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Polemica dentro la Docg del Prosecco, le Cantine Sociali spiegano la loro posizione

Alcune considerazioni sulla proroga dell’elezione del Consiglio del Consorzio C.V.
Le cantine cooperative tra verità e mistificazioni
Le tre cantine cooperative alla luce di alcune dichiarazioni rese a margine dell’assemblea
dei soci del Consorzio tenutasi il 13 aprile u.s., e apparse sulla stampa locale, desiderano
ristabilire la verità dei fatti e stigmatizzare alcuni giudizi o volute distorsioni delle posizionie
del ruolo delle cantine sociali e dei loro soci viticoltori sulle recenti vicende del Consorzio.
– RINVIO DEL VOTO. Le tre cooperative del C.V. hanno aderito alla mozione proposta
in assemblea di rinvio del voto per il rinnovo degli organi del Consorzio in
conseguenza della nota pec del Direttore Generale del Ministero delle Politiche
Agricole pervenuta il 9 aprile che “riteneva di procrastinare il termine indicato per
la nomina dei componenti gli organi sociali …” in quanto “…le interpretazioni
dello Statuto comporterebbero un effetto distorsivo della rappresentatività del
Consorzio…” e si creerebbe “un contrasto tra le modalità di assegnazione dei seggi
e quelle di ripartizione dei voti tra le categorie della filiera”. Le affermazioniriportate,
non sono “di parte” o “opinabili” ma sono dichiarazioni dell’Organo che vigila
sull’operato del consorzio e al quale tutti i Consorzi delle denominazioni d’Italia si
rivolgono per decisioni relative a modifiche dei disciplinari di produzione, rese, statuti
ecc. Inoltre il Ministero, si legge nella nota inviata, ha risposto a precise “note
pervenute da alcuni componenti del Consiglio di Amministrazione”, che non
sono certamente i consiglieri delle cooperative. Ricordano che il ministero, quale
organo di vigilanza, può disporre il commissariamento qualora non vengano rispettate
le sue direttive. Infine, per le cantine Cooperative il voto per il rinnovo degli organi
sociali si poteva tenere oltre un anno fa, alla naturale scadenza del mandato,
come si sono svolti tutti i precedenti rinnovi. E’ noto a tutti che le cantine sociali hanno
fatto in autonomia un “passo indietro” in merito alle c.d. “pluri- candidature”. Il nodo
della questione rimane la rappresentanza dei viticoltori delle Coop. che secondo la
“maggioranza consigliare” non possono essere rappresentati dal Presidente della
propria cantina a cui hanno dato delega.
– PESO DELLA COOPERAZIONE NEL CONSORZIO DOCG. I voti delle tre cantine
sociali se sommati tra loro rappresenterebbero al massimo il 29-30% dei voti
complessivi (se considerati anche i voti dei propri viticoltori) e non la maggioranza
assoluta dei soci del Consorzio. Tuttavia esse costituiscono:
o circa il 60% della produzione totale di uva (che diventa addirittura il 90% se
riferito al numero dei viticoltori prevalenti);
o circa il 42% della produzione di vino Prosecco Superiore;
o e circa il 20% delle bottiglie prodotte di Conegliano Valdobbiadene.
All’interno del Consiglio di Amministrazione addirittura il peso della cooperazione è di
3 Consiglieri su 15 totali (1 solo rappresentante per ogni azienda);
– VITICOLTORI EROICI. Le cantine cooperative rappresentano inoltre il 92% dei 1.752
viticoltori soci del Consorzio (circa 1600 soci, risultando quindi determinanti al fine
del riconoscimento “erga omnes” del Consorzio). La media di superficie coltivata da
ogni socio delle Cantine cooperative è di circa 1,5 ettari. Non sono viticoltori
“latifondisti” e più di altri sono occupati nelle c.d. “rive eroiche” poste sulle
sommità delle colline in posizioni impervie, svolgendo tutti i lavori a mano con il
proprio sudore e fatica (sfalcio, irrorazione, compresa la vendemmia a mano). Le
Cooperative rappresentano quindi in modo più autentico i c.d. “viticoltori
eroici”. Sicuramente non rappresentano gli interessi dei “viticoltori col Suv”,
proprietari di estesi vigneti che spesso si avvalgono di manodopera “straniera” e o
stagionale e che considerano la viticoltura come un “business”.
