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Il Comune recupera 136 mila euro compensi non dovuti ai dirigenti nel periodo 2005-2010

Si informa che la Corte dei Conti, sezione controllo, ha fatto pervenire nello scorso febbraio al Comune di Montebelluna la delibera con le risultanze relative alla verifica effettuata sul conto consuntivo 2016 con evidenziate alcune criticità riscontrate e le conseguenti osservazioni e raccomandazioni, chiedendo un aggiornamento periodico.

La delibera della Corte dei Conti – trasmessa nella giornata di oggi a tutti i consiglieri comunali, al termine dell’istruttoria interna – evidenzia due partite. La prima riguarda alcuni richiami formali, che stanno interessando più o meno tutte le amministrazioni comunali. La seconda, invece, attiene un rilievo sostanziale che riguarda nello specifico Montebelluna.

 

La prima partita si riassume nei punti che di seguito si riassumono, assieme alle argomentazioni giustificative riportate dal Comune:

(a) ritardo nell’approvazione del rendiconto 2016, avvenuto il 12 giugno 2017 anziché entro il 30 aprile, che ha interessato gran parte dei Comuni in Italia, che è stato dovuto all’entrata in vigore delle nuove normative relative al bilancio e alla gestione economico patrimoniale, che ha richiesto ulteriori elaborati documentali.

(b) efficienza dell’attività di riscossione di residui attivi riferiti all’IMU (8,889% nel 2016), alle sanzioni per violazione del Codice della strada (12,818%) e ai proventi dell’acquedotto (0%). Rispetto a queste criticità, l’amministrazione si è mossa introducendo una modalità alternativa di riscossione, anche coattiva, affidando il relativo incarico, anziché a Equitalia, alla società Abaco con risultati che stanno progressivamente e sensibilmente migliorando gli incassi effettivi.

(c) gestione dei residui attivi (cioè entrate ancora da riscuotere): rispetto a questa criticità, il Comune ha presentato una situazione aggiornata da cui si evince un progressivo smaltimento dei residui attivi degli anni più recenti, pur restando elevato l’ammontare di quelli sorti prima dell’esercizio 2013, in larga misura risalenti al decennio precedente.

 

La seconda partita riguarda il richiamo sostanziale relativo al fondo per la retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti.

Quello che viene rimproverato all’ente è l’aver erogato negli anni compresi tra il 2005 ed il 2010 al segretario del tempo e agli allora cinque dirigenti delle indennità al di sopra di quanto possibile per un importo complessivo di 136.578,23 euro.

Si tratta di una criticità emersa a seguito di verifiche interne, dopo un percorso complesso, che ha trovato una possibilità di soluzione con l’entrata in vigore nel 2014 di una normativa che consente di andare sanare le eventuali anomalie che si fossero realizzate nella costituzione e nella gestione del fondo dedicato alla retribuzione di posizione e di risultato dell’area dirigenziale. È una disposizione di legge che prevede non tanto il recupero individuale quanto il recupero nei fondi degli anni successivi, a compensazione, come chiarito da una circolare della Madia. Dopo un confronto col sindacato dei dirigenti, il Comune nell’aprile 2019 ha attuato il recupero della cifra dei 136.578,23 euro attingendo a risorse che sarebbero state destinate all’area dirigenziale relativamente agli anni che vanno dal 2011 al 2018, che nel frattempo comunque non erano state pagate.

Il sindaco Marzio Favero, il segretario Ivano Cescon, la ragioniera Katia Pellizzari e la referente del Personale Graziana Calabretto, hanno avuto un colloquio col magistrato della Corte di Conti incaricato di seguire il caso, nel quale si è illustrata la strategia di recupero messa in atto dal Comune: in sintesi, lo sforamento verificatosi in sei annualità, dal 2005 al 2010, è stato compensato dal recupero avvenuto dal 2011 al 2018. Il Comune ha altresì provveduto a inviare la comunicazione di merito alla Procura regionale della Corte dei Conti, per le eventuali valutazioni di competenza.

 

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