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Un mese nelle aziende irlandesi per 75 studenti

Sono 75 gli studenti bellunesi e trevigiani impegnati in un percorso di formazione e lavoro di quattro settimane in Irlanda. I ragazzi, partiti il 16 giugno, e sono stati inseriti in cinquanta aziende irlandesi per un’esperienza che li porterà a sperimentare pratiche, mentalità e processi di lavoro differenti rispetto al contesto italiano.

Il progetto è stato curato da Metàlogos, una delle principali realtà venete di consulenza e formazione e finanziato dalla Regione Veneto nell’ambito dei corposi investimenti fatti nella formazione dei futuri lavoratori. L’attività proposta si fonda sull’intreccio tra scelte educative della scuola, fabbisogni professionali delle imprese venete e personali esigenze formative degli studenti.

«L’introduzione di percorsi scuola/lavoro nel sistema educativo ormai rappresenta il riconoscimento dell’ambito lavorativo come luogo di apprendimento», spiega il presidente di Metàlogos, Michele Dal Farra.  «I tirocini costituiscono spesso l’unica fase pratica della formazione dei giovani, l’unico momento d’incontro concreto tra il sapere teorico, che appartiene alla scuola, e quello pratico, che viene dato dall’impresa».

La scelta dell’Irlanda è stata fatta in coerenza con le politiche industriali della Regione Veneto. Il sistema produttivo e il tessuto socio-economico di riferimento è caratterizzato prevalentemente da PMI del settore manifatturiero, sempre più orientate verso i mercati internazionali e la digitalizzazione dei processi, entrambe condizioni divenute indispensabili per la loro stessa sopravvivenza. «Abbiamo selezionato 50 imprese irlandesi che hanno caratteristiche simili alla aziende venete per dimensioni, ma con una spiccata vocazione al lavoro internazionale, in cui si mescolano culture d’impresa diverse, con rapporti costanti con partner europei e internazionali e con staff compositi, ovvero con provenienze molto differenti», dice Dal Farra.

«Oggi le organizzazioni, siano esse istituzioni, imprese o enti, cercano giovani talenti con mentalità internazionale», ricorda infatti Dal Farra. «Un’esperienza come quella che abbiamo proposto è un’occasione non tanto e non solo per l’acquisizione di conoscenze specifiche, ma offre in particolare la possibilità di comprendere ambiente, concezioni e modalità operative nuove. Di fatto è un percorso che contribuisce all’apertura e mentalità internazionale che sono tra le doti più ricercate».

Gli studenti coinvolti hanno tra i 17 e 18 anni e seguono i corsi della Scuola Edile di Sedico e Treviso, dell’ITS Mazzotti (TV), ITS Luzzati Riccati (TV), Liceo A. Veronese (Montebelluna), Ist. Città della Vittoria (Vittorio Veneto).

SCHEDA

Gli scopi del progetto. Il percorso cerca di ampliare le competenze degli studenti nei seguenti ambiti:

– Lingua e Comunicazione: attraverso un inserimento graduale nell’ambiente professionale, rafforzando le conoscenze teoriche di base, lo studente conseguirà una buona capacità di uso della lingua straniera, una padronanza funzionale della lingua inglese in una vasta gamma di situazioni reali, ad es. per sostenere una discussione con sicurezza esprimendo e motivando le proprie opinioni / motivazioni / analisi / strategie.

– Tecnico professionale: lo studente tradurrà le proprie conoscenze teoriche in competenze pratiche, completando così la formazione teorica superiore ottenuta nel paese d’origine; l’acquisizione di know how nel paese ospitante rappresenta il valore tecnico conseguito attraverso il progetto di mobilità; rientrano anche le competenze informatiche e digitali funzionali sia a operare nel contesto aziendale sia ad avvicinare i tirocinanti alle applicazioni di Smart Manufacturing.

– Trasversale: attraverso un reale inserimento nella realtà lavorativa lo studente darà impulso alle proprie competenze trasversali e/o emotive, quali intraprendenza, acquisizione e gestione di responsabilità, flessibilità, autonomia, progettualità, capacità di auto apprendimento continuo, etc.; conseguirà inoltre una mentalità professionale e l’effettiva integrazione nello staff aziendale, con l’acquisizione di competenze organizzative e/o gestionali fondamentali per la buona riuscita del lavoro in team.

– Sociale: l’esperienza individuale all’interno di un gruppo aiuterà il candidato a diventare parte di / a stare insieme in un gruppo (abilità comunicative / di espressione della propria personalità / di gestione di conflitti); a dare il proprio apporto affinché l’esperienza personale e del gruppo funzioni bene (abilità di leadership / di convivialità e condivisione / di positivo progresso del progetto individuale e di gruppo).

– Culturale: la promozione di una reale cittadinanza europea attraverso il contatto con la realtà straniera farà acquisire abilità socio-culturali e una vera cultura open-mind, come ad esempio un forte spirito di comprensione delle diversità, di stili di vita diversi dai propri, una conoscenza di organizzazione e gestione della società ospitante, stimolando così se stesso e la propria cultura e favorendo una grande capacità di adattamento. L’habitus mentale che potrà sviluppare lo studente è quello del relativismo culturale, di abitudine cioè a considerare la propria cultura come una delle possibili, non l’unica, a operare confronti per evidenziare somiglianze, differenze e a ricercarne le cause, con l’effetto di guardare alla propria specificità culturale con maggiore consapevolezza. L’uso continuo della lingua in più contesti potenzierà e svilupperà competenze comunicative, essenziale per un’interazione consapevole con una cultura diversa.

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La scrittura è una malattia, che cura da vent’anni con tutto il giornalismo possibile: ha lavorato per due quotidiani, una televisione e mezza dozzina di riviste, guidato da direttore responsabile magazine e siti internet. Autore di un libro storico sul secondo dopoguerra e di un romanzo di narrativa, ama firmare reportage di viaggio ed è membro del Gruppo italiano stampa turistica. Si emoziona per un calice di Prosecco o per una alchimia di gusti nel piatto. Runner per passione, ha vissuto più maratone di quanto potesse sognare ma trova quiete solo correndo tra i monti e nelle note della moonlight sonata di Beethoven. Vive con Ketra, tre gatti e un cane zoppo. È il direttore di Storie di Eccellenza.

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