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Sabato 13 luglio, la storia dell’Abbazia di Sant’Eustachio protagonista de “I sabati dell’Abbazia”

Si parlerà della storia dell’Abbazia di Sant’Eustachio sabato 13 luglio alle ore 11.00 in occasione del quarto appuntamento della rassegna culturale “I sabati dell’Abbazia” che vede protagoniste la storia, l’arte e la poesia.

Sarà Maria Grazia Cecchini, storica dell’arte, a presentare il tema “Le abbazie benedettine tra XI e XIII secolo. Il caso singolare dell’Abbazia di Sant’Eustachio, raccontandoci il complesso sistema di alleanze tra signori del Medioevo, che esibisce amicizie e scelte di campo attraverso il raffinato strumento del linguaggio architettonico. Le stesse pietre della chiesa abbaziale di Nervesa della Battaglia, che ospita l’incontro e che sono state recentemente restaurate dalla Giusti Wine, ci parlano dei legami tra potenti, nonostante gli scarsi documenti giunti fino ad oggi: l’edificio deve, infatti, la sua nascita agli intrecci tra i Conti di Treviso, l’aristocrazia veneziana e Matilde di Canossa. Nel ‘500 ospita Monsignor della Casa che vi compone il Galateo.

Maria Grazia Cecchini è autrice de “Il Bosco e l’Abbazia. I nobili Giusti e il Montello”, un libro che fa riaffiorare antiche e inedite storie intorno al bosco di roveri della Serenissima, regno di popolani, nobili, briganti e poeti.

L’ultimo sabato dell’Abbazia è atteso per il 27 luglio: Letture zanzottiane: Il poeta e la natura infranta a cura di SeLALUNA

Info: tel. 0422.1836285 – 320.2696169 oppure e-mail info@abbaziasanteustachio.com

Web: www.abbaziasanteustachio.com

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L’Abbazia di Sant’Eustachio: storia, recupero e promozione culturale

Una bolla di papa Alessandro II del 1062 testimonia l’esistenza dell’Abbazia di Sant’Eustachio, fondata da Rambaldo III di Collalto e dalla madre Gisla. I Collalto, famiglia di stirpe longobarda, avevano perso la loro influenza su Treviso a favore del vescovo locale il cui potere, non soltanto religioso, si espandeva di anno in anno. Con la fondazione del monastero, quindi, essi contrapponevano a questa autorità un’istituzione indipendente e direttamente sottoposta al pontefice, il quale non vedeva di buon occhio l’espansione dei vescovi trevigiani, sostenitori dell’imperatore.

Tra il Cinquecento e il Seicento l’abbazia divenne un importante polo culturale: tra i suoi illustri ospiti, ricordiamo Pietro Aretino, Monsignor Giovanni Della Casa che qui compose il noto Galateo, e la poetessa Gaspara Stampa.

Tra il 1744 e il 1819, il complesso fu guidato dal preposto Vinciguerra VII di Collalto, uomo colto e capace che lo trasformò in un’importante azienda agricola retta da esperti e studiosi e la salvò alle soppressioni napoleoniche. Nel 1865, le autorità ecclesiastiche giudicarono inutile questa istituzione e trasferirono il titolo di abate al vescovo di Treviso.

Dopo la Rotta di Caporetto, l’edificio si ritrovò in prossimità del fronte del Piave e subì pesanti danneggiamenti. Le rovine, lasciate all’incuria, sono state di recente rivalorizzate con due restauri, uno nel 1992 e un secondo importante nel 2017 a opera della società agricola Giusti Dal Col.

Giusti è un imprenditore canadese originario della zona, che nel 2004 ha deciso di valorizzare questo territorio, vocato sin dall’epoca della Serenissima Repubblica di Venezia ai vini di qualità. Partito da soli due ettari di vigneto, ha sviluppato con passione il suo progetto di promozione del territorio attraverso il vino, arrivando oggi a oltre 70 ettari vitati distribuiti in dieci tenute. Sei anni fa la decisione di avviare il recupero ambizioso di un frammento significativo della storia italiana grazie al restauro dell’antica Abbazia di Sant’Eustachio.

Seicento giorni di lavoro hanno restituito fascino, vita e cultura al monastero, che oggi risplende più che mai immerso tra i vigneti e circondato da antiche mura anche grazie agli eventi, le mostre e le manifestazioni organizzate.

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La scrittura è una malattia, che cura da vent’anni con tutto il giornalismo possibile: ha lavorato per due quotidiani, una televisione e mezza dozzina di riviste, guidato da direttore responsabile magazine e siti internet. Autore di un libro storico sul secondo dopoguerra e di un romanzo di narrativa, ama firmare reportage di viaggio ed è membro del Gruppo italiano stampa turistica. Si emoziona per un calice di Prosecco o per una alchimia di gusti nel piatto. Runner per passione, ha vissuto più maratone di quanto potesse sognare ma trova quiete solo correndo tra i monti e nelle note della moonlight sonata di Beethoven. Vive con Ketra, tre gatti e un cane zoppo. È il direttore di Storie di Eccellenza.

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