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LE BOLLICINE DI ASOLO E IL PLURIPREMIATO ALICEA, I GRANDI VINI DELLA CANEVA DEI BIASIO ALL’HOME FESTIVAL

Non solo grande musica, al festival di Treviso dal 29 agosto al 2 settembre ci sarà l’osteria della Caneva dei Biasio. “La più amata per le ombre”

 

Calici di vino e grandi live. Saranno cinque giorni di festa e degustazioni a Treviso, all’Home Festival, evento che per la nona edizione porterà circa centomila persone in zona ex Dogana. Nella stupenda location del festival, in mezzo a mille allestimenti, sul lato destro del main stage ci sarà anche l’osteria della Caneva dei Biasio.

Fin dalle prime edizioni di Home Festival, infatti, l’azienda vinicola a conduzione famigliare operativa da circa un secolo a Riese Pio X, nel Trevigiano, è presente con la propria “osteria mobile”, uno stand che cerca di clonare le emozioni che si provano nelle cantine e nelle enoteche venete. Vengono servite le classiche “ombre” alla spina, in degustazione il Merlot dei vigneti trevigiani, ma anche un bianco frizzante nato da uve Glera e un Chardonnay delle nostre zone. Si può mangiare qualcosa coi classici paninetti alla porchetta e alla soppressa, ma anche divertirsi con gli “osti”, pronti a darvi consigli e a brindare con voi.

Per i più raffinati sarà messa a disposizione anche una elegante scelta delle migliori bottiglie dell’azienda. A partire da Alicea, il taglio bordolese annata 2013 che, appena immesso sul mercato, sta già ottenendo enormi successi: ha infatti appena ottenuto il “The WineHunter Award 2018” al Merano Wine Festival con un punteggio compreso tra gli 88 e gli 89 punti. “Esprime alta qualità, piacevolezza, eleganza e armonia”, hanno scritto i giurati nel diploma di merito.

Ma ci sarà anche il Prosecco Docg superiore di Asolo, in versione brut: una chicca riservata agli appassionati delle sacre bollicine trevigiane, che di solito si trovano in versione extra dry. Accanto a queste novità assolute, anche la gamma dei grandi classici aziendali: il gusto minerale del Manzoni Bianco, il bouquet floreale del Pinot Grigio, il frizzante ed eccentrico colore violaceo del giovane Raboso, la tannicità e la forza del Cabernet.

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La scrittura è una malattia, che cura da vent’anni con tutto il giornalismo possibile: ha lavorato per due quotidiani, una televisione e mezza dozzina di riviste, guidato da direttore responsabile magazine e siti internet. Autore di un libro storico sul secondo dopoguerra e di un romanzo di narrativa, ama firmare reportage di viaggio ed è membro del Gruppo italiano stampa turistica. Si emoziona per un calice di Prosecco o per una alchimia di gusti nel piatto. Runner per passione, ha vissuto più maratone di quanto potesse sognare ma trova quiete solo correndo tra i monti e nelle note della moonlight sonata di Beethoven. Vive con Ketra, tre gatti e un cane zoppo. È il direttore di Storie di Eccellenza.

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