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La demografia d’impresa nelle province di Treviso e Belluno al 30 settembre 2017

Torna a crescere il numero delle imprese nelle due province, al netto di compensazioni fra terziario e industria, a Treviso non succedeva da un quinquennio. Ancora negativo, nella marca trevigiana, il confronto con l’anno precedente, soprattutto per le costruzioni e il commercio, anche se la variazione negativa d’imprese (-115 unità) risulta molto meno intensa rispetto a quella di un anno fa (-673 unità).

 

Dopo la grande contrazione di imprese durante la crisi il saldo delle iscrizioni e cessazioni torna ad essere positivo.” – sottolinea il Presidente Mario Pozza – “E’ sicuramente un riscontro importante anche se non sufficiente considerato che i dati tendenziali sono ancora negativi, seppur in forma attenuata rispetto a quelli delle annualità precedenti. Bisognerebbe avviare un nuovo ciclo di imprese innovative: gli scenari attuali non mancano di fornire spunti per nuovi modelli di business, ma sarebbe anche auspicabile che norme, burocrazia e credito non togliessero la voglia di fare impresa, soprattutto tra i giovani.

Provincia di Treviso

Al 30 settembre 2017 lo stock di imprese attive provinciali, pari a 79.909 unità, ritorna a crescere rispetto al trimestre precedente (+139 unità, +0,2%), come non succedeva da più di un quinquennio a parità di periodo osservato (3° trimestre su 2° trimestre). Il confronto su base annua (settembre 2017 su settembre 2016) fa emergere un trend ancora negativo (-115 unità; -0,1%), ma ben lontano dalla variazione tendenziale riscontrata al 30.09.2016 (-673, -0,8%) e dalle stesse variazioni annue registrate a partire da settembre 2010.

L’aumento della consistenza, rispetto a giugno 2017, è il risultato di una compensazione tra settori che crescono e settori che accusano comunque una leggera diminuzione. Il maggiore contributo positivo viene dal settore dell’agricoltura che quest’anno sta tornando a crescere dopo le forti contrazioni subìte dal 2009 e la fase di stabilità delle ultime due annualità. Il comparto registra, in particolare, +46 nuove imprese rispetto a giugno 2017 e +179 unità rispetto ad un anno fa ed è sostenuto soprattutto dalle attività dicoltivazione di uva che già tre mesi erano in forte aumento sia su base congiunturale (+96 imprese rispetto a marzo 2017) che tendenziale (+298 unità rispetto a giugno 2016).

Mantengono un trend complessivamente positivo, sia congiunturale che tendenziale, i servizi alle imprese e alle persone: i primi guadagnano +72 imprese nel trimestre, grazie in particolare alle attività professionali, scientifiche e tecniche (+31), alle attività finanziarie e assicurative (+20) e a quelle di supporto alle imprese (+20); i servizi alle persone crescono di +35 imprese su base congiunturale per il contributo positivo di tutte le attività del settore.

Il settore delle costruzioni, con +8 imprese rispetto a giugno 2017, risulta sostanzialmente stazionario rispetto al trimestre precedente mentre è quello che evidenzia la perdita più importante su base annua (-216 imprese).

Risultano invece in diminuzione, sia su base congiunturale che tendenziale, il manifatturiero, il commercio, i pubblici esercizi e le attività immobiliari. All’interno del manifatturiero (-5 imprese nel trimestre e -48 nell’ultimo anno) risulta in ripresa il settore della metalmeccanica (rispettivamente +8 e +10 unità) anche se non in grado di compensare la diminuzione delle imprese del sistema moda (rispettivamente -21 e -16 unità). Il commercio perde 14 imprese nel trimestre e 187 unità nell’anno e conserva il segno negativo sia nella tipologia all’ingrosso (-19 e -59 unità) che al dettaglio (-15 e -148 unità). Infine sia il settore alloggio e ristorazione che quello delle attività immobiliari perdono 10 imprese su base trimestrale e rispettivamente -9 e -91 unità rispetto ad un anno fa.

Anche l’insieme delle imprese artigiane evidenzia un lieve recupero rispetto a giugno 2017 (+15 imprese, che passano da 23.091 a 23.106 unità) mentre permane il trend negativo su base annua (-212 imprese) anche se in attenuazione rispetto alla variazione tendenziale dell’anno precedente (-319 unità). La lieve crescita su base trimestrale, grazie al buon recupero dei servizi alle imprese (+12) ed alle persone (+14), non è riuscita tuttavia a compensare le perdite all’interno del manifatturiero (-9 imprese) e dei pubblici esercizi (-8 unità) a fronte tuttavia di una stazionarietà per le costruzioni (+1 unità), settore che invece accusa le maggiori perdite su base annua (-145 unità) insieme al manifatturiero (-126).

 

Analisi cumulata delle iscrizioni e delle cessazioni ai primi 9 mesi del 2017

L’analisi dei flussi delle iscrizioni e delle cessazioni, effettuata sui primi nove mesi degli ultimi tre anni, evidenzia, il segno positivo sul saldo in provincia di Treviso (+169 imprese, al netto delle cessazioni di ufficio) dopo una serie di annualità con saldi negativi.

In questo quadro, si nota in particolare il recupero delle iscrizioni, soprattutto tra il 2016 ed il 2017 che passano da 3.839 a 3.981 unità (+142) a cui si aggiunge, per lo stesso periodo, anche una diminuzione delle cessazioni, in particolare se consideriamo quelle al netto delle cessazioni effettuate dall’Ufficio Registro Imprese per motivi amministrativi (da 3.948 a 3.812 unità). E’ sicuramente un segnale positivo di tornare a fare impresa anche se dietro il fenomeno delle iscrizioni non c’è necessariamente una nuova impresa ma anche una possibile trasformazione d’impresa.

 

Provincia di Belluno

In provincia di Belluno, al 30 settembre 2017, la consistenza delle sedi attive è pari a 14.487 imprese, in crescita di 51 unità (+0,4%) rispetto alla consistenza di giugno 2017 e sostanzialmente in linea (-2, -0,0%) con quanto rilevato al 30 settembre 2016.

L’analisi puntuale rivela che i contributi positivi, sia rispetto a giugno 2017 che rispetto all’anno precedente, sono determinati dall’agricoltura (rispettivamente +12 e +31 imprese), dall’alloggio e ristorazione (+17 e 25 unità), dai servizi alle imprese (+9 e +15) e dai servizi alle persone (+7 e +15) mentre il commercio cresce solo su base congiunturale (+21).

Le flessioni sia su base congiunturale che tendenziale sono a carico delle attività manifatturiere (-9 imprese nel trimestre e -23 unità nell’anno, di cui -16 unità, rispetto a settembre 2016, nell’industria del legno) e delle costruzioni (rispettivamente -8 e -52).

In perfetta stazionarietà il settore artigiano che, rispetto a fine giugno 2017, evidenzia ancora qualche impresa in meno nel manifatturiero (-5 unità) e nelle costruzioni (-6 unità) a fronte di qualche impresa in più nei servizi alle persone (+8). Il dato tendenziale resta tuttavia negativo (-72 imprese rispetto alla situazione di settembre 2016) ed in lieve intensificazione rispetto al valore tendenziale dell’anno precedente (-59 unità).

 

Analisi cumulata delle iscrizioni e delle cessazioni ai primi 9 mesi del 2017

Anche per la provincia di Belluno il saldo cumulato delle iscrizioni e cessazioni d’impresa, ai primi 9 mesi dell’anno ed al netto delle cessazioni, risulta in crescita (+24 unità).

Le iscrizioni sono 670, in crescita di +23 unità rispetto all’anno precedente mentre le cessazioni pari a 646 unità, risultano in lieve calo rispetto a quanto rilevato nello stesso periodo dell’anno precedente (652).

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La scrittura è una malattia, che cura da vent’anni con tutto il giornalismo possibile: ha lavorato per due quotidiani, una televisione e mezza dozzina di riviste, guidato da direttore responsabile magazine e siti internet. Autore di un libro storico sul secondo dopoguerra e di un romanzo di narrativa, ama firmare reportage di viaggio ed è membro del Gruppo italiano stampa turistica. Si emoziona per un calice di Prosecco o per una alchimia di gusti nel piatto. Runner per passione, ha vissuto più maratone di quanto potesse sognare ma trova quiete solo correndo tra i monti e nelle note della moonlight sonata di Beethoven. Vive con Ketra, tre gatti e un cane zoppo. È il direttore di Storie di Eccellenza.

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