Ci sono giorni in cui le Dolomiti Bellunesi non sono solo un panorama, ma uno stato d’animo. Giorni in cui il richiamo della roccia, del vento fresco che scende dai contrafforti di Lavaredo e del nastro d’asfalto che taglia i boschi del Cadore diventa irresistibile. Che ci si arrivi a piedi, con gli scarponi ancora impolverati dopo una camminata lungo i sentieri che circondano il lago di Auronzo, o in sella a una moto, piegando tra le curve sinuose della SR48 delle Dolomiti, la meta finale richiede sempre lo stesso identico rituale: il sacro premio del palato.
Dopo una giornata passata a riempirsi gli occhi con la verticalità maestosa di queste vette, la vera sfida è trovare un luogo capace di coniugare l’autenticità del territorio con una visione contemporanea della cucina di montagna. La risposta, quest’oggi, ha un nome che profuma di convivialità e ricerca: il Ribotta Art Bar ad Auronzo di Cadore.
Un avamposto di gusto sulla SR48
Situato in una posizione strategica perfetto per chi viaggia — a ridosso della strada regionale, dotato di un ampio e comodissimo parcheggio (un dettaglio tutt’altro che trascurabile se si viaggia su due ruote o si cerca una sosta senza stress) — il Ribotta si trova a soli 30 minuti dal fascino magnetico del Lago di Misurina e a 40 da Longarone.
L’ambiente colpisce subito: è giovane, vibrante, lontano dai cliché della classica baita polverosa, ma profondamente radicato nella cultura dell’accoglienza bellunese. Il Ribotta è un camaleonte dell’ospitalità: eccelle nella caffetteria e nei dolci per una merenda pomeridiana, stuzzica l’appetito all’ora dell’aperitivo e si trasforma per la cena con un menu veloce ma curatissimo. Ma è la proposta del ristorante a pranzo che oggi ha catturato la nostra attenzione di viandanti affamati.
[ Lago di Misurina ]
│ (30 min)
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[ Longarone ] ──► [ RIBOTTA ART BAR ] ◄── [ Auronzo Centro ]
(40 min) (Sulla SR48)
La Tagliata di Cervo e il perfetto matrimonio con la Luppolatura
Il cuore dell’esperienza gastronomica qui risiede nella selezione maniacale degli ingredienti e nell’esaltazione dei sapori del territorio. Il piatto del giorno è un manifesto di questa filosofia: tagliata di cervo con funghi.

La carne di cervo, notoriamente complessa per la sua natura selvatica e magra, viene trattata con il rispetto che si deve alla grande materia prima alpina. La cottura è millimetrica: una reazione di Maillard perfetta all’esterno che custodisce un cuore succoso, tenero e dal colore rubino invitante. La tipica nota ematica e ferrosa della selvaggina viene splendidamente bilanciata dalla rotondità dei funghi, che portano nel piatto il profumo umido del sottobosco cadorino, la terra, l’autunno perenne delle nostre foreste.
Il consiglio dell’esperto: Invece del classico abbinamento con un rosso strutturato, provate a osare. La scelta della spalla liquida è caduta su una birra IPA (India Pale Ale) di carattere, selezionata dalla loro attenta carta delle birre.
Il motivo del matrimonio è tecnico ma profondamente godibile:
- Le note agrumate e resinose dei luppoli tagliano la dolcezza della carne e l’oleosità dei funghi.
- L’amaro pronunciato tipico dello stile IPA pulisce la bocca, preparando il palato a un nuovo, entusiasmante boccone.
- Il corpo della birra regge perfettamente il confronto con la persistenza aromatica del cervo.
Il verdetto
Il Ribotta Art Bar dimostra come la montagna sappia rinnovarsi senza perdere un briciolo della propria identità. Che siate a metà di un epico tour in moto tra i passi dolomitici o di ritorno da un’escursione tra i boschi di Auronzo, questo locale si conferma una sosta d’autore irrinunciabile. Cucina solida, servizio smart e una cultura della birra che fa bene al cuore.
Veneto, terra di eccellenze: e qui, tra le rocce del Cadore, se ne scrive un’altra bellissima pagina.