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L’Amarone Jago 2013 Domìni Veneti di Cantina Valpolicella Negrar nel gotha dei “Decanter World Wine Awards” 2019

E’ un onore per la cantina e i 230 soci sapere che un concorso enologico così prestigioso come è quello organizzato da Decanter abbia valutato uno dei nostri vini Amarone tra i migliori cinque vini italiani e tra i migliori cinquanta vini al mondo, è un’ulteriore conferma della bontà della scelta fatta trent’anni fa dalla cantina cooperativa di ricercare la qualità con la creazione della linea Domìni Veneti, a cui appartiene anche il vino premiato“, ha commentato Renzo Bighignoli, presidente di Cantina Valpolicella Negrar, nell’apprendere la notizia che l’Amarone della Valpolicella Docg Classico Vigneti di Jago 2013 Domìni Veneti ha ricevuto con 97 punti la medaglia Best in Show, il più alto riconoscimento assegnato al concorso Decanter World Wine Awards (Dwwa).

Il concorso. Giunto alla 16esima edizione, il Dwwa è riconosciuto a livello internazionale per l’affidabilità del rigoroso processo di degustazione e selezione alla cieca. Quest’anno, sono stati giudicati oltre 16.500 vini da 280 tra i più autorevoli esperti e professionisti del wine business provenienti da 30 Paesi, inclusi 70 Master of Wine e 23 Master Sommelier. Oltre all’Amarone Jago 2013 Domìni Veneti di Cantina Valpolicella Negrar (Veneto), gli altri quattro vini italiani Best in Show di Decanter sono Mumelter Riserva Cabernet 2016 di Cantina Bolzano (Alto Adige), Kalimera 2017 di Cenatiempo (Campania), Chianti Classico Riserva 2016 di Cigliano (Toscana), Sorano Piedmont Barolo 2015 di Claudio Alario (Piemonte).

L’Amarone premiato
. Nasce nella vallata di Negrar, nel cuore della Valpolicella Classica, su vigne a pergoletta veronese piantate su terrazzamenti a secco tra i 200/250 metri s.l.m. a Jago, microarea di valore vocata a produrre grandi vini di struttura. La vendemmia a mano avviene tra settembre e ottobre, dopodiché le uve vengono fatte appassire in fruttaio per 100/120 giorni e pigiate tra dicembre e gennaio. Dopo una prima permanenza in barrique, l’affinamento avviene in grandi botti di rovere e poi in bottiglia. Di un rosso rubino intenso impenetrabile, al naso si presenta complesso, con profumi speziati e sentori di vaniglia; il sapore è corposo, con tannini dolci che conferisco morbidezza assieme agli aromi di frutta secca, spezie e tabacco.

L’annata premiata. Racconta Daniele Accordini, Dg ed enologo della cantina: “Il 2013 era partito sottotono, riprendendosi cammin facendo. Una buona distribuzione di piogge e neve invernali consentirono un importante accumulo di riserve idriche nel suolo, ma l’andamento freddo e piovoso primaverile continuò poi anche fino a metà luglio, procurando un ritardo di 12/14 giorni nello sviluppo della vite. La svolta si ebbe a metà luglio, quando l’anticiclone africano riportò in alto le temperature, anche oltre la media, con positive conseguenze sulla maturazione dei frutti che ritroviamo oggi nel bicchiere“.

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La scrittura è una malattia, che cura da vent’anni con tutto il giornalismo possibile: ha lavorato per due quotidiani, una televisione e mezza dozzina di riviste, guidato da direttore responsabile magazine e siti internet. Autore di un libro storico sul secondo dopoguerra e di un romanzo di narrativa, ama firmare reportage di viaggio ed è membro del Gruppo italiano stampa turistica. Si emoziona per un calice di Prosecco o per una alchimia di gusti nel piatto. Runner per passione, ha vissuto più maratone di quanto potesse sognare ma trova quiete solo correndo tra i monti e nelle note della moonlight sonata di Beethoven. Vive con Ketra, tre gatti e un cane zoppo. È il direttore di Storie di Eccellenza.

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