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Colbertaldo: danni da grandine pesanti ai vigneti

Due anni fa la gelata, quest’anno la grandine. Per i viticoltori di Colbertaldo un’altra primavera infausta, che fa partire male la stagione per la viticoltura. La grandine di venerdì scorso, molto intensa e con raffiche di vento, ha fatto strage di germogli nei vigneti colpendo soprattutto Colbertaldo, Vidor, ma in parte minore una parte di vigneti in pianura di Valdobbiadene, specie nella zona di Santo Stefano e Guia e poi, nel Comune di Miane, ha preso nel mirino Campea e Combai, spingendosi anche verso Cison, Follina e Revine.

A fare le spese del fortunale sono stati i germogli, come spiega Franco Adami, della sezione viticoltori di Confagricoltura Treviso,  che ha otto ettari di vigneti a Colbertaldo e sta facendo la conta dei danni: “In questo periodo i germogli sono in piena fase di crescita – spiega – , ma sono ancora molto teneri e si spezzano facilmente. La grandine li ha tranciati in due, facendo cadere le inflorescenze e spezzando anche i rami. In certi vigneti a Colbertaldo io ho anche il 70% di danni e così alcuni miei colleghi. Un disastro. I germogli spezzati significano che una parte della produzione andrà persa. Ci sarà qualche ricaccio, qualche tralcio potrà buttare ancora grappoli, però il danno fatto è irreparabile. Tra un mese vedremo comunque la vera entità dei danni”.

Un brutto colpo per i viticoltori della zona, che ancora ricordano la gelata di due anni fa, che colpì i vigneti sempre in aprile, danneggiando i germogli. “Questa botta però è peggiore per noi – sottolinea Adami -, perché i germogli spezzati non li recuperi più e perché la grandinata, in questa stagione, è davvero un evento anomalo. Molti non si sono ancora assicurati, proprio perché non se l’aspettavano”.

Colpiti anche i frutteti, anche se in maniera meno pesante. Domenico Marcolin, della sezione frutticoltori di Confagricoltura, spiega che tutta la zona del Montebellunese è stata colpita da quella che in dialetto chiamano “frandina”, cioè grandine mischiata ad acqua. “I frutti non sono perduti, però sono tutti segnati. Io ho molti albicocchi con frutti segnati, che naturalmente saranno deprezzati. Nella zona di Maser a essere colpite sono le ciliegie. Anche in quel caso i frutti sono solo segnati, però questo andrà a incidere sul prezzo del prodotto”.

“È un danno importante, che colpisce una zona tra le più importanti del Prosecco. Un dispiacere iniziare la stagione così – commenta Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto -. I tecnici di Avepa sono fuori da sabato per quantificare l’entità del danno. La grandine colpisce a fasce, basti dire che Susegana e Pieve di Soligo non sono state toccate. Speriamo che l’estensione delle zone colpite sia limitata”.

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La scrittura è una malattia, che cura da vent’anni con tutto il giornalismo possibile: ha lavorato per due quotidiani, una televisione e mezza dozzina di riviste, guidato da direttore responsabile magazine e siti internet. Autore di un libro storico sul secondo dopoguerra e di un romanzo di narrativa, ama firmare reportage di viaggio ed è membro del Gruppo italiano stampa turistica. Si emoziona per un calice di Prosecco o per una alchimia di gusti nel piatto. Runner per passione, ha vissuto più maratone di quanto potesse sognare ma trova quiete solo correndo tra i monti e nelle note della moonlight sonata di Beethoven. Vive con Ketra, tre gatti e un cane zoppo. È il direttore di Storie di Eccellenza.

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