Ci sono attrezzature che hanno un valore estremo, perché estreme sono le condizioni nelle quali un amante dell’outdoor a volte si infila. Provate a camminare nella neve coi piedi umidi e le mani gelate, capirete il significato dei guanti. Provate a correre un trail senza avere con voi una giacca antipioggia e sfidare il maltempo tra i monti, capirete il significato di uno zainetto leggero e capace di esservi amico anche nello sforzo maggiore.
Faccio queste premesse per raccontare il test del gilet da corsa Apex™ Pro di Camelbak, progettato per trasportare tutto ciò che serve per la corsa, senza rallentarti. La vestibilità snella, simile a un capo di abbigliamento, offre comfort e prestazioni senza eguali a ogni falcata, offrendo nel contempo spazio in abbondanza per tutti gli accessori indispensabili per un trail. Inclusa la faretra per i bastoncini ripieghevoli, orpello che quando dovrete fare due o tre ore di discesa sarà salvifico, così le mani non saranno costrette a portare quel peso. Un inciso: ci sono anche preziosi ganci anteriori staccabili per bastoncini da trekking.
Ma questa sarebbe un’altra storia, una storia fatta di imprese epiche e di grandi sfide, di trail che iniziano di notte e finiscono al tramonto. Per il momento, ho provato lo zainetto per sentirne il confort e per studiare i suoi spazi. E dato che non c’era modo di avventurarsi in montagna, l’ho fatto in una corsa notturna lungo l’argine del Muson, fiume che solca il territorio dal Monte Grappa fino al Padovano, un percorso stupendo e leggero, che di notte diventa silenzioso e dove s’ode solo il leggero rumore dell’acqua.
Importante in questo contesto l’inserto catarifrangente RECCO®: per maggiore tranquillità e sicurezza è meglio sempre che eventuali biciclette o auto che arrivano nei (rari) passaggi asfaltati ci sappiano riconoscere.
Il Recco è un riflettore ma non nel senso della catarifrangenza. Si tratta di un sistema di salvataggio per essere ritrovati nel caso in cui ci si sia persi. Il RECCO è molto conosciuto nel mondo degli sport invernali come sistema che è bene aver con sé nel caso di valanghe. Sul mercato, ce ne sono due principalmente: uno è il segnalatore ARVA che come il nome suggerisce permette di inviare dei messaggi di SOS, l’altro è il riflettore RECCO che permette di essere localizzati passivamente da elicotteri con radar RECCO o da radar manuali. Ovviamente essendo un sistema passivo è necessario che conoscenti e familiari sappiano che il disperso abbia con se un riflettore RECCO, in modo da avvertire i soccorsi che quindi potranno avvalersi anche di questo sistema durante le ricerche.
Serata plumbea, quella nella quale ho provato l’ Apex™ Pro di Camelbak: la tasca con zip rivestita in PU impermeabile è stata perfetta, vanno citati i preziosi Inserti catarifrangenti ma anche la tasca sicura portacellulare e tasche elasticizzate.
Il resto è il racconto di una silenziosa corsa notturna. Ci si guadagnano le stelle, in avventure come queste: lontano dalla luce, con gli occhi che lacrimano freddo, i fotoni che arrivano da migliaia di anni luce di distanza puntellano il cielo in un emozionante tappeto di bellezza estasiante. Poi arriva qualche lampione a rovinare tutto, ma si ritorna nel silenzio, nel rumore secco di un sasso, nel rigoglio dell’acqua, nell’aria che passa tra le fronde. Il verso di un uccello, un clacson lontano che ci riporta alla realtà.
Realtà, appunto. Altri dettagli dell’Apex™ Pro di Camelbak: lo pazio di stivaggio per snack e accessori, la doppia cinghia al torace regolabile, il fischietto d’emergenza Blocca tubo, l’anello portachiavi e soprattutto lo spazio più ambito, quello sul petto, quello che contiene le due borracce morbide da mezzo litro, fonte di salvezza nell’arsura e fonte di piacevole distensione quando di corre di notte lungo un fiume.
C’è poco altro da aggiungere, è stato come usare l’aereo per fare cento chilometri. Zainetti come questi meritano vette innevate, ultratrail, avventure nelle quali si mette in discussione il senso stesso della vita e della morte.
Capiteranno, di certo capiteranno questa estate. Ma per ora va bene così, la bellezza della sicurezza in luoghi amici. Le avventure verranno, e saranno ancora più belle.