– RICONOSCIMENTO E TUTELA DEL TERRITORIO (DA VALORIZZARE). Le
Cooperative da sempre hanno cercato di sensibilizzare la propria base sociale ad un
approccio consapevole alle coltivazioni ecosostenibili e alla difesa della salute
dell’uomo e dell’integrità dell’ambiente. Hanno sempre sostenuto con coraggio le
scelte del Consorzio di questi anni in materia di protocollo viticolo volto a far
adottare atteggiamenti virtuosi in ambito fitosanitario ed agronomico che si è
concretizzato in uno strumento di riferimento utile a tutti gli agricoltori al fine di
individuare i prodotti sempre meno impattanti. Il riconoscimento delle colline come
patrimonio dell’umanità è motivo di orgoglio in particolare per i viticoltori delle
cooperative, naturale riconoscimento del lavoro svolto dai propri progenitori nel
corso degli anni, soprattutto in quelli in cui la coltivazione della vite nelle nostre colline
non era così remunerativa come oggi. Le Cooperative infatti nascono proprio nel
primo dopoguerra anche per sostenere economicamente il reddito “piccoli
agricoltori”. Un grazie quindi a quei “pochi” che hanno creduto e che si sono spesi
nel raggiungimento dell’importante traguardo. Negli ultimi periodi notiamo però uno
“sgomitare” di “tanti” per salire sul carro vincente. Ad avviso della cooperazione
però, il territorio non deve essere visto come occasione di speculazione bensì come
opportunità per offrire il meglio ai turisti e visitatori che vorranno scoprile le bellezze
di questo angolo di Veneto. I viticoltori devono rimanere i naturali custodi di
questo paesaggio, un territorio che abbiamo ereditato dai nostri genitori ma che
dobbiamo conservare e tramandare ai nostri figli.
– IMPORTANZA DEL RUOLO DI TUTTI. Le Cooperative non cercano maggiore
visibilità nelle iniziative del consorzio, non lo hanno mai fatto, a differenza dialtri.
Non hanno mai preteso di essere ritenuti i più “bravi”… Anzi, sono consapevoli delle
straordinarie capacità di alcuni uomini di impresa che hanno contribuito a rendere
conosciuto e apprezzato il prodotto delle colline del Conegliano Valdobbiadene e di
questo ne rendono sicuramente merito. Sono tuttavia convinte che nessuno deve
sopraffare l’altro. Nessuna categoria deve primeggiare a scapito dell’altra. O si vince
tutti insieme o si perde tutto.
– COLLABORAZIONE E NON CONTRAPPOSIZIONE CON LE ALTRE
DENOMINAZIONI. Non è mai stato in discussione la questione relativa alla fusione
tra i vari consorzi del Prosecco. Quando si parla di “sinergia” con altre denominazioni
significa appunto riconoscere le differenze e le peculiarità di ogni
denominazione, dei rispettivi valori e potenzialità al fine di mettere assieme risorse
per “azioni condivise” nei vari mercati o per la tutela. Lo scontro non può che
portare alla confusione e a sprecare energie. La nostra denominazione e il suo
territorio, hanno un potenziale notevole tutto da costruire e far conoscere anche in
considerazione del recente riconoscimento UNESCO.
– NOMINA INDISPENSABILE DEL DIRETTORE DEL CONSORZIO. Le cooperative
infine sono da sempre convinte che si debba trovare un nuovo direttore per far
funzionare al meglio la macchina consortile. In questi tempi abbiamo dovuto però
registrare veti incrociati nell’attuale gruppo di maggioranza. Ci auguriamo che il
prossimo CDA provveda alla nomina in tempi brevi.
Questi sono alcuni punti in cui le cooperative e i loro associati credono e intendono portare
avanti. Il resto sono “chiacchiere da osteria”, o come si potrebbe dire oggi “argomenti per le
discussioni sui social”.
Franco Varaschin – Cantina Produttori Valdobbiadene
Piero De Faveri – Cantina Colli del Soligo
Giuseppe Collatuzzo – Cantina di Conegliano e Vittorio Veneto

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