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BREVI RISPOSTE PER LE IMPRESE COLLEGATE ALL’EMERGENZA COVID – 19 (“CORONAVIRUS”)

1) E’ possibile spostarsi in entrata ed in uscita dai territori della zona “arancione” ?

Il DPCM dell’8 marzo prevede un divieto assoluto per i soli soggetti già in quarantena è affetti dal virus. Gli altri soggetti possono entrare ed usicre dai terroritori della zona aranzione solo in presenza di compropvate ragioni lavorative, ragione di salute e stato di necessità. Ovviamente è garantita la possibilità per is oggetti che si trovano al di fuori della zona ranzione di far ritorno presso la propria abitazione.

 

2) Cosa si intende per comprovate ragioni di lavoro ?

In realtà non è stata data una definizione, ma il Ministero dell’Interno ha chiarito che è sufficiente una autocertificazione con la quale il soggetto dichiara che si sta spostando per uno dei motivi previsti dal DPCM. Il modulo è scaribale dal sito del Ministero dell’Interno e in ogni caso è previsto che sia in dotazione alle forze dell’ordine le quali potranno poi fare dei successivi controlli. Pertanto è bene munirsi anche di documentazione ulteriore, come ad esempio una visura camerale per un amministratore di società o una busta paga recente per un dipendente.

 

3) Che sanzione è prevista per le violazione degli obblighi previsti dal DPCM dell’8 marzo ?

E’ prevista la sanzione dell’arresto fino a tre mesi o dell’ammenda fino a duecentosei euro, salvo che il fatto fatto non costituisce un più grave reato.

 

4) Le merci possono liberamente circolare nei territori della zona arancione?

Il DPCM riguarda le sole persone fisiche e pertanto non prevista alcune limitazione in entrata ed in uscita per il transito ed il trasporto delle merci nonché per tutta la filiera produttiva.

 

5) In presenza di queste limitazioni alla mobilità delle persone, che misure possono adottare i datori di lavoro per favorire la continuità lavorativa ?   

Sia ai datori di lavoro pubblici e privati è raccomandato di promuovere il lavoro agile, ossia il c.d. “smart working”, compatibilmente con le esigenze di servizio. Questa modalità di lavoro può essere adottata direttamente dall’azienda mediante una procedura semplificata che prevede un’autodichiarazione di avviso di attivazione di smart-working da allegare alla comunicazione telematica.

In alternativa le imprese possono mettere i dipendenti in ferie, o in permesso retribuito.

 

6) Nel luogo di lavoro che misure deve adottare l’imprenditore per ridurre i rischi di contagio?

In ogni caso, nel luogo di lavoro l’imprenditore deve adottare tutte le misure organizzative necessarie per limitare il contatto con il pubblico ed evitare gli assembramenti di persone nei locali aziendali, come ad esempio nelle aree ristoro, areea caffè, area relax, o spogliatoi.

Inoltre, possono essere adottate misure che possono consistere nella chiusura delle filiali o degli uffici, nella sospensione dei corsi di formazione che comportino un’aggregazione di persone, nella limitazione delle riunioni con il personale, con i fornitori o clienti, nella limitazione dei viaggi all’estero o in Italia.

 

Parallelamente devono essere rispettate le prescrizioni sulle distanze minime di sicurezza interpersonale di almeno un metro e devono essere rafforzate le attività di pulizia degli spazi.

Le aziende, piccole, medie o grandi che siano, sono messe a dura prova dovendo dimostrare di sapersi riorganizzare in tempi brevi per garantire da un lato la continuità produttiva e dall’altro la tutela dei dipendenti nei luoghi di lavoro.

 

7) In caso di mancata adozione delle misure imposte dal Governo possono esserci delle responsabilità per gli imprenditori?

E’ da ricordare che da un lato l’art. 2087 del c.c. prevede che “l’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”; dall’altro alto il D.LGS n. 231/2001 prevede una responsabilità penale delle società e degli enti per omicidio colposo e lesioni personali colpose quale conseguenza di una violazione della normativa a tutela dell’igiene e della sicurezza sul lavoro.

Di conseguenza i datori di lavoro delle aziende, in particolare quelle ubicate nelle zone in cui si sono verificati i focolai del virus, devono adottare tutte le misure idonee a tutelare la salute dei propri dipendenti seguendo sul punto le raccomandazioni del Ministero delle Salute e le prescrizioni imposte con i vari provvedimenti.

La mancata adozione dei presidi e delle misure atte a tutelare la salute dei dipendenti in presenza della diffusione del contagio potrebbe esporre le aziende alle responsabilità prevista dal D.Lgs. 231/2001 che possono essere di carattere pecuniario o interdittive fino alla possibilità di scioglimento dell’ente responsabile.

 

8) Il datore di lavoro può svolgere controlli sui possibili contagi da coronavirus sul personale dipendente?

No. Il Garante Privacy con comunicazione del 2 marzo ha chiarito che i datori di lavoro devono astenersi dal raccogliere, a priori e in modo “sistematico e generalizzato”, informazioni su eventuali sintomi influenzali dei propri dipendenti e dei suoi contatti personali extra-lavorativi.  L’azienda potrebbe tutt’al più collocare un cartello all’ingresso dello stabile che vieti l’accesso a chi è stato nelle zone a rischio, a contatto con persone a rischio o che abbia sintomi influenzali, ovvero posizionare termometri all’ingresso dello stabile per consentire a coloro che entrano di rilevare da soli e in una zona non visibile da terzi la propria temperatura.

In ogni caso, prima di raccogliere qualsiasi informazione e di svolgere controlli sullo stato di salute, gli individui devono ricevere un’informativa privacy che contenga tutte le informazioni richieste dal Regolamento privacy e che, quindi, illustri in dettaglio le modalità e finalità del trattamento, i tempi di conservazione dei dati e i soggetti a cui le informazioni saranno comunicate.

 

9) Sono previsti degli ammortizzatori sociali connessi all’emergenza Coronavirus?

Il Governo ha adottato misure d’urgenza in materia di ammortizzatori sociali in favore di aziende operanti e lavoratori residenti nei comuni individuati nell’allegato n. 1 al D.P.C.M. del 1 marzo 2020, rientranti nella c.d. “zona rossa”, ossia i primi comuni dove si sono registrati casi di contagio. Per la Regione Veneto il comune interessato è quello di Vò. In questi casi sono state previste gli strumentu, a carattere speciale, della cassa integrazione guadagni ordinaria e assegno ordinario nonché della cassa integrazione guadagni in deroga. Inoltre, per tutte le imprese con unità produttive situate nelle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna o, che pur non avendo sede legale o unità produttive od operative nelle citate Regioni, occupino lavoratori residenti o domiciliati nelle predette aree territoriali, è stata estesa la cassa integrazione in deroga per un tempo massimo di un mese unicamente per i casi di accertato pregiudizio in conseguenza delle ordinanze emanate dal Ministero della Salute in relazione all’emergenza del Coronavirus.

 

10) Per chi ha un’attività commerciale di bar o ristorante che prescrizioni sono previste ?

Per queste attività è prevista una limitazione di orario dalle ore 6.00 alle ore 18.00 e l’obbligo a carico del gestore di predisporre le condizioni necessarie a garantire la distanza di almeno un metro tra le persone. In caso di violazione è prevista la sospensione dell’attività commerciale.

 

11) Per le attività commerciali diverse da bar e ristoranti ?

In questi casi l’esercizio dell’attività commerciale è consentito senza limitazionni di orario fermo restando l’obbligo in capo al gestore di agarantire modalità contingentate di accesso ai predetti luoghi ed idonee ad evitare assembramenti di persone tenuto conto delle dimensioni e caratteristiche dei locali pubblici e comunque idonee a garantire la distanza di almeno un metro tra le persone. In caso di violazione è prevista la sospensione dell’attività commerciale.

 

12) Per le attività di asporto di cibo e bevande nonché di consegna a domicilio sono previste delle misure particolari ?

Il DPCM dell’8 marzo non contiene misure specifiche per tali attività. Dagli orientamenti che sono emersi nelle successive ore alla pubblicazione del decreto, si ritiene che per tali attività, in quanto attività artigianali di asporto cibi, non sia prevista la limitazione di orario delle 18.00, ferma la necessità di evitare assembramenti all’interno dei locali e favorire la consegna in luogo del ritiro.

 

13) Per quanto riguarda i centri commerciali che tipo di prescrizioni sono previste?

E’ prevista la chiusura nei giorni festivi e prefestivi, ossia il sabato e la domenica, mentre nei giorni feriali possono rimanere aperti, femro l’obbligo per il gestore di garantire la distanza di almeno un metro tra le persone, pena la sospensione dell’attività.

