Uscire dal lavoro e andare in pensione è uno degli argomenti di interesse ogni anno. Non solo perché dopo anni di sacrifici si ha la necessità di fare un passo indietro, ma anche per il continuo cambiamento in merito alle leggi che regolano la pensione.
Opzioni, proroghe delle prestazioni agevolate e varie che devono essere messe sul piatto della bilancia. Ma quando vado in pensione? Proviamo a fare chiarezza su alcuni aspetti.
Come si calcola l’aspettativa di vita?
Se si possiedono tutti i requisiti per andare in pensione allora è il momento di poter fare domanda all’Inps, tre mesi prima di quando si lascia il lavoro. Tra i vari calcoli che si dovranno fare – anche come simulazione per verificare la propria quota pensionistica – quella dell’aspettativa di vita.
Salvo modifiche, questo aspetto dovrà essere calcolato prendendo come riferimento la media del biennio precedente. Successivamente si dovrà confrontare con il biennio anteriore all’ultimo citato: un aumento potrebbe incrementare i requisiti per la pensione che sono legati al biennio di interesse.
Se, al contrario, il calcolo porta una diminuzione allora ci sarà uno scomputo nel biennio successivo di verifica. Attenzione, gli esperti evidenziano che questo non significa un calo di età pensionabile ma solo un congelamento di tutti i requisiti di cui sopra. In ogni caso, la speranza di vita viene adeguata e verificata ogni due anni.
Secondo le ultime modiche delle norme in essere tutto è rimasto come da disposizioni del 2010 e Legge Fornero. Tutti gli adeguamenti potranno essere controllate dall’Inps, per avere una visione chiara di quelle che sono le priorità personali.
Cosa sono le maggiorazioni sulla pensione
Si parla di maggiorazione dei contributi così che vengano riconosciuti maggiori periodi di lavoro per la pensione. Chi può usufruirne? I lavoratori che appartengono ad alcune categorie tutelate – vedi gli invalidi – o i soggetti che svolgono determinati servizi.
Questo significa che vengono riconosciuti dei contributi aggiuntivi come se il soggetto interessato avesse dato delle prestazioni aggiuntive a quelle realmente svolte.
Quando andare in pensione di vecchiaia?
La pensione di vecchiaia – salvo modifiche – si ottiene nel momento in cui si è raggiunto un requisito anagrafico richiesto in aggiunta di 20 anni di contributi. La quota pensionistica non dovrà essere inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale e varia da soggetto a soggetto.
L’età richiesta per andare in pensione di vecchiaia è:
- Anno 2021 – 67 anni per donne e uomini
- Anno 2022 – 67 anni per donne e uomini
- Anno 2023 – 67 anni e tre mesi per donne e uomini
Se invece si vuole andare in pensione anticipata al posto di quella citata ora, allora si potrà ottenere solo se raggiunti un determinato numero di anni di contributi a prescindere dalla età anagrafica.
Sempre in tema di requisiti si sottolinea che quella anticipata ordinaria richiede che siano più bassi per i lavoratori precoci e per chi appartiene alle categorie protette. Per avere un quadro della situazione rivolgersi al Caf o ad un esperto del settore, così da valutare tutte le varie ed eventuali in merito alla propria situazione personale.