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VIAGGIATORI DEL COSMO. Meteoriti & Co. – In anteprima, presentata oggi la nuova mostra al Museo Civico di Montebelluna

E’ stata presentata questa mattina in anteprima la nuova mostra del Museo Civico di Montebelluna: “Viaggiatori del Cosmo. Meteoriti & Co.” che sarà inaugurata ufficialmente domani, sabato 2 dicembre.. Un’esposizione dal profondo valore scientifico, un percorso attraverso l’affascinante e misterioso universo spaziale ed i suoi “abitanti”, i viaggiatori del Cosmo, appunto.

Oltre al Sole, ai pianeti interni e ai loro satelliti naturali, il Sistema Solare comprende anche altri corpi celesti, molto numerosi: asteroidi, meteore, meteoriti e comete. Questi termini, che talvolta vengono confusi fra loro, identificano oggetti celesti ben definiti, distinti l’uno dall’altro.

Prendendo spunto da importanti eventi astronomici – nel 2018 la NASA metterà in orbita il satellite Sentinel per scoprire asteroidi potenzialmente pericolosi per la vita sulla Terra; il 2018 e il 2019 vedranno delle eccezionali eclissi lunari totali – e anniversari significativi – il 20 luglio 2019 si celebrano i 50 anni dallo sbarco sulla Luna -, la mostra presenta le caratteristiche di questi corpi celesti minori, veri e propri viaggiatori del cosmo, che hanno una grande valenza scientifica poichè racchiudono importanti informazioni relative alla storia dell’Universo e all’evoluzione della vita sul pianeta Terra. Inoltre, questi oggetti celesti sono spesso legati all’immaginario collettivo in quanto protagonisti di eventi storici, di film catastrofici e di leggende.

L’esposizione accosta a questi aspetti antropologici, informazioni scientifiche generali e di dettaglio e accanto agli oggetti, trovano spazio postazioni interattive e multimediali che consentono di comprendere al meglio le caratteristiche di asteroidi, meteore e comete, postazioni che consentono ad ogni visitatore di vivere la visita come un’esperienza coinvolgente dove ognuno è protagonista del proprio percorso di conoscenza.

Nel percorso espositivo sarà anche possibile scoprire interessanti reperti: collezioni di meteoriti, modelli di sonde spaziali, riproduzioni di tute spaziali e ricostruzioni di habitat extraterrestri (come la Luna e Marte). Un grande contributo è stato fornito da Matteo Chinellato che possiede la più importante collezione di meteoriti in Italia, costituita da quasi 700 pezzi diversi dei quali circa 200 saranno esposti in mostra. Tra questi anche meteoriti lunari, marziani, ma anche altri campioni molto famosi, che risalgono a cadute storiche come quelle di Barbotan e di l’Aigle, entrambe dei primi del 1800 o la “Chelyabinsk”, ovvero la meteorite che, la mattina del 15 febbraio 2013, nella regione a sud degli Urali in Russia ha attraversato l’atmosfera e colpito la terra.

La mostra gode di significativi e prestigiosi patrocini, oltre a quelli della Regione del Veneto e della Provincia di Treviso, anche l’Asi (Agenzia Spaziale Italiana), l’Esa (Agenzia Spaziale Europea), l’Inaf (Istituto nazionale di Atrofisica). Importante anche la collaborazione con l’Agenzia spaziale Russa che ha concesso l’uso dell’applicazione “In space we trust” che consente di ripercorrere la storia della conquista dello spazio.

A corredo e sostegno della mostra sono previste varie attività che avranno per approfondire le tematiche dell’esposizione, offrendo opportunità di riflessione e discussione a diversi livelli su alcuni degli aspetti proposti, dalla scienza, alla tradizione e alla storia. Sono in programma serate speciali dedicate con laboratori e visita alla mostra, un cineforum dedicato, conferenze e incontri con l’esperto, serate a tema che prevedono l’apertura della specola e la visita alla sala di astronomia.

