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Il Van Gogh di Marcon in mostra, personale di Lionello Trabuio a cura di Massimo Zanta

21 ottobre 1945 – 20 marzo 2018

È un artista da scoprire, dice la dott.ssa Palladino, critico d’arte. “È da scoprire nelle motivazioni del suo fare pittura, nella chiarezza del suo messaggio, nella sua potente forza visionaria.” La biografia, scritta da Mirja Vihla e pubblicata in novembre 2019 dalla casa editrice LINEA edizioni di Padova, ci accompagnerà attraverso le varie tappe della vita di Lionello e ci aiuterà a scoprire e a conoscere l’artista che c’era in lui.

Lionello Trabuio era il maestro del trasvisismo. Dopo l’illuminazione avuta a 57 anni a Volpago, guardando dalla finestra la nevicata che nascondeva il paesaggio alla vista, Lionello trovò il suo mezzo espressivo, il suo linguaggio, che  egli chiamò ‘trasvisismo’ – vedere, non vedere, per poi rivedere. Scrive Mirja Vihla: “Era come l’aveva sempre voluto – niente di copiato, assimilato o imparato da altri, era suo, uscito dalla sua essenza, dall’artista che c’era in lui.” Dice ancora Mirja Vihla: “…per Lionello un quadro era sempre un atto comunicativo, come un suo pensiero ‘scritto’ a colori – voleva trasmettere un messaggio, una sua visione del mondo e della società ma, più di tutto, voleva toccare il cuore di chi si fermava a osservare, voleva condividere le sue emozioni e suscitarne altre.” Davanti ai quadri di Lionello alla sua biografa echeggiano nella mente le parole del Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry: ”Se toccate, toccate davvero, in profondità sotto la pelle, dritto al cuore. Se parlate, dite ciò che pensate veramente a costo di scoprirvi in disaccordo e se guardate, guardate fino in fondo all’anima”.

 

L’Amministrazione Comunale di Marcon è felice di contribuire alla mostra per ricordare, onorare e far meglio conoscere alla comunità locale, l’artista marconese Lionello Trabuio. Le opere pittoriche che saranno esposte al Centro Culturale del suo paese natale, cercheranno di rendere testimonianza alla sua personale produzione pittorica, che lo stesso artista ha battezzato con il nome di Trasvisismo: colori intensi, contrasti decisi, paesaggi e forme generati da brevi e decise pennellate per trasmettere i propri sentimenti ed esaltare la bellezza nelle sue varie forme. Anche se non più fra noi, Lionello Trabuio continua a essere presente e salutare i suoi compaesani dall’affresco sul sofltto della chiesa di San Liberale donato alla collettività. Un sincero tributo da parte di tutti noi.

 

 

Lionello Trabuio si riflette con il grande pittore fiammingo Van Gogh per la forza dell’uso del colore

e il segno grafico. Nel colore materico e vivace emerge l’energia e la forza che solo la sofferenza sa esprimere nella estrema sincerità di chi la vive. Il segno nervoso e a tratti violenti non nascondono il lato naif delle sempre narrate origini di Lionello Trabuio. In sintesi le opere di Lionello Trabuio possono definirsi l’espressione più sincera e travagliata della sofferenza ma con la chiara volontà di esprimere un messaggio positivo di futuro vivace e colorato. Il colore attrae, affascina, colpisce il visitatore, mentre il segno, il disegno e l’uso importante della materia ti accompagna dolcemente in un’ipotetica

caccia al tesoro dove scopri con stupore: occhi, visi, mani, paesaggi e simboli, in un caleidoscopio dove l’osservatore è libero di interpretare il messaggio celato ma non può mai sfuggire al senso di inquietudine che trasmette. Verità e sincerità oggi ne troviamo sempre meno perchè siamo contaminati da stereopiti dalle false e illusorie vicinanze del web. Il Trasvisismo, l’espressione artistica coniata da Lionello celebra l’importanza dell’amore come unica e insostituibile soluzione a tutti i problemi dell’uomo.

Massimo Zanta

 

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La scrittura è una malattia, che cura da vent’anni con tutto il giornalismo possibile: ha lavorato per due quotidiani, una televisione e mezza dozzina di riviste, guidato da direttore responsabile magazine e siti internet. Autore di un libro storico sul secondo dopoguerra e di un romanzo di narrativa, ama firmare reportage di viaggio ed è membro del Gruppo italiano stampa turistica. Si emoziona per un calice di Prosecco o per una alchimia di gusti nel piatto. Runner per passione, ha vissuto più maratone di quanto potesse sognare ma trova quiete solo correndo tra i monti e nelle note della moonlight sonata di Beethoven. Vive con Ketra, tre gatti e un cane zoppo. È il direttore di Storie di Eccellenza.

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