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RISARCIMENTI AI TRUFFATI DELLE BANCHE VENETE, L’INSIDIA DELLE PAROLE (scritte)

 

Dopo mesi di passi avanti e corse indietro è stato pubblicato il primo decreto attuativo della legge che consentirà un indennizzo ai risparmiatori (FIR), legge fatta a dicembre e disfatta con il “decreto crescita” di aprile. E’  una legge – anzi dovrebbe, perché ancora il decreto crescita non è convertito e quindi sono possibili ulteriori sorprese –  di massima migliore di quella varata dal precedente governo ( legge Baretta – Puppato – Santini ) ma  ben distante dalle promesse ripetutamente fatte,  ed anche queste disfatte, dagli attuali politici. Comunque sia, questa legge, non condivisa con i risparmiatori ed eterogestita da Banca di Italia, contiene una pericolosissima insidia che di fatto ripropone lo scudo a favore del sistema bancario presente nella prima stesura di legge, nota come  proposta di legge  Bitonci.  In quel testo veniva chiaramente previsto che l’accettazione dell’indennizzo/ ristoro comportava l’impossibilità di fare causa a Banca di Italia, Consob etc. . Non appena scoperti, i politici, si sono affrettati ad attribuire la responsabilità di tale obbrobriosa norma alla famosa manina. Manina che mai si è rassegnata ad abbandonare il proposito di proteggere il sistema bancario, con ciò dimostrando la consapevolezza che il sistema bancario sa di avere pesanti responsabilità nella disgrazia dei risparmiatori, delle banche venete e non solo.  In questi giorni il Parlamento si appresta a convertire in legge il “decreto crescita” che, fra l’altro contiene la radicale modifica della legge di bilancio sul FIR introducendo il sistema del doppio binario che prevede un indennizzo forfettario per chi è sotto i 35.000 euro di reddito o i 100.000 euro di patrimonio sociale ed una forma di arbitrato per gli altri; per tutti, esclusi gli obbligazionisti che hanno percentuali differenti, la somma che lo stato dovrebbe erogare è del 30% del valore di acquisto.

L’insidia di cui sopra si scriveva  è nella parola usata  al comma 502 bis del decreto crescita, l’aggettivo  “FORFETTARIO”.

Testualmente il decreto crescita recita “502-bis. Previo accertamento da parte della Commissione tecnica di cui al comma 501 esclusivamente dei requisiti soggettivi e oggettivi previsti nel presente comma, hanno diritto all’erogazione da parte del FIR di un indennizzo forfettario dell’ammontare determinato ai sensi dei precedenti commi 496 e 497 i risparmiatori persone fisiche… .”

COSA SIGNIFICA FORFETTARIO? PERCHE’  CON TUTTE LE PAROLE CHE CI SONO IL LEGISLATORE, SENSIBILE AI DESIDERATA DI BANCA DI ITALIA, HA USATA PROPRIO FORFETTARIO?

Domande che subito abbiamo fatto ai politici, che ci hanno rassicurato dicendoci non preoccuparci ( e quando mai! …); invece siamo seriamente preoccupati perché una proposta di emendamento che cristallizzasse il diritto di tutti i risparmiatori all’azione (far causa ) nei confronti del sistema bancario è stata fermamente respinta dal Governo.

Siccome la legge sul FIR pone come premessa, che la  giustifica, l’esistenza di un ingiusto pregiudizio subito dai risparmiatori ad opera delle banche che non hanno rispettato la legge, non è peregrino  ragionare che, attraverso la  concessione  del benevolo  trattamento riservato ai risparmiatori  in particolare situazione economica,  vi sia la conclusione della controversia generata dal comportamento illecito delle banche con l’opposta concessione (da parte del risparmiatore) che si accontenta di un indennizzo forfettario, ovvero che copre l’intero indipendentemente da altre ragioni.

E’ pacifico che la rinuncia ai diritti, come quello di fare causa a chi si ritiene, debba essere formale ma, nel caso di specie, non si tratta di rinunciare al diritto  ma di definizione della controversia in una sorta di transazione che espressamente prevede l’accettazione di un importo forfettario.

Altri sarebbero gli argomenti che potrebbero  sostenere il legittimo dubbio che l’uso dell’aggettivo “forfettario”, invece di altre più comprensibili parole, non sia casuale, ma, consci che dopo tre anni di battaglia nel corso dei quali  ne abbiamo viste di tutti i colori possiamo essere un pochino prevenuti,  non andiamo oltre e facciamo una semplice richiesta:

chiediamo al Governo di modificare il comma 502 bis sostituendo la parola “FORFETTARIO” con “QUANTIFICATO”     o altro termine di facile comprensione e determinazione che non si presti  a … .

Coordinamento Associazioni Banche Popolari Venete “don Enrico Torta”

Il presidente avv. Andrea Arman

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La scrittura è una malattia, che cura da vent’anni con tutto il giornalismo possibile: ha lavorato per due quotidiani, una televisione e mezza dozzina di riviste, guidato da direttore responsabile magazine e siti internet. Autore di un libro storico sul secondo dopoguerra e di un romanzo di narrativa, ama firmare reportage di viaggio ed è membro del Gruppo italiano stampa turistica. Si emoziona per un calice di Prosecco o per una alchimia di gusti nel piatto. Runner per passione, ha vissuto più maratone di quanto potesse sognare ma trova quiete solo correndo tra i monti e nelle note della moonlight sonata di Beethoven. Vive con Ketra, tre gatti e un cane zoppo. È il direttore di Storie di Eccellenza.

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