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Confartigianato del Veneto unitamente a tutte le realtà locali, come AsoloMontebelluna sta dando voce alle numerose richieste di “riapertura e l’urlo d’aiuto” delle nostre aziende

“È opportuno che i nostri soci sappiano che l’Associazione sta facendo il possibile per tornare alla
normalità, per quanto possibile e nel rispetto della sicurezza, cercando di mettere uno stop alla logica
degli ATECO per far aprire subito chi può garantire la sicurezza.”
Il Presidente di Confartigianato Imprese AsoloMontebelluna Fausto Bosa, dopo gli interventi sul Tg di
emittenza locale, sulla stampa di quotidiani e testate on line e sui social, torna a marcare la necessità di una
ripresa controllata e monitorata.
“Se non agiamo quanto prima la grande questione della liquidità delle aziende non può che precipitare
ulteriormente; l’appello lanciato fin da subito #sepaghiverraipagato come previsto purtroppo non è stato
rispettato da tutti. Alle porte di importanti scadenze di fine mese, si moltiplicano le segnalazioni di mancati
pagamenti ed insoluti. Una pratica da sconfiggere con tutti i mezzi e, a chi realmente presenta le difficoltà,
dovrebbe essere concesso un modo per accedere a finanziamenti garantiti al 100% dallo Stato, al
pagamento delle fatture.”
Confartigianato al momento è in prima linea per elaborare e garantire soluzioni efficaci in particolare sui
seguenti ambiti:
– valutazione di ulteriori soluzioni in termini di accesso al credito per le imprese
– analisi per l’avvio della Fase 2, con la programmazione della riapertura delle attività produttive in
concertazione con le Parti Sociali, il tutto ora al vaglio dei tecnici per far scaturire soluzioni a misura di
artigianato e piccola impresa.
Al momento Bankitalia stima una perdita di 9 miliardi di PIL a settimana con la chiusura e la nostra regione
contribuisce per un buon 10%. A sostegno di una pronta apertura, anche i dati che denotano come il
settore artigianale in Veneto abbia delle caratteristiche che lo pongono in condizioni di favore nel rispettare
le regole:
a) Il 60% dell’artigianato Veneto è costituito da ditte individuali e quindi senza dipendenti; il 40% del
nostro manifatturiero non ha dipendenti ma è costituito da titolari, soci e collaboratori familiari. Persone
che lavorano da soli quindi oppure con i propri familiari e che quindi possono applicare quanto richiesto in
estrema sicurezza e semplicità
b) Il nostro manifatturiero con dipendenti (moda metalmeccanica mobili etc, con una media di 4,5
dipendenti per impresa) è una straordinaria rete di piccole imprese distribuite uniformemente nel territorio
regionale (il 70% dedicato alla subfornitura -circa 20 mila con 100 mila addetti, linfa vitale per le tante
produzioni del made in Italy). I loro dipendenti abitano nella maggior parte dei casi nello stesso comune
dell’impresa o in quelli limitrofi e si recano al lavoro con mezzi propri. Non c’è nessun problema di mezzi
pubblici o modalità di arrivo scaglionate.
c) Il nostro mondo delle costruzioni con l’applicazione corretta delle misure di prevenzione e uso dei
DPI, di cui sono già abituati da tempo all’utilizzo, è in grado di operare con il distanziamento sociale
stabilito
Confidando allora che su questi aspetti si rivolga l’attenzione del Governo, auspichiamo ad una
programmazione di riapertura immediata e controllata.

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La scrittura è una malattia, che cura da vent’anni con tutto il giornalismo possibile: ha lavorato per due quotidiani, una televisione e mezza dozzina di riviste, guidato da direttore responsabile magazine e siti internet. Autore di un libro storico sul secondo dopoguerra e di un romanzo di narrativa, ama firmare reportage di viaggio ed è membro del Gruppo italiano stampa turistica. Si emoziona per un calice di Prosecco o per una alchimia di gusti nel piatto. Runner per passione, ha vissuto più maratone di quanto potesse sognare ma trova quiete solo correndo tra i monti e nelle note della moonlight sonata di Beethoven. Vive con Ketra, tre gatti e un cane zoppo. È il direttore di Storie di Eccellenza.

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