E se l’universo avesse un suono? Non la colonna sonora di un film di fantascienza, ma il suono delle galassie — ricavato dai loro dati scientifici, tradotto in frequenze udibili, restituito al pubblico come un’esperienza immersiva. È questa l’idea alla base di SoniCosmos, lo spettacolo di divulgazione scientifica che giovedì 2 aprile 2026 alle ore 21.30 farà tappa per la prima volta in Veneto al Cinema Italia Eden di Montebelluna. Una serata che promette di essere qualcosa di raro: la scienza che si trasforma in arte, e l’arte che diventa uno strumento per capire il cosmo.
Al cuore del progetto c’è la sonificazione: una tecnica scientifica che permette di convertire dati numerici in suoni: un metodo sempre più usato in astrofisica e in altri campi della scienza per rendere percepibili informazioni che altrimenti resterebbero invisibili e inaccessibili.
Per SoniCosmos, i dati provengono da uno dei telescopi più potenti al mondo: il Very Large Telescope, collocato nel deserto di Atacama in Cile. Le osservazioni sono state raccolte nel database zCOSMOS, un archivio che contiene informazioni su migliaia di galassie distribuite nello spazio e nel tempo cosmico. Ogni galassia ha le sue caratteristiche — distanza, velocità di recessione, luminosità, composizione — e queste caratteristiche, una volta tradotte in suono, generano una composizione che è allo stesso tempo scientificamente precisa e esteticamente sorprendente.
Il risultato è una mappa sonora dell’universo: non un’interpretazione artistica soggettiva, ma una traduzione fedele — ancorché mediata da scelte compositive — di quello che la scienza sa del cosmo.
SoniCosmos alterna momenti di racconto divulgativo — dedicati alla storia dell’universo, alla scoperta delle galassie, ai metodi con cui gli astronomi leggono il cosmo — a veri e propri momenti di ascolto immersivo della composizione sonora. Il pubblico è così accompagnato in un viaggio che parte dalla comprensione razionale e approda a un’esperienza sensoriale diretta.
Lo spettacolo si rivolge a un pubblico ampio e trasversale: appassionati di astronomia, studenti, curiosi e chiunque voglia vivere un’esperienza culturale che unisce scienza, percezione e arte contemporanea. C’è però una caratteristica in più, che lo rende particolarmente significativo: grazie alla sua dimensione sonora e multisensoriale, SoniCosmos rende accessibili dati scientifici complessi anche a persone con disabilità visive.
Il progetto nasce dall’incontro di competenze molto diverse, tenute insieme da un’idea comune. Il responsabile scientifico è Sandro Bardelli, ricercatore astronomo dell’INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica, che ha guidato la selezione e il trattamento dei dati astronomici. Con lui hanno lavorato Claudia Ferretti, sound artist e studiosa della percezione; Giorgio Presti, sound designer e docente; e Maurizio Rinaldi, fisico e musicista.
A portare SoniCosmos a Montebelluna è stato il Gruppo Naturalistico Bellona, che ha curato i contatti con gli autori del progetto e ha coinvolto il Cinema Italia Eden e il Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna. Non si tratta di una scelta casuale: la serata si inserisce in un filo narrativo più ampio. Il Gruppo Bellona ha contribuito alla mostra temporanea del Museo “Soundiversity. La voce della biodiversità” — e in particolare alla sezione dedicata ai “Suoni dallo spazio”. SoniCosmos è dunque il naturale completamento sonoro di quella mostra: dai suoni della natura ai suoni del cosmo, in un unico percorso che esplora come l’universo — in tutte le sue scale — possa essere ascoltato.