Da Venezia a Barcellona, il 15 giugno è scesa in piazza l’Europa del Sud per dire basta all’overtourism. Unexpected Italy, startup italiana che vuole riscrivere le regole del viaggio chiamata all’ONU e citata dal The Guardian, propone “luoghi inaspettati” per evitare le masse. La founder, Elisabetta Faggiana: “Le vere cause del turismo di massa? La pigrizia ed il guadagno facile.”
Anche Venezia ha partecipato alle manifestazioni internazionali contro l’overtourism promosse dalla rete Set – Sud Europa contro la desertificazione. Da Barcellona a Lisbona, i manifestanti chiedono che le città non diventino alberghi, denunciando la trasformazione degli spazi urbani in luoghi esclusivamente turistici. A Venezia, gli attivisti di OCIO (Osservatorio Civico Indipendente sulla Casa e la Residenzialità) hanno sfilato da Piazzale Roma al Tronchetto per protestare contro la costruzione di nuovi hotel, come due edifici del gruppo Hilton. In altri paesi sono state usate le pistole ad acqua contro i turisti, suscitando polemiche tra chi difende l’indotto economico e chi è stanco di quella che ormai è considerata una vera e propria “invasione”.
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“Non saranno le pistole ad acqua a fermare il turismo di massa. Servono soluzioni concrete, sistemiche e quotidiane”, interviene sul tema Elisabetta Faggiana, fondatrice e CEO di Unexpected Italy. “Noi ad esempio lavoriamo per proporre delle alternative reali, per far sì che quei flussi di denaro ed esperienze vengano redistribuiti su tutto il territorio nazionale, tutelando le comunità locali ed offrendo esperienze più vere ai visitatori. Non è solo una sfida digitale. È una sfida culturale. Stiamo costruendo una mappa d’Italia parallela, fatta di artigiani, ristoratori, produttori e host che resistono ogni giorno alla logica dei grandi numeri”.
La startup italiana, nata proprio per contrastare il turismo di massa, da tempo lotta contro i veri responsabili dell’overtourism: la pigrizia e il guadagno facile. Le cause? La pigrizia del viaggiatore che per carenza di tempo o di voglia copia e incolla itinerari da Instagram o si affida ciecamente a guide turistiche clichè. La comodità dei tour operator che continuano a vendere le solite destinazioni già sature, perché la valorizzazione del territorio non è di loro competenza. Il profitto facile di influencer di viaggio assetati di like e di residenti che svuotano i centri storici per guadagnare il triplo affittando a turisti mordi-e-fuggi su grosse piattaforme online.
“Unexpected Italy propone un ribaltamento radicale del sistema: una tecnologia costruita non sulla viralità, ma sulla profondità”, dice Savio Losito, co-fondatore di Unexpected Italy. “Non sull’hype, ma sull’autenticità. Non ci interessa portare folle davanti a una bottega. Ci interessa portarci le persone giuste. Quelle che ascoltano, comprano, imparano, rispettano. Il nostro obiettivo? Che il viaggiatore arrivi da ospite e riparta da locale. Che non collezioni tappe, ma connessioni vere. Che non si limiti a “vedere l’Italia”, ma la attraversi con senso. E mentre gli altri sparano acqua, noi riscriviamo le regole del viaggio”.
La vicentina Elisabetta Faggiana e il barlettano Savio Losito da due anni lavorano da nomadi digitali, girando l’Italia per realizzare il loro progetto traveltech che ha come obiettivo offrire un’esperienza turistica che faccia sentire “locali” i viaggiatori. È una “Lonely Planet” 3.0 geolocalizzata e targetizzata, nella quale il viaggiatore ha accesso ad itinerari digitali che permettono di personalizzare il viaggio entrando in contatto diretto con posti unici e locali.
Ad oggi, girando fisicamente luogo per luogo, conoscendo ogni singola persona e realtà, hanno mappato 12 aree territoriali italiane: Barletta, Firenze, Genova, Macerata, Matera, Milano, Modena, Roma, Torino, Valle d’Itria, Venezia e Vicenza. Ci sono proposte di centinaia di luoghi “segreti”, ma anche di artigiani che accolgono i turisti, bed and breakfast e boutique hotel dove è come vivere a casa e ristoranti che fanno della qualità un mantra. L’elenco completo è sulla loro App, disponibile negli store.
Il ruolo della startup è emerso nel loro tentativo di valorizzare il territorio del Vicentino (uno dei primi ad essere stati mappati, anche perchè terra natia di Faggiana) e ha avuto eco nel Regno Unito, sulle colonne del “The Guardian”, che segue i due fondatori da quando divennero celebri per il loro racconto della “Londra inaspettata” con la loro prima società “Unexpected London”. Le due pagine pubblicate sul giornale inglese hanno acceso il dibattito in Italia ed in particolare nel Vicentino, al centro dell’attenzione internazionale di decine di migliaia di persone che in quei giorni hanno scaricato l’App.
La startup si è presentata anche all’ONU: a giugno dello scorso anno ha partecipato al Geneve/Fribourg Entrepreneurship Forum presso il Palazzo delle Nazioni dell’ONU per un discorso contro l’overtorism. Tra gli ultimi appuntamenti a cui Faggiana e Losito sono stati a parlare, anche il Global Business Travel Association ed Il Forum sul Turismo Sostenibile organizzato da Ambrosetti, senza dimenticare le richieste di partecipazione ai vari TedX veneti.
L’iniziativa di Unexpected Italy è peraltro di estrema attualità. Infatti, l’overtourism è il problema più grave del turismo italiano. Si stima che il 70% dei turisti (tra di loro, solo cinque nazionalità rappresentano il 55% dei soggiorni stranieri: il 15% dagli Stati Uniti, Germania 12%, Francia 11%, Regno Unito 10% e dal Canada 7%) si concentra sull’1% del territorio italiano. A elaborare dati consolidati Banca d’Italia e Istat è stata The Data Appeal Company. Tra le città catalizzatrici di questi ritrovi di massa Roma, Venezia, Firenze, Milano e Napoli.
“Crediamo in un turismo che faccia bene al pianeta e alle persone”, concludono da Unexpected Italy. “Serve un cambiamento radicale nel modo in cui viaggiamo: dobbiamo muoverci con lentezza, scegliere con consapevolezza, rispettare le comunità locali e sostenere le imprese del territorio. Ogni viaggio può diventare un’occasione per valorizzare il patrimonio culturale, proteggere l’ambiente e contribuire al benessere delle economie locali. Solo così il turismo smette di essere consumo e diventa incontro, scambio, rigenerazione. Ognuno di noi, come viaggiatore o operatore, ha il potere e la responsabilità di trasformare il viaggio in una forza positiva per il futuro”.
SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – IL MANIFESTO DI UNEXPECTED ITALY
0 Abbiamo una speranza incrollabile che è possibile trasformare il turismo in una forza positiva, non solo per l’economia ma per l’ambiente, per le comunità locali e per la conservazione del nostro patrimonio culturale. Dipende da noi, come viaggiatori e operatori. Dobbiamo cambiare il modo in cui viaggiamo, quando viaggiamo e cosa facciamo quando viaggiamo per combattere l’overtourism e incoraggiare un turismo che sia positivo per la gente del posto, per l’ambiente e per i viaggiatori.
1 Ci crediamo davvero Per raggiungere questo obiettivo è necessario aumentare la consapevolezza sui danni creati dal turismo di massa e mettere in atto un sistema che aiuti i turisti a viaggiare in modo più responsabile, a interagire maggiormente con la gente del posto per esperienze più significative e personali.
2 In un modello sociale che si basa sul contributo economico, sociale e ambientale alla vita locale, riteniamo che sia necessario costruire un nuovo modello turistico basato sulla stagionalità estesa, sul rispetto dell’ambiente e sul sostegno delle imprese di proprietà locale. Un modello che si basa su standard chiari sia per gli host che per i viaggiatori, affinché ci sia rispetto reciproco e desiderio di diventare una forza positiva per il pianeta.
3 Dalla parte delle imprese locali Sostenere l’agricoltura locale, la produzione artigianale e le tradizioni locali è fondamentale in ciò che facciamo. Lo facciamo raccontando le loro storie in modi significativo e personale e offrendo ai viaggiatori l’opportunità di provarle in prima persona attraverso esperienze uniche. La promozione della filiera corta ha un impatto significativo sulla riduzione delle emissioni di CO2 (e di altri gas) nell’atmosfera, riducendo così l’effetto serra.
4 Aiutiamo le piccole imprese con politiche sostenibili, evidenziando le scelte sostenibili che hanno già fatto (dall’uso di prodotti locali, al personale locale, al riciclaggio) e dando loro obiettivi annuali per incoraggiare la sostenibilità economica, ambientale e sociale.
5 Incoraggiamo il turismo lento Lentezza come modo di esplorare, sia in termini di mobilità che in termini di sperimentare le cose dall’interno e prendersi il tempo per comprenderle veramente. Andare in bicicletta, camminare, utilizzare veicoli non motorizzati ed ecologici sono le migliori opzioni per esplorare a livello locale; i treni e altri mezzi di trasporto pubblico a basse emissioni sono ideali per le distanze più lunghe.
6 Sosteniamo le cause locali Ogni viaggiatore dovrebbe essere considerato un “locale temporaneo”, con tutti i diritti e i doveri che ne derivano. La distribuzione dei profitti derivanti dal turismo dovrebbe contribuire in modo significativo al miglioramento delle condizioni di vita dell’intera popolazione locale. Per questo destiniamo parte dei nostri ricavi ad enti e associazioni locali che sostengono attivamente le piccole imprese, l’ambiente e aiutano a preservare le tradizioni e il patrimonio culturale locale (sia materiale che immateriale).
7 Incoraggiamo la collaborazione e il networking Siamo fermamente convinti che solo insieme possiamo cambiare lo status quo. Siamo qui per aiutare le imprese indipendenti di tutta Italia a collaborare tra loro e ad unirsi per creare progetti significativi che possano posizionare l’Italia come leader nel turismo responsabile.
8 Siamo sostenitori dei viaggi accessibili Ci sono ancora troppe barriere per viaggiare. Siamo forti sostenitori del diritto alla mobilità per tutti, garantendo così l’accessibilità a persone con bisogni specifici e aiutando le imprese locali ad essere accessibili sotto tutti i punti di vista.
9 Abbiamo a cuore le scelte che facciamo in termini energetici L’Italia è ricca di acqua corrente, vento che soffia e sole caldo. Queste sono le fonti su cui ci concentriamo, ma siamo sempre alla ricerca di un’innovazione tecnologica che vada nella direzione della sostenibilità ambientale. Lavoriamo con esperti nei settori che manterranno sempre noi e i nostri membri aggiornati sul modo più innovativo per essere sostenibili. Il nostro obiettivo è: energia da fonti pulite e rinnovabili in ogni ristorante, in ogni laboratorio, in ogni fabbrica, in ogni hotel… in ogni attività ricettiva coinvolta con Unexpected Italy.
10 Crediamo nella tecnologia e nel suo potere di cambiare i comportamenti dei consumatori Utilizziamo la tecnologia e l’intelligenza artificiale per consentire agli host di rivolgersi ad un pubblico specifico durante tutto l’anno e incoraggiarli a sostenere attivamente le piccole imprese locali. Ciò aiuta a combattere l’overtourism e ad alleviare l’impatto del turismo sulle comunità locali, incoraggiando un rapporto più armonico e vantaggioso tra turisti e gente del posto.