L’estate è per eccellenza la stagione delle nuove amicizie e degli amori, legami capaci di durare una vita intera o di rimanere impressi come il piacevole ricordo di una vacanza vissuta insieme sotto il sole. In questo scenario di passioni rinate, la tavola si conferma il palcoscenico d’elezione dove i sentimenti vengono dichiarati, annunciati e celebrati attraverso il linguaggio universale del cibo.
Per tutte queste occasioni speciali, c’è un formato di pasta nato per stupire l’anima e il palato: è Lo Spaghettone Innamorato di Voiello, pronto a conquistare l’estate 2026 con ricette fresche, veloci e piene di sapore. Questo formato dal design unico si trasforma nel protagonista indiscusso dei piatti estivi di quest’anno, muovendosi con assoluta eleganza tra ingredienti freschi dell’orto e creatività spontanea ai fornelli, regalando consistenze magnifiche.

Ispirato all’abbraccio indissolubile di due amanti inseparabili, Lo Spaghettone Innamorato è visivamente doppio nel corpo ma unico nell’anima. Grazie a questa forma speciale e sinuosa, cattura ogni condimento per non lasciarlo mai più scappare, creando un connubio perfetto tra la pasta e il suo sugo. Realizzato con grani pregiati 100% italiani e sapientemente trafilato al bronzo, questo formato eredita tutte le caratteristiche strutturali che da sempre contraddistinguono la storica produzione Voiello: una consistenza tenace sotto i denti, una piacevole e generosa ruvidità superficiale e un’elasticità naturale che lo rendono perfetto per trattenere i profumi e regalare un piacere eccezionale ad ogni singolo morso.
Un formato straordinario nato per sorprendere gli occhi, che si dimostra altrettanto versatile quando si tratta di esaltare il meglio della stagione estiva — dai prodotti freschi dell’orto ai sapori più veraci del mare — in preparazioni veloci, semplici ma dal grande impatto scenografico. Con l’arrivo definitivo della bella stagione, infatti, Lo Spaghettone Innamorato si reinventa interprete di tre ricette estive spettacolari, pensate per valorizzare la freschezza e l’amore a tavola.

Tre interpretazioni d’autore per l’estate 2026
Voiello ha immaginato tre proposte distinte capaci di parlare a palati diversi, tutte accomunate da un profondo desiderio di freschezza, immediatezza e semplicità di esecuzione culinaria. La prima è una ricetta classica firmata direttamente da Voiello, pensata per valorizzare l’architettura stessa del formato con ingredienti iconici e stagionali. La seconda porta la firma d’autore dello chef stellato Roberto Di Pinto, che reinterpreta lo Spaghettone Innamorato con il suo inconfondibile tocco gastronomico partenopeo, capace di trasformare un piatto di pasta in un’esperienza sensoriale complessa. Chiude il trittico la nota food creator Lulù Gargari, che ne propone una versione spensierata e profumata, perfetta per chi vuole portare in tavola qualcosa di magnifico e speciale anche nella frenesia dei giorni più caldi.
1. Lo Spaghettone Innamorato con burrata di bufala, pomodori ciliegino e basilico (Voiello)
- Ingredienti per 4 persone: 320 g Spaghettone Innamorato N°108, 500 g pomodori ciliegino, 250 g burrata di bufala, 8 filetti di acciughe sott’olio, 25g zucchero semolato, 2 spicchi di aglio, 1 cucchiaino di origano secco, 1/2 limone, 3 cucchiai di olio EVO, basilico fresco, pepe nero.
- Procedimento: Lavare i pomodori, tagliarli a metà e disporli in una teglia foderata con carta forno, con la polpa rivolta verso l’alto. Condirli con zucchero, sale, pepe, aglio a pezzetti, origano, scorza di limone grattugiata e 2 cucchiai di olio EVO. Cuocere in forno preriscaldato a 160°C per circa 1 ora. Calare lo Spaghettone Innamorato in abbondante acqua salata bollente. Frullare 2/3 dei pomodori confit con 60g di burrata e qualche foglia di basilico, quindi versare la salsa ottenuta in una ciotola capiente. Scolare la pasta al dente e condirla con la salsa di pomodori e burrata, aggiungendo acqua di cottura se necessario. Impiattare con i restanti pomodori confit, burrata, acciughe, basilico e un filo d’olio EVO.
2. Lo Spaghettone Innamorato in estratto di peperone rosso, acqua di pomodoro, colatura d’alici e limone candito (Chef Roberto Di Pinto)

- Ingredienti per 2 persone: Lo Spaghettone Innamorato 200 g, pomodori freschi di stagione (ramati, datterino, ciliegino) 100 g per tipo, peperone rosso fresco 3 pezzi, colatura d’alici q.b., limone candito 10 g, succo di limone q.b., olio extra vergine q.b.
- Procedimento: Lavare e tagliare i peperoni in pezzi e procedere ad un’estrazione per ricavarne il succo, o attraverso un estrattore o frullandoli. Poi filtrare e tenere il succo da parte. Fare la stessa cosa con i pomodori e portare il succo a 82/86°C misurando con il termometro, filtrare con un’etamina e ottenere l’acqua di pomodoro. Cuocere Lo Spaghettone Innamorato al dente e finire la cottura nell’acqua di pomodoro ed estratto di peperone. Mantecare con un filo d’olio extravergine, regolare di sale e aggiungere il limone candito e il succo di limone. A fuoco spento aggiungere qualche goccia di colatura d’alici per dare profondità marina.
3. Lo Spaghettone Innamorato con zucchine, menta e limone (Lulù Gargari)

- Ingredienti per 4 persone: Lo Spaghettone Innamorato 400 g, 4 zucchine medie, 1 limone non trattato (scorza + succo), 10-12 foglie di menta fresca, olio extravergine di oliva q.b., sale q.b., pepe q.b.
- Procedimento: Lavare le zucchine e tagliarle a cubetti piccoli. In una padella, scaldare un filo di olio e saltare le zucchine con un pizzico di sale, la scorza grattugiata del limone e qualche foglia di menta. Lasciare cuocere finché diventano morbide. Trasferire alcune zucchine in un mixer, unire il succo di limone e frullare fino a ottenere una crema liscia. Fare cuocere lo Spaghettone Innamorato Voiello in acqua salata e scolarli al dente, tenendo da parte un po’ di acqua di cottura. Versare la crema di zucchine nella padella, aggiungere la pasta e mantecare a fuoco medio, unendo poca acqua di cottura se necessario per rendere il tutto meravigliosamente cremoso. Servire con qualche foglia di menta fresca e una macinata di pepe.
Voiello: una dinastia legata all’amore e al grano
Dietro questo formato evocativo si nasconde una narrazione densa e affascinante, che affonda le sue radici nella storia profonda della pasta campana. Tutto ebbe inizio a Torre Annunziata, una cittadina storicamente bianca di farina e costellata di pasta stesa al caldo sole ad asciugare, dove Felice Gaudiello decise di trasferirsi unicamente per amore della sua amata Santa De Luca. Da questa unione, tra la brezza del mare e le pendici fertili del Vesuvio, nacquero i figli Teodoro e Antonio, il cui cognome venne originariamente cambiato in Voiello a causa di un banale errore del parroco che li battezzò. È proprio con questo insolito e inaspettato errore di trascrizione che inizia ufficialmente la gloriosa stirpe dei pastai visionari che oggi celebriamo in tutto il mondo.
Andrea, il primogenito di Teodoro, fu il vero pioniere della famiglia a dedicarsi interamente alla produzione artigianale della pasta, trasmettendo intatta questa viscerale passione al figlio Teodoro il quale, nonostante avesse lasciato temporaneamente Torre Annunziata per servire in guerra, scelse con determinazione di ritornare per proseguire l’antico mestiere. E, seguendo le orme paterne, tramandò questo nobile sogno al figlio Giovanni. Fu quest’ultimo a cercare instancabilmente il terreno ideale per produrre una pasta superiore che onorasse la traditione, individuandolo in Contrada Maresca nel 1879, anno in cui venne posato il primo mattone dell’Antico Pastificio Giovanni Voiello.
All’inizio del Novecento, Voiello si affermò rapidamente come la marca prediletta dall’aristocrazia napoletana, diffondendosi in tutta la penisola e raggiungendo volumi e numeri record. Nonostante lo stabilimento fosse stato gravemente danneggiato durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, la famiglia si dimostrò tenace come la pasta stessa, ricostruendo la struttura e restituendola all’antico splendore. Nel 1973, in piena crisi economica nazionale, il Gruppo Barilla scelse saggiamente di rilevare le quote societarie della storica azienda subentrandone nella gestione ordinaria, ma tutelando fermamente l’autonomia e l’indipendenza totale dei processi produttivi, che garantivano e garantiscono tuttora un prodotto di eccellenza.
La ricerca ostinata di grani duri pregiati è sempre stata l’ossessione virtuosa di Voiello. Già nel 1892, Giovanni Voiello si spinse fino in Ucraina, individuando nel leggendario grano Taganrog la varietà ideale per garantire una pasta tenace. Quando nel 1917 la Rivoluzione d’Ottobre decretò la scomparsa di quel grano, Giovanni selezionò personalmente i migliori grani pugliesi come il celebre Cappelli e il Sangolla. Dal 2013, coerente con questa filosofia di purezza, Voiello seleziona esclusivamente grani pregiati 100% italiani, coltivati con cura nelle regioni del Sud Italia, perpetuando da oltre 140 anni la missione di deliziare tutti gli amanti del cibo ben fatto.
L’eccellenza del Gruppo Barilla
Oggi, questa eccezionale sapienza si inserisce nel contesto globale del Gruppo Barilla, un’azienda familiare rimasta fieramente non quotata in Borsa, presieduta oggi dai fratelli Guido, Luca e Paolo Barilla. Fondata dal bisnonno Pietro Barilla a Parma nel 1877 come piccolo panificio, l’azienda promuove un’alimentazione gioiosa e genuina, ispirata ai sani dettami della dieta mediterranea. Con un portafoglio di brand storici e iconici, Barilla coordina circa 9.000 persone e tutela una filiera che condivide i medesimi valori di eccellenza e responsabilità sociale. Custode di questo meraviglioso viaggio italiano è l’Archivio Storico Barilla, che dal 1987 raccoglie e rende accessibile a tutti la memoria storica e i cambiamenti sociali del nostro Paese, offrendo alle persone la gioia intramontabile che solo il buon cibo sa regalare.