 

14) Cosa prevede il DPCM dell’8 marzo per gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati?

Sono previste le stesse prescrizioni indicate per i centri commerciali, salvo le farmacie, e  parafarmacie e punti vendita di generi alimentari presenti all’interno dei centri commerciali, per i quali non è prevista la chiusura nei giorni festivi e prefestivi, ma il solo obbligo in capo al gestore di garantire il rispetto della distanza di almeno un metro tra le persone, pena la sospensione dell’attività.

 

15) Quali sono i luoghi che devono necessariamente rimanere chiusi fino al 3 aprile 2020 ?

Per lo più sono luoghi per i quali è stata prevista la sospensione dell’attività al fine di evitare l’assembramento di persone e quindi, gioforza, rimarranno chiusi. Si tratta ad esempio: degli impianti presenti nei comprensori sciistici; dei musei, delle biblioteche, degli archivi, delle aree e dei parchi archeologici e dei complessi monumentali; dei cinema, dei teatri, dei pub, delle scuole di ballo, delle sale giochi, delle sale scommesse, delle sale bingo, delle discoteche; le palestre, centri sportivi, piscine, centri benessere, centri culturali, centri sociali, centri ricreativi. Per i centri termali è prevista la chiusra, salvo che per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza. Inoltre è prevista la chiusra delle scuole ed università.

 

16) Ci sono delle misure specifiche a sostegno delle imprese agricole ?

Allo stato attuale sono previste limitatamente alla c.d. “zona rossa”. In partciolare, il Governo ha istituito un fondo rotativo per la concessione di mutui a tasso zero della durata non superiore a 15 anni per le imprese agricole che hanno sede nei comuni della c.d. “zona rossa”, ossia quelli colpiti all’inizio dal contagio (per la regione Veneto il Comune di Vò) e che abbiano subito danni diretti o indiretti dall’epidemia del coronavirus e finalizzati all’estinzione dei debiti bancari.

 

17) Si può volare liberamente?

Il Ministero dell’Interno ha previsto che per i voli domestici da o per le zone attenzionate dovrà essere presentata un’autocertificazione attestante le esigenze lavorative, le situazioni di necessità o di salute, mente per i voli in Europa o nel resto del mondo sarà richiesta l’autocertificazione solo nel caso di soggetti residenti o domiciliati nei territori interessati dalle limitazioni.

 

18) Possono essere annullati i viaggi già prenotati a causa del Coronavirus?

Si può ritenere che per i titoli di viaggio ed i pacchetti turistici ricorra la sopravvenuta impossibilità della prestazione nel caso in cui si tratti di soggetti affetti da COVID-19, soggetti nei confronti dei quali è stata disposta la quarantena o che siano residenti, domiciliati o destinatari di un divieto di allontanamento dalle aree interessate dal contagio, od ancora soggetti che hanno programmato il viaggio da o per tali aree ed infine quando il paese di destinazione vieti l’ingresso ai cittadini italiani.

In tali ipotesi potrà essere richiesto entra 30 giorni il rimborso o l’emissione di un vaucher.

 

19) Che effetti può avere l’emergenza Coronavirus sul mancato rispetto dei contratti in corso ?

In tale contesto potrebbe avere rilevanza il concetto di forza maggiore che rende impossibile l’esecuzione della prestazione.

La causa di forza maggiore può essere identificata in una “forza esterna” che consente eccezionalmente ad una parte di liberarsi dalla prestazione.

Affinché operi la forza maggiore è necessario che l’evento che rende impossibile la prestazione abbia un impatto rilevante sulla possibilità di adempiere di una parte.

 

20) E per quanto riguarda i contratti internazionali?

Anche per i contratti internazionali l’epidemia da Coronavirus potrebbe essere configurata come una causa di forza maggiore che può compromettere il regolare adempimento di un’obbligazione di una parte contrattuale.

Per i contratti in corso si raccomanda alla parte interessata di dare tempestiva comunicazione all’altra parte, unitamente alla prova dell’evento di forza maggiore.

Successivamente, le parti potrebbero consensualmente prevedere: la sospensione del contratto per un tempo breve, variabile da alcune settimane ad alcuni mesi; o la rinegoziazione del contratto ovvero un accordo scritto sui termini di sospensione e/o una mera riprogrammazione condivisa delle date di consegna; la risoluzione qualora la prestazione della controparte risulti impossibile o non più eseguibile.

 

 

21) Per i lavoratori autonomi sono previste forme di sostegno?

Certamente. In favore dei collaboratori coordinati e continuativi, dei titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciali e dei lavoratori autonomi o professionisti ivi compresi i titolari di attività di impresa, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria ed alle forme esclusive e sostitutive della medesima, nonché alla gestione separata e che svolgono la loro attività lavorativa nei comuni della zona rossa o siano residenti o domiciliati nella stessa è riconosciuta, una indennità mensile pari ad Euro 500 per un massimo di tre mesi.

Inoltre, secondo quanto ravvisabile dall’informativa n. 16/2020 del CNDCEC, per i commercialisti ed esperti contabili verrà stabilita una riduzione dei crediti obbligatori richiesti, nel 2020, ai fini della formazione professionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili. Per quanto concerne gli avvocati il Consiglio Nazionale Forense, il 5 marzo, ha inviato una nota ai presidenti dei COA territoriali, delle Unioni regionali forensi e delle associazioni forensi maggiormente rappresentative, con la quale è stata comunicata la decisione di sospendere l’obbligo di acquisizione dei crediti relativi alla formazione continua degli avvocati fino alla data del 5 aprile 2020.

 

22) Sono state adottate misure particolari per i processi in corso ?

In tutta Italia, da Lunedì 9 marzo a Domenica 22 marzo sono sospesi i termini per il compimento di qualsiasi atto relativo ai procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari. Ove il decorso del termine abbia inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio stesso è differito alla fine di detto periodo.

Infatti le udienze relative ai procedimenti civili e penali pendenti presso gli uffici giudiziari di tutta Italia sono rinviate d’ufficio a data successiva al 22 marzo 2020, ed eccezione delle udienze tassativamente previste dall’articolo 2, comma2, lett. g) del decreto legge 8 marzo 2020 come ad esempio le udienze di competenza del Tribunale dei minorenni, cause relative ad alimenti od obbligazioni alimentari, procedimenti cautelari aventi ad oggetto diritti fondamentali della persona, procedimenti in materia di tutela, amministrazione di sostegno, interdizione ed inabilitazione, udienze nei procedimenti in cui sono state applicate misure cautelari, di sicurezza o misure di prevenzione etc.

 

23) In materia fiscale sono state adottate della misure di sostengo alle imprese e cittadini ?

Ad oggi risultano adottati provvedimenti di sostegno per i soggetti che hanno la residenza, la sede legale o la sede operativa nei comuni rientranti nella “zona rossa” pe ri quali è stata prevista la sospensione dei versamenti in scadenza nel periodo compreso dal 23 febbraio al 30 aprile, relativi a: cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione; avvisi di addebito emessi dagli enti previdenziali ed assicurativi; atti di accertamento esecutivi emessi dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli; atti di accertamento esecutivi emessi dagli enti locali sia per le entrate tributarie che per quelle patrimoniali; “rottamazione-ter”; “saldo e stralcio”. La scadenza di tali versamenti è prorogata al 31 maggio 2020. Inoltre è stato sospeso fino al 30 aprile il pagamento delle bollette di acqua, gas ed energia elettrica, con la previsione dell’eventuale rateizzazione delle bollette una volta terminato il periodo di sospensione. E’ stato altresì previsto la sospensione del pagamento dei diritti camerali nonché del versamento, per 12 mesi, dei ratei dei mutui agevolati concessi da Invitalia alle imprese.

 

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Si rimane a disposizione per ulteriori chiarimenti

Greggio & Partners – Avvocati d’Impresa

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La scrittura è una malattia, che cura da vent’anni con tutto il giornalismo possibile: ha lavorato per due quotidiani, una televisione e mezza dozzina di riviste, guidato da direttore responsabile magazine e siti internet. Autore di un libro storico sul secondo dopoguerra e di un romanzo di narrativa, ama firmare reportage di viaggio ed è membro del Gruppo italiano stampa turistica. Si emoziona per un calice di Prosecco o per una alchimia di gusti nel piatto. Runner per passione, ha vissuto più maratone di quanto potesse sognare ma trova quiete solo correndo tra i monti e nelle note della moonlight sonata di Beethoven. Vive con Ketra, tre gatti e un cane zoppo. È il direttore di Storie di Eccellenza.

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