Antonino), viale 33° reggimento (rami su cavo telefonico), via Ambrosoli, via Reinart (zona Santa Bona Nuova).
«Ringrazio la Protezione Civile di Treviso per la tempestività negli interventi e la grande professionalità», le parole del sindaco Mario Conte. «Purtroppo il nubifragio ha determinato la caduta di grossi alberi su tutto il territorio comunale ma grazie alla collaborazione fra Gruppo Volontari, Vigili del Fuoco, Polizia Locale con le altre Forze di Polizia è stato possibile agire in tempi brevissimi. Gli interventi sono stati portati a termine nelle prime ore di oggi, intorno alle 4.30».
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Le raffiche di vento a 150 km orari hanno fatto strage di alberi: sradicati e spezzati dal centro di Verona fino alla campagne limitrofe, passando per il vicentino nel padovano fino al litorale veneziano. Un vortice d’aria con pioggia e grandine che ha creato danni al decoro verde urbano mettendo a rischio la presenza di turisti e cittadini. I tecnici di Coldiretti Veneto stanno operando sul territorio per registrare le segnalazioni degli agricoltori nelle province interessate. Per ora non ci sono situazioni gravi. E’ questo il resoconto dell’ondata di maltempo annunciata e che si è abbattuta ieri sera.
Al momento non risultano colpite in modo particolare le colture scaligere e venete – spiega Coldiretti – ma sono possibili danni da tromba d’aria a strutture come serre, tettoie, ripari per attrezzi e alle piante con rami spezzati e abbattimento di alberi.
La pioggia – continua la Coldiretti – è importante per combattere la siccità nelle campagne ma per essere di sollievo deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali, soprattutto con precipitazioni violente provocano danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando frane e smottamenti. Precipitazioni sempre più intense e frequenti, con vere e proprie bombe d’acqua, si abbattono – sottolinea la Coldiretti – su un territorio reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono con il risultato che sono saliti a 7252 i comuni italiani, ovvero il 91,3% del totale, che sono a rischio idrogeologico secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ispra. Siamo di fronte in Italia – sottolinea la Coldiretti – alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo. L’effetto dei cambiamenti climatici con l’alternarsi di siccità e alluvioni ha fatto perdere – conclude la Coldiretti – oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti.