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SUSEGANA: RIAPRE LA STORICA “LOCANDA DEL PAPA” AL PONTE DELLA PRIULA, ORA CA’ DI PONTE, RINNOVATA DALLA FAMIGLIA NADAL

Era un’antica locanda che dava ristoro a chi transitava sul ponte della Priula, testimoniato sin dall’epoca romana: prima in legno e, da oltre un secolo, in muratura. Si è ora rinnovata, grazie alla famiglia Nadal -Valerio con la moglie Diana e i figli Alberto ed Enrico-, storici viticoltori che a poca distanza producono i vini della tradizione del Piave, nel rispetto dell’ambiente e senza diserbanti: è Cà di Ponte, ristorante e albergo, che viene inaugurata ufficialmente martedì 10 settembre alle ore 19 alla presenza del vicepresidente della Regione Veneto e assessore al Turismo Federico Caner e del sindaco di Susegana Vincenza Scarpa.

La locanda attraverso i secoli vide transitare eserciti e personaggi illustri: uno per tutti, il papa Pio VI, che nel 1782 si mise in viaggio per Vienna per incontrare il nuovo imperatore Giuseppe II, figlio di Maria Teresa d’Austria. Il papa e il suo corteggio attraversarono il Piave diretti a Sacile, accolti sulla sponda destra e su quella sinistra da folle di devoti. E’ certo che Pio VI scese dalla carrozza più volte per benedire i fedeli che si accalcavano lungo la strada: a quei tempi i viaggi papali erano una novità assoluta e da secoli i pontefici non oltrepassavano i confini dello Stato della Chiesa. In tempi più recenti -e tristi- il Piave, fiume sacro alla Patria, fu teatro della grande battaglia nel corso della quale anche il castello medioevale di Susegana fu pressoché distrutto. Le locande furono requisite per alloggiare i feriti e così anche le strutture da sempre destinate all’ospitalità e alla ristorazione diedero il loro contributo di solidarietà. “Proprio per questi trascorsi” dice Valerio Nadal “chiederemo per Cà di Ponte l’adesione ai Locali storici d’Italia. E per rimarcare la nostra volontà di innovare nella tradizione, secondo la logica del riconoscimento Unesco che da poco ha decretato Conegliano e Valdobbiadene Patrimonio dell’umanità, abbiamo -ad esempio- intitolato le stanze dell’albergo ai vitigni del territorio: Marzemino, Boschera, Perera, Manzoni Rosa, e, naturalmente, Refosco, Pinot Grigio, Pinot Nero, Prosecco, Raboso…”. Il locale offre ristorazione d’eccellenza sia di carne che di pesce, ma anche soluzioni più semplici per la pausa pranzo o per gli aperitivi. Anche Cà di Ponte si inserisce nel nuovo progetto per l’enoturismo sostenibile dell’intero territorio limitrofo al Piave, che prevede, tra l’altro, la ciclovia dalle Dolomiti al mare, dopo il recente restauro del ponte sul fiume.

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La scrittura è una malattia, che cura da vent’anni con tutto il giornalismo possibile: ha lavorato per due quotidiani, una televisione e mezza dozzina di riviste, guidato da direttore responsabile magazine e siti internet. Autore di un libro storico sul secondo dopoguerra e di un romanzo di narrativa, ama firmare reportage di viaggio ed è membro del Gruppo italiano stampa turistica. Si emoziona per un calice di Prosecco o per una alchimia di gusti nel piatto. Runner per passione, ha vissuto più maratone di quanto potesse sognare ma trova quiete solo correndo tra i monti e nelle note della moonlight sonata di Beethoven. Vive con Ketra, tre gatti e un cane zoppo. È il direttore di Storie di Eccellenza.

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