PR & Influencer

I CAPOLAVORI DI HITCHCOCK IN MOSTRA A GENOVA

Anno 1925: un ventisettenne Alfred Hitchcock è a Genova per girare il suo primo film in assoluto, “The pleasure garden”. Ad accoglierlo, il Bristol Palace, già all’epoca uno dei più prestigiosi hotel della città, sofisticata cornice per feste leggendarie ed eventi dell’alta società, con ospiti illustri come Gabriele d’Annunzio e Luigi Pirandello. Ecco perché il palazzo in stile Liberty è hospitality partner della mostra dedicata al “maestro del brivido” allestita nelle prestigiose sale del vicino Palazzo Ducale dal 13 novembre 2019 all’8 marzo 2020.

A 120 anni dalla nascita del regista, Genova gli rende omaggio attraverso fotografie e video: un viaggio attraverso i più importanti film di Hitchcock prodotti dalla Universal Pictures, condito da particolari interessanti sulle scene più famose e sulla vita privata del regista e dei suoi attori. Sarà presente una sezione speciale riservata a un ingrediente fondamentale del successo dei suoi lungometraggi, la musica, ed ampio spazio sarà dedicato al rapporto tra Alfred Hitchcock e la Liguria, con particolare riferimento proprio a “The pleasure Garden”, parzialmente girato alla Stazione Marittima di Genova. Il pubblico potrà curiosare dietro le quinte del Motel Bates di Psycho, conoscere il protagonista Norman e rivivere la famosa scena della doccia, per poi scoprire gli effetti speciali utilizzati durante le riprese de Gli Uccelli, innovativi per l’epoca, curiosare nel backstage de La finestra sul cortile.

Una chicca imperdibile riguarda il film “Vertigo”, conosciuto in Italia come “La donna che visse due volte”: oltre ai dettagli che si possono approfondire a Palazzo Ducale, c’è un’altra sorpresa che attende i visitatori, varcata la soglia del Bristol Palace.

Si tratta dello scalone ellittico in marmo bianco, in puro stile Liberty: se osservato dall’alto, oppure dal basso, offre una prospettiva esteticamente molto appagante. Questo particolare architettonico di pregio avrebbe ispirato ad Alfred Hitchcock, che al momento stava girando “Caccia al ladro”, la spirale che fa da leit-motiv al film, osservabile nei titoli di testa, in alcuni dettagli come lo chignon della donna misteriosa, nei tronchi d’albero, negli incubi del protagonista e nella scala a chiocciola del campanile, al centro della scena più iconica della pellicola. Una scoperta che ammanta di ulteriore fascino un soggiorno all’hotel.

 

 

Avatar
Amo l'Arte in tutte le sue declinazioni e follie. Cuore bassanese e castellana d'adozione, rincorro mostre, musei e gallerie sparsi nel mondo che poi recensisco su Storie di Eccellenza. Come artista visiva mi firmo Ketra da quando ho preso in mano la china per poi traghettarmi verso altri media più sperimentali. Agatha Christie, Bauhaus e Siouxsie&The Banshees i miei compagni di viaggio.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *