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Fabio Pompanin protagonista di Chef al Massimo porta i sapori di Cortina d’Ampezzo a FICO

Tra veri intenditori ci si riconosce al volo: ecco perché tra i 33 grandi chef presenti alla decima edizione di Chef al Massimo non poteva mancare Fabio Pompanin. Dopo l’impegnativa trasferta nella cucina di Casa Italia, quartier generale degli azzurri alle Olimpiadi di Pyeongchang, in compagnia del collega Graziano Prest, lo chef sarà a Bologna, a FICO.

Appuntamento il 2 settembre: lo chef e titolare del Ristorante Al Camin di Cortina d’Ampezzo partirà in direzione del più grande parco agroalimentare al mondo, dove sono attese 2.500 persone: i biglietti, come di consueto, sono andati letteralmente a ruba. La manifestazione, ideata e organizzata a Monzuno, trasferita a Sasso Marconi nel 2017, trova quest’anno una prestigiosa collocazione all’interno della principale vetrina del Made in Italy alimentare, nell’area degli orti. È già il terzo anno consecutivo che lo chef ampezzano partecipa alla kermesse organizzata in onore di Massimo Zivieri, pioniere della “carne etica e consapevole”.

Pompanin porta con sé a FICO un pizzico di Dolomiti: è l’unico chef proveniente dalla provincia di Belluno, ed è stato chiamato insieme a professionisti da tutta Italia ad “interpretare” la carne della macelleria Zivieri, indimenticato maestro. E così, tra i 5 menù in programma, contraddistinti da un colore, ecco fare capolino il suo “Hamburger di testina di vitello, cappuccio, salsa honey mustard” abbinato a un calice di Fontanafredda. Poca apparenza, tanta sostanza racchiuse in una ricetta semplice, essenziale, il cui segreto sono gli ingredienti e la cura estrema nella preparazione.

Una sintesi della filosofia ai fornelli di Fabio Pompanin, che ha appreso fin da piccolo il rispetto della materia prima. A Cortina d’Ampezzo sceglie personalmente gli ingredienti, conosce in prima persona i produttori, si affida a filiere controllate del territorio: i latticini vengono dalle malghe, la carne, le uova, i salumi da allevatori di fiducia. Non mancano Doc, Dop e Igp, a garanzia della qualità.

L’hamburger versione Pompanin si trova all’interno del menù Giallo, in compagnia di piatti curati da chef emiliani e di un dolce preparato da Gino Fabbri, uno dei padri della pasticceria italiana.

Al Camin
Il Ristorante Al Camin è stato ristrutturato nel 2012 dall’architetto Ambra Piccin in stretta collaborazione con i titolari Fabio e Lorena con la volontà di innovare pur mantenendo intatta la tradizione, per valorizzare l’atmosfera unica del locale.

Il risultato è un connubio tra passato e presente in un elegante percorso emozionale. Dall’ingresso con il bar in stile moderno, ispirato al grande designer Giò Ponti, alla sala ristorante con un’impronta tradizionale dove, alle pareti, compaiono rappresentazioni delle arti ampezzane e dei vecchi mestieri: tessitura, ebanisteria, tarsia, forgiature del ferro, pizzi. I dettagli – tutti realizzati a mano da artigiani locali con materiali naturali – raccontano una storia antica.

Con la sua sala dall’atmosfera intima e raccolta, l’ambiente raffinato, caldo ed accogliente, il Ristorante Al Camin è “un bel posto dove ci si sente a proprio agio” (FinderFood su Tripadvisor).

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La scrittura è una malattia, che cura da vent’anni con tutto il giornalismo possibile: ha lavorato per due quotidiani, una televisione e mezza dozzina di riviste, guidato da direttore responsabile magazine e siti internet. Autore di un libro storico sul secondo dopoguerra e di un romanzo di narrativa, ama firmare reportage di viaggio ed è membro del Gruppo italiano stampa turistica. Si emoziona per un calice di Prosecco o per una alchimia di gusti nel piatto. Runner per passione, ha vissuto più maratone di quanto potesse sognare ma trova quiete solo correndo tra i monti e nelle note della moonlight sonata di Beethoven. Vive con Ketra, tre gatti e un cane zoppo. È il direttore di Storie di Eccellenza.

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