NEW YORK – Se la stazione di Penn Station rappresenta la New York sotterranea, cinica e sbrigativa, Grand Central Terminal – per tutti semplicemente Grand Central – è il salotto buono, il tempio laico dove la metropoli celebra la propria immortalità. Entrare nella Main Concourse, l’immensa sala centrale avvolta nella luce dorata che filtra dalle enormi finestre ad arco, non è solo accedere a uno snodo ferroviario: è entrare in un film, in un pezzo di storia, in un monumento antropologico che da più di un secolo detta il ritmo cardiaco di Gotham.
La Storia: la rinascita dalle ceneri del vapore
La storia di Grand Central inizia con un disastro e una rivoluzione tecnologica. Nel 1902, un terribile incidente causato dal fumo delle locomotive a vapore nella vecchia stazione spinse la città a bandire i treni a carbone dall’isola di Manhattan. Il magnate delle ferrovie Cornelius Vanderbilt colse l’occasione per un progetto visionario: abbattere la vecchia struttura e costruire una stazione monumentale basata sulla nuova, pulitissima tecnologia elettrica.
Inaugurata nella notte tra l’1 e il 2 febbraio 1913, Grand Central fu progettata dagli studi d’architettura Reed & Stem e Warren & Wetmore in uno sfolgorante stile Beaux-Arts. Non doveva solo accogliere i passeggeri, doveva stordirli con la sua bellezza.
Tuttavia, il destino del terminal ha rischiato di essere tragico. Negli anni ’70, in piena crisi economica, la compagnia ferroviaria voleva abbatterlo per costruire un grattacielo. A salvare il monumento fu una mobilitazione pubblica senza precedenti, guidata dall’ex First Lady Jacqueline Kennedy Onassis. Grazie a quella battaglia culturale, la Corte Suprema sancì il diritto delle città di proteggere i propri monumenti storici, cambiando per sempre la storia del conservazionismo americano.
I Numeri del Gigante
I numeri di Grand Central descrivono una struttura mastodontica, una vera e propria città nella città:
- 44 banchine e 67 binari: Disposti su due livelli sotterranei, la rendono la stazione ferroviaria con il maggior numero di binari al mondo.
- 48 metri di altezza: È la misura della volta del soffitto della Main Concourse, decorata con un immenso zodiaco al contrario (un errore del pittore Paul César Helleu che Vanderbilt giustificò dicendo che il cielo era visto “dalla prospettiva di Dio”).
- 20 milioni di dollari: Il valore stimato del celebre orologio a quattro facce che domina il banco informazioni centrale, i cui quadranti sono realizzati in preziosissimo opale.
- 750.000 visitatori al giorno: In tempi normali, una massa umana pari alla popolazione di una città come San Francisco attraversa l’edificio ogni giorno (di cui solo un terzo sono pendolari, il resto sono turisti o clienti di negozi e ristoranti).
Chi è passato di qui: binari segreti e celebrità
Grand Central ha visto passare la storia del Novecento. Era il terminal del 20th Century Limited, il treno di lusso che collegava New York a Chicago, celebrato come “il treno più famoso del mondo”. Sul suo tappeto rosso hanno camminato star del cinema come Charlie Chaplin, Marilyn Monroe e capi di Stato.
Ma il passeggero più celebre legato ai segreti della stazione è il presidente Franklin D. Roosevelt. Sotto la stazione esiste il Binario 61 (Track 61), un binario segreto mai apparso sugli orari ufficiali. Veniva utilizzato da FDR per arrivare a New York a bordo del suo treno blindato presidenziale. Il treno trasportava anche la sua auto presidenziale che veniva caricata direttamente su un ascensore segreto collegato all’interno del vicino hotel Waldorf Astoria, permettendo al presidente – affetto da poliomielite – di entrare in città protetto da occhi indiscreti e da potenziali attentatori.
Ciak si gira: la stazione più cinematografica del mondo
Se avete la sensazione di conoscere Grand Central prima ancora di averci messo piede, è perché Hollywood l’ha trasformata nel set definitivo per addii, inseguimenti e baci appassionati. Gli storici del cinema stimano che la stazione sia apparsa in oltre 500 pellicole e serie TV.
È qui che Cary Grant scappa in Intrigo Internazionale di Alfred Hitchcock; è qui che Brian De Palma gira l’iconico e tesissimo inseguimento a rallentatore in Carlito’s Way. I suoi spazi hanno ospitato i supereroi in The Avengers, gli alieni in Men in Black, le sparatorie di The Untouchables (Gli Intoccabili) e i drammi romantici di Falling in Love con Robert De Niro e Meryl Streep. Il cinema ha reso Grand Central un luogo dello spirito prima ancora che della geografia.
Il Significato: il monumento all’incontro
In una città spietata che cambia pelle ogni giorno, abbattendo il passato in nome del profitto, Grand Central rappresenta la costanza. Il suo significato profondo risiede nella sua natura democratica: sotto lo stesso cielo stellato dipinto sul soffitto passano il senzatetto in cerca di calore, il broker di Wall Street, l’immigrato appena arrivato e la star del cinema.
È il luogo degli abbracci, della celebre Whispering Gallery (la galleria dei sussurri dove le leggi dell’acustica permettono di parlarsi a distanza negli angoli), il luogo dove New York si ferma a guardare l’orologio prima di ricominciare a correre. Grand Central è la prova che anche nel cuore della macchina urbana più frenetica del mondo, l’architettura può creare bellezza, memoria e, soprattutto, comunità.