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XIII  edizione di Chiave Classica

Musica cameristica, repertorio antico, sinfonica e il ritorno dell’opera. Riparte, per la tredicesima edizione, Chiave Classica, la stagione musicale ideata dal Conservatorio di musica Agostino Steffani, giunta alla XIII edizione, che seleziona il meglio dei progetti espressi nell’anno per consentire al pubblico di esplorare sentieri meno conosciuti del repertorio ma anche di ascoltare i migliori studenti e docenti dello Steffani.

«E’ un’occasione importante per proporre una stagione musicale strutturata al territorio, con approfondimenti storici e omaggi a importanti anniversari- spiega Paolo Troncon, direttore del Conservatorio Agostino Steffani– In questo il Conservatorio onora la cosiddetta terza missione, quella della disseminazione del sapere e della cultura musicale»

Venerdì 23 gennaio la stagione inaugura con un concerto del duo formato da Damiano Scarpa (violoncello) e Alessandro Taverna (pianoforte). In programma la Sonaya n°1 in mi minore op.38 per violoncello e pianoforte di Johannes Brahms e Pohàdka VII/5 di Leos Janacek. Scritta nel 1910, questa breve pagina, che significa «racconto», figura come prima opera compiuta nel disordinato e frammentario catalogo delle composizioni cameristiche di Janacek. Sono gli anni in cui il compositore porta a compimento la sua opera di ricerca e di studio dei materiali folclorici moravi, culminante nel saggio sui canti nazionali e cechi in Slesia e Moravia;

Venerdì 6 febbraio il conservatorio apre ad un live-set sperimentale a cura di Matteo Franceschini, vincitore al Festival di Venezia e candidato all’Oscar con la colonna sonora del film Vermiglio di Maura Delpero.

Gravity è un live-set elettronico che presenta l’album d’esordio di TOVEL (nome d’arte di Fracneschini). Con il suo primo album Tovel propone un universo musicale originale e coinvolgente «sovvertendo i codici della musica classica ed elettronica, eludendo il confine tra creazione preparata (la pagina scritta) e performance. In Gravity le sonorità acustiche si intrecciano con i timbri e le sequenze esplosive dei sintetizzatori modulari»

Giovedì 19 febbraio è in cartellone un evento a cura delle classi di musica da camera: in scena Domenico Nordio (violino), Marca Radaelli (violoncello) e Filippo Faes (pianoforte insieme agli studenti Matilde Pellizzari e Marta Zambon (violino), Ivan Zasso (violoncello) e Christian Barraco (violoncello). L’itinerario musicale, dal titolo «Il sorriso e la ferita» vedrà in esecuzione “Souvenir de Florence” op70 di P.I.Tchaikovsky che evoca suggestioni dal viaggio in Italia e il Quintetto per pianoforte e archi op.57 scritto da D.Shostakovich in tempo di guerra.

Venerdì 27 marzo l’orchestra sinfonica del Conservatorio di musica Agostino Steffani sarà in scena con la concertazione di Alessio Allegrini. Alessio Allegrini è Primo Corno Solista dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, della Lucerne Festival Orchestra e dell’Orchestra Mozart fondata da Claudio Abbado. All’età di 22 anni viene scelto dal Maestro Riccardo Muti come Primo Corno alla Scala di Milano. È stato Primo Corno ospite in prestigiose orchestre internazionali (Berliner Philharmoniker, Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, New York Philharmonic, Cleveland Orchestra e Mahler Chamber Orchestra).

Ludus in Fabula è il titolo del concerto che giovedì 9 aprile vedrà un focus sulla letteratura ispirata al mondo dell’infanzia. Walter Vestidello, docente di violoncello al Conservatorio di musica Agostino Steffani, ha curato la trascrizione per quintetto d’archi con pianoforte di alcuni capolavori di genere quali la suite dallo “Schiaccianoci” di P.I.Tchaikovsky, alcuni numeri dall’Album per fanciulli di A. Khachaturian, Children’s corner di C.Bebussy e J.D’enfants di G.Bizet. In scena Emy Bernecoli e Marta Zambon (violino), Mario Paladin (viola), Walter Vestidello (violoncello) ed Elisa Marion (pianoforte).

Il 23 aprile Roberto Scalabrin presenta un progetto dedicato a Giusto Pio dal titolo “Inedito Castellano” con un ricordo di inediti dedicati al celebre musicista, la presenza del coro di clarinetti Clarinettensemble e la partecipazione straordinaria del fisarmonicista Simone Zanchini.

Chiave Classica chiude il 7 maggio con la rappresentazione de «Il Filosofo di campagna» di Baldassarre Galuppi nella revisione di Ermanno Wolf-Ferrari. Un progetto che vedrà in scena le classi di canto del Conservatorio A.Steffani. La regia è affidata a Marco Bellussi mentre la direzione sarà a cura di Roberto Zarpellon.

Il filosofo di campagna è un’opera di Baldassare Galuppi su libretto di Carlo Goldoni. La prima rappresentazione avvenne a Venezia il 26 ottobre 1754. Il libretto fu scritto da Carlo Goldoni, che unì la sua poetica alla musica elegante del compositore e segnò l’inizio del “dramma giocoso” che si diffuse successivamente in tutto il Vecchio Continente.
La prima andò in scena a Venezia al Teatro San Samuele nel 1754, qualcuno la definì magistrale, effettivamente il successo fu immediato e venne rappresentata in tutta Europa.

Tutti i concerti inizieranno alle 20

Si rinnova, alle 19,15, l’appuntamento con i «Dialoghi» in teatro, occasione preziosa per conoscere gli artisti e approfondire il programma.

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