Commenta il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero: ”La mostra dedicata alle meteoriti ci traghetta verso la commemorazione nel 2019 dei cinquant’anni dalla conquista della luna offrendo ai visitatori un campione di messaggeri celesti che portano il richiamo misterioso dello spazio profondo, studiato da astronomi, fisici e chimici e dipinto quale nuova frontiera per l’uomo nei film e romanzi di fantascienza. Pezzi di roccia e metallo, cuociuti nel ventre di quelle stelle, che dopo la rivoluzione galileiana, non sono più per l’umanità fiaccole appese a sfere celesti che eternamente girano sopra al mondo mortale, bensì luci degli infinti mondi sognati da Giordano Bruno, spettri di un universo che non funziona più secondo le leggi meccaniche di Newton, perché Einstein ha dimostrato che lo spazio e il tempo sono relativi. Vorremmo aggredirlo il Cielo, con la hybris prometeica del Von Braun che ha portato l’uomo sulla luna dopo aver incendiato Londra con le V2, ma intanto abbiamo perduto il paesaggio stellato nell’età dell’inquinamento, non solo luminoso”.

Commenta l’assessore alla cultura di Montebelluna, Debora Varaschin: “Da tempo immemore il cosmo e i corpi celesti catturano la curiosità di donne e uomini di tutte le età e a tutte le latitudini, stimolando in loro la voglia di scoperta e conoscenza. Il museo si apre all’accoglienza di quanti desiderano approfondire i “viaggiatori del cosmo” naturali e artificiali. Le comete, gli asteroidi, le navicelle e le sonde spaziali sono da sempre al centro di eventi storici, letteratura e film. La mostra vuole far riflettere il visitatore sulla significativa valenza scientifica di questi oggetti, partendo dalle emozioni che suscitano in molti di noi. Vuole rappresentare un’occasione educativa per il grande pubblico, abbracciando i target più variegati dalle scuole alle famiglie, passando per i singoli visitatori, divulgando puntualmente una materia così vasta come l’astronomia e fornendo i corretti strumenti di interpretazione e le conoscenze specifiche rispetto agli aspetti scientifici, fisici e storici”.

Spiega la direttrice del Museo civico di Montebelluna, Monica Celi: “Questa è una mostra a misura di tutti: bambini e adulti e anche delle persone con disabilità. Sono infatti utilizzati linguaggi diversi che si adattano ai diversi target a seconda degli stili di apprendimento di ogni persona. L’ampia esperienza maturata dal Museo in questi anni, attraverso una formazione specifica seguita in ambito internazionale, ci ha permesso di costruire codici di comunicazione differenziati e tarati sui visitatori. All’interno della mostra sono così previsti percorsi paralleli in relazione alle fasce d’età ed una particolare attenzione è stata posta nel rendere il percorso della mostra fruibile anche da ipo e non vedenti mentre per le persone sorde sono disponibili delle proposte specifiche con video informativi che utilizzano la lingua dei segni italiana”.

VIAGGIATORI DEL COSMO. Meteoriti & Co.

Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna – Treviso

Via Piave 51, 31044 Montebelluna TV

tel. 0423.300465 fax 0423.602284

e-mail info@museomontebelluna.it www.museomontebelluna.it #viaggiatorimeteoriti @museomontebellu

Dal 2 dicembre 2017 al 28 luglio 2019

ORARIO D’APERTURA A PUBBLICO

Da dicembre a maggio: dal martedì al venerdì ore 14.30 – 17.30; sabato e domenica ore 10.00 – 18.00

Da giugno a settembre: sabato e domenica ore 10.00-18.00

Apertura per gruppi e scuole su prenotazione: orario continuato, tutti i giorni dalle 9.00 alle 17.00.

Chiuso il lunedì e nei giorni di Natale, Capodanno, Pasqua, I Maggio, 2 Giugno, 15 Agosto, 1 Novembre.

I temi della mostra

La mostra è pensata con un approccio interdisciplinare in relazione ai diversi corpi celesti (asteroidi, meteoriti e comete) e presenta i seguenti temi: origine e morfologia (composizione, aspetto, classificazione), astrofisica, storia e cultura (dall’arte, alla letteratura, al cinema), il rischio da impatto, l’evoluzione della vita sulla Terra e le grandi estinzioni. Inoltre, troveranno spazio in sezioni separate e integrati lungo il percorso espositivo i temi legati all’astronautica e all’esplorazione e ricerca spaziale: dai primi satelliti e sonde, alle missioni con animali e piante fino ai viaggi spaziali di Homo sapiens, con uno sguardo al futuro.

Tre sezioni

Il percorso è articolato in tre sezioni in cui vengono presentati i corpi celesti minori: comete; asteroidi; meteore e meteoriti:

  • sezione dedicata all’astronautica ed alla ricerca spaziale (in questa sezione, il pubblico potrà interagire con robot della linea Lego Mindstorm);

  • sezione sulla tematica delle grandi estinzioni;

  • sezione dedicata agli aspetti culturali (cinema, letteratura, musica, poesia ecc). Uno spazio sarà dedicato anche alla moda spaziale mentre l’esposizione si chiude con uno spazio-cinema in cui i visitatori potranno guardare una selezione di filmati scientifici, storici e cinematografici (documentari, simulazioni al computer e spezzoni di film famosi).

Le meteoriti da non perdere

Frammenti di meteoriti lunari

Frammenti di meteoriti provenienti da marte

Hoba – frammento della più grande meteorite del mondo

Ensisheim – frammento della meteorite recuperata nel 1492

Murchison – frammento della meteorite nella quale sono stati trovati amminoacidi

La meteorite Alfianello – frammento della più grande meteorite caduta in italia (228 kg)

I numeri della mostra

Frammenti di meteoriti esposte: 210

Mq esposizione: 320

Peso del frammento della meteorite piu’ grande : 32 kg

Peso del frammento della meteorite più piccola: 0,1 gr.

Dimensioni della meteorite più grande: 34x23x17 cm.

Postazioni multimediali e exhibit interattivi : 20

Postazioni bimbi : 8

Giorni di apertura: 603

Mq di grafica del suolo lunare : 18 mq

Quando la scienza diventa solidale: il legame con l’Università di Camerino: una sezione speciale per la sonda Rosetta

La mostra, nonostante sia improntata ai temi scientifici, nasconde anche un valore solidale.

Essa infatti conferma l’importante legame tra due realtà museali, il Museo civico di Montebelluna e il Sistema Museale dell’Università di Camerino che da tempo interagiscono e si scambiano saperi e materiali.

E’ quanto è avvenuto nei mesi scorsi quando Sistema Museale dell’Università di Camerino ha organizzato un tour itinerante in più tappe nelle Marche in cui è stata riproposta l’esposizione temporanea “Super Natural, quando la realtà supera la fantasia!” che era andata in scena a Montebelluna tra il 2013 ed il 2015. Un’iniziativa carica di significati visto che si tratta di una mostra che il Museo montebellunese ha concesso in prestito gratuito come sostegno per la ripresa delle attività dell’Unicam, l’Università di Camerino, dopo gli eventi sismici del 2016 che avevano colpito molti luoghi marchigiani.

Ora è invece l’Università marchigiana a fornire materiali al Museo di Montebelluna che ospiterà una sezione alla sonda spaziale Rosetta che orbita da molti mesi intorno alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko e la sta accompagnando nel suo viaggio di avvicinamento verso il Sole per studiarne caratteristiche e composizione. Eccezionale anche l’atterraggio, avvenuto il 12 novembre scorso, del modulo Philae sulla superficie della cometa: un evento unico, un’impresa mai tentata prima, preparata con cura dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ed iniziata circa undici anni fa, con il lancio della sonda da Kourou, nella Guyana francese. Nella sezione ci sarà anche il materiale messo a disposizione dall’Esa e dallo Space Group di ECSITE (European Network of Science Centres and Museums), attraverso pannelli espositivi, in parte interattivi, filmati ed applicazioni multimediali, exhibit realizzati anche in collaborazione con la Sezione di Fisica della Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Unicam, per raccontare questa avventura unica per il genere umano e tentare di rispondere a numerose domande sull’origine della vita sulla Terra, sull’esplorazione del cosmo, con l’obiettivo di rendere il tema comprensibile anche ad un pubblico di non addetti ai lavori.

COMITATO SCIENTIFICO

Monica Celi

Giorgio Vaccari

Emanuela Gilli

Angela Trevisin

Romano Serra

Mattia Vaccari

Giuseppe Galletta

Mario Di Martino

Matteo Chinellato

Maria Chiara Invernizzi

Alessandro Blasetti

Giuseppe Crocetti

Maria Luisa Magnoni

Romano Serra

Nato a San Giovanni in Persiceto nel 1954, lavora presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna in qualità di tecnico. Ha studiato gli effetti biologici sugli alberi sopravvissuti all’evento Tunguska: la grande esplosione siberiana, di origine cosmica, del 1908. Ha partecipato a diverse spedizioni nel deserto del Sahara per lo studio e la ricerca di testimonianze inerenti agli impatti di corpi extraterrestri. Da anni segue l’attività del “Museo del Cielo e della Terra” del Comune di S.Giovanni in Persiceto, dove ha allestito anche una completa collezione di oltre 600 meteoriti.

L’Unione Astronomica Internazionale gli ha attribuito l’asteroide 5302 col nome di “Romanoserra”.

Mattia Vaccari

Laureato in Fisica e un Dottorato in Scienze e Tecnologie Spaziali presso l’Universita’ di Padova, ha lavorato presso l’Imperial College di Londra, l’Università di Padova e la University of the Western Cape di Citta’ del Capo. E’ ora impiegato presso l’Institute for Data Intensive Astronomy di Citta’ del Capo. Il suo principale interesse di ricerca è l’evoluzione delle galassie nel corso della storia dell’Universo e, dopo avere a lungo lavorato a missioni spaziali dell’ESA e della NASA, attualmente si occupa della preparazione delle osservazioni di galassie lontane con lo Square Kilometre Array (SKA), un telescopio radio di nuova generazione la cui costruzione comincerà nel 2020 tra Sud Africa e Australia.

E’ esperto scientifico per gli aspetti di divulgazione didattica in occasione delle iniziative collaterali alla mostra Fabio Lanza, Presidente del Gruppo Naturalistico Bellona

Giuseppe Galletta

Nato nel 1954, si è laureato a Padova in Astronomia nel 1975, è stato esercitatore di Struttura della Materia (1976-78), borsista al CNR (1977-79), astronomo presso l’Osservatorio Astronomico di Padova (1979-1986). Ha insegnato in varie lauree e diplomi delle Università di Padova e Milano Bicocca. Attualmente tiene gli insegnamenti di Astronomia, di Astrobiologia e di Astrophysics of galaxies.

Nel 1978 ha scoperto una categoria di galassie con struttura allungata, provando direttamente l’esistenza di strutture triassiali, già ipotizzata da J. Binney. Ha pensato di utilizzare la simmetria degli anelli di gas come traccianti del potenziale delle stelle, rivelandone la geometria oblata, prolata o triassiale. Oltre alle ellittiche triassiali ha discusso di alcune galassie a disco, quali NGC 2685, definite “possibilmente correlate” con le prime, anticipando la scoperta delle galassie con anelli polari.

Nel 1986, Galletta ha scoperto la prima S0 in cui il disco di gas ruota in senso opposto al disco di gas (controrotazione) e nel 1995 la prima Spirale in controrotazione. Questo fenomeno fisico non dovrebbe essere possibile a causa della ‘two stream instability’ dinamica. La sua esistenza ha rappresentato la prova evidente che l’evoluzione delle galassie continua dopo la loro formazione con eventi successivi di acquisizione di materia dall’esterno. Dopo il 1995, ha iniziato esperimenti di Astrobiologia con geologi e biologi, progettando e costruendo un apparato di simulazione dell’ambiente marziano in cui studiare il metabolismo cellulare in ambienti estremi (laboratorio LISA) che ha operato dal 2006 al 2010. Dal 2006 collabora a lavori di struttura ed evoluzione delle galassie con astronomi di diversi osservatori italiani ed esteri.

Mario Di Martino

Nato a Viareggio nel 1947, è un astronomo e divulgatore scientifico italiano. È astronomo presso l’Osservatorio astronomico di Torino di Pino Torinese e personaggio di spicco nella comunità degli astronomi Italiani.

Il suo principale campo di ricerca è lo studio dei corpi minori del Sistema Solare (asteroidi e comete). Negli ultimi anni la sua attività si è indirizzata prevalentemente allo studio dei fenomeni da impatto di corpi cosmici sulla Terra e alla ricerca di crateri da impatto, anche con sopralluoghi (ad esempio, nel caso dell’Evento di Tunguska). Ha all’attivo più di 100 pubblicazioni su riviste scientifiche specializzate e numerosi Progetti Europei, svolti in collaborazione con enti di tutto il mondo (inclusa la NASA).

È membro della dell’International Astronomical Union e dell’American Astronomical Society. È un attivo ed entusiasta divulgatore, avendo tenuto numerose conferenze e redatto numerosi articoli per il grande pubblico. Di Martino collabora con il quotidiano La Stampa e i mensili di divulgazione scientifica Le Stelle e l’edizione online della rivista Focus, mentre in passato è stato un collaboratore della rivista mensile “L’Astronomia”. Come riconoscimento per il lavoro svolto, nel 2000 gli è stata assegnata la Targa Giuseppe Piazzi e nel 2009 il premio Gal Hassin, mentre l’International Astronomical Union (IAU) ha dedicato all’asteroide 3247 il nome Di Martino. Nel 2009 il Comune di Isnello (PA) gli ha conferito la cittadinanza onoraria.

Matteo Chinellato

Veneziano, 42 anni, fotografo professionista, si è specializzato nella micro-macro fotografia mineralogica-gemmologica con diverse pubblicazioni di libri del settore mineralogico italiano e su riviste di mineralogia italiane ed estere. E’ uno dei fotografi ufficiali della Rivista Mineralogica Italiana. Nel settore meteoritico estero ha collaborato con varie riviste come Meteorite! o Voyage, oltre a diversi libri dedicati. Ha scritto e pubblicato due libri sulle meteoriti: “A Caccia di Meteoriti” e “Le Meteoriti Italiane”. Ha scoperto personalmente 5 meteoriti nel territorio italiano e recuperato altre due meteoriti tramite ricerca con annunci su riviste del settore.

Possiede la più importante collezione di meteoriti in Italia che conta quasi 700 pezzi e vale almeno 400 mila euro. Ci sono meteoriti lunari, marziani, ma anche altri campioni molto famosi, che risalgono a cadute «storiche» come quelle di Barbotan e di l’Aigle, entrambe dei primi del 1800 o la «Chelyabinsk», la meteorite che, nel 2013, nella regione a sud degli Urali in Russia ha attraversato l’atmosfera e colpito la terra.

I suoi campioni sono stati esposti in diverse mostre a tema, oltre in programmi televisivi come UnoMattina, Geo & Geo, La Macchina del Tempo etc..Sua la meteorite NWA 1054-1052 dove è stato scoperto il nuovo minerale Melliniite oltre ad aver scoperto anche una meteorite marziana acquistata in un lotto di meteoriti provenienti dal Marocco.

Maria Chiara Invernizzi

Ricercatrice confermata presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università “Camerino” (SSD Geo 03). Ha conseguito il dottorato di Ricerca presso l’Università di Perugia nel 1990 e durante il periodo di Post-Doc la sua attività di ricerca si è focalizzata principalmente sui temi dell’analisi meso e micro-strutturale in rocce sedimentarie e metamorfiche e, successivamente, sullo studio di inclusioni fluide nei minerali per la risoluzione di problemi geologico-strutturali (responsabile del Laboratorio di Inclusioni Fluide per l’analisi microtermometrica presso il Dipartimento di Scienze della Terra di UniCam). In collaborazione con ricercatori italiani e stranieri, ha utilizzato in modo integrato diversi metodi d’indagine (catodoluminescenza, isotopi stabili, maturità della materia organica, mineralogia delle argille, fission tracks) finalizzati alla miglior definizione dell’evoluzione geotermobarometrica di unità tettoniche e dell’interazione fluidi-roccia. Ha collaborato e svolto ricerche presso l’ETH di Zurigo, il Fluid Research Laboratory del Virginia Polytechnic Institute (Blacksburg, VA – USA) diretto dal professor R. Bodnar, e presso il Laboratoire de Tectonique dell’Universitè Paris Sud 11 – Orsay. Ha collaborato nell’ambito di gruppi di ricerca nazionali per la ricostruzione della storia deformativa, termica e di esumazione in aree complesse (in particolare, Appennino meridionale, Pirenei, Alpi occidentali) e per l’analisi di rocce di faglia in sistemi di faglie attive (Appennino centrale e meridionale). Di recente ha ripreso studi microstrutturali sui processi di dissoluzione per pressione. Ha coordinato Unità di Ricerca nell’ambito di Progetti di Ricerca nazionali (CNR-Agengia 2000, Prin 2004). E’ stata Delegato rettorale per l’Orientamento di Ateneo (fino al 2004), e referente del Rettore per la Comunicazione esterna convenzionale (fino all’ottobre 2011). Dal 2007 è direttore del Polo Museale di Ateneo.

Alessandro Blasetti

Nato a Roma nel 1962, si è laureato in Scienze Biologiche presso l’Università “La Sapienza” di Roma nel 1986. Dopo la laurea continua a frequentare l’Istituto di Zoologia dell’Università di Roma ed il reparto di Psicologia Comparata del C.N.R. partecipando a ricerche riguardanti l’ecologia e l’etologia del lupo e del cane rinselvatichito (Canis lupus), la stimolazione da immagine riflessa e l’autoriconoscimento nel Cebo dai cornetti (Cebus apella).

Quindi negli anni seguenti svolge prima, come borsista C.N.R., attività di ricerca presso l’Istituto per la Difesa e la Valorizzazione del Germoplasma Animale di Milano. Quindi collabora presso il Museo di Scienze Naturali dell’Università di Camerino e dal 2007 è Responsabile di Settore per il Museo di Scienze Naturali.

In questi anni, oltre a provvedere alle normali funzioni museali quali la raccolta, lo studio, la catalogazione e la conservazione dei reperti naturalistici, si è particolarmente orientato verso la progettazione e la realizzazione dei percorsi espositivi fissi e delle numerose mostre temporanee del Museo.

Ha curato la realizzazione di indagini conoscitive sui Musei scientifici e le collezioni naturalistiche presenti sul territorio marchigiano per conto del Centro Beni Culturali della Regione Marche e nell’ambito del Progetto Finalizzato “Beni Culturali” del CNR. Ha curato la progettazione e la realizzazione della sperimentazione didattica “Un Museo per Giocare” in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Regione Marche.

E’ membro del Comitato Scientifico dell’Associazione “Il Paesaggio dell’Eccellenza”, della Consulta delle Associazioni Museali delle Marche in rappresentanza dell’ANMS, del Consiglio Direttivo dell’Associazione Nazionale Musei Scientifici (ANMS) e del Consiglio di Amministrazione dell’Istituzione Macerata Cultura.

Giuseppe Crocetti

Nato a Camerino nel 1964, si è laureato in Scienze geologiche all’Università degli Studi di Camerino nel 1990, ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione di geologo nel 1993. Ha collaborato per il rilevamento dei danni sismici subiti da Pescia, frazione di Norcia, in seguito al terremoto del 1979 e con il Centro di Calcolo dell’Università degli Studi di Camerino per l’organizzazione del Festival dell’elettronica. Ha collaborato anche con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’UniCam e presso lo stesso Dipartimento è nominato cultore delle materie di mineralogia, laboratorio di mineralogia, petrografia, cristallografia, geochimica e geologia applicata. Viene quindi nominato dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Chieti cultore di mineralogia e laboratorio di mineralogia.

Dal 1996 lavora presso l’Università degli Studi di Camerino mentre dal 2014 è stato assegnato al Polo museale di Ateneo dove si occupa delle iniziative didattico-scientifiche ed espositive

Maria Luisa Magnoni

Laureata in Scienze Biologiche nel 1983 presso l’Università di Camerino, ha svolto attività di ricerca presso l’Istituto di Zoologia e Anatomia Comparata della medesima Università dal 1984 collaborando con il gruppo di ricerca di Anatomia Comparata. Dal 1991 lavora presso il Museo di Scienze Naturali dell’Università degli Studi di Camerino.

In questi anni, oltre a provvedere alle normali funzioni museali quali la raccolta, lo studio, la catalogazione e la conservazione dei reperti naturalistici, si è particolarmente orientata verso la progettazione e la realizzazione dei percorsi espositivi fissi e delle numerose mostre temporanee del Museo.

Ha curato la realizzazione di indagini conoscitive sui Musei scientifici e le collezioni naturalistiche presenti sul territorio marchigiano per conto del Centro Beni Culturali della Regione Marche e nell’ambito del Progetto Finalizzato “Beni Culturali” del CNR.

Ha curato la progettazione e la realizzazione della sperimentazione didattica “Un Museo per Giocare” in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Regione Marche.

Dal 1992 è membro dell’ANMS (Associazione Nazionale Musei Scientifici).

Ha svolto attività di formazione in Italia ed all’estero su argomenti inerenti la Museologia, la Museografia, la comunicazione e la didattica museale.

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La scrittura è una malattia, che cura da vent’anni con tutto il giornalismo possibile: ha lavorato per due quotidiani, una televisione e mezza dozzina di riviste, guidato da direttore responsabile magazine e siti internet. Autore di un libro storico sul secondo dopoguerra e di un romanzo di narrativa, ama firmare reportage di viaggio ed è membro del Gruppo italiano stampa turistica. Si emoziona per un calice di Prosecco o per una alchimia di gusti nel piatto. Runner per passione, ha vissuto più maratone di quanto potesse sognare ma trova quiete solo correndo tra i monti e nelle note della moonlight sonata di Beethoven. Vive con Ketra, tre gatti e un cane zoppo. È il direttore di Storie di Eccellenza